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| Elton John in arrivo al Colosseo per un grande concerto gratuito |
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| «Cari fan italiani, sto preparando per voi un evento musicale unico nel suo genere. Sono così entusiasta e non vedo l'ora di tornare a cantare a Roma. Vi aspetto tutti, non mancate». L'invito arriva direttamente dalla megastar del pop. La prima delle sorprese è già svelata: non ci sarà alcun biglietto da pagare |
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25/8/2005 |
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 di Andrea Bertuzzi
"Cari fan italiani, sto preparando per voi un evento musicale unico nel suo genere. Sono così entusiasta e non vedo l'ora di tornare a cantare a Roma! Vi aspetto tutti, non mancate!". È sir Elton John in persona a parlare. Perché l'estroso e geniale musicista inglese (nominato baronetto dalla regina) non sta più nella pelle: si esibirà infatti il prossimo 3 settembre a Roma davanti al Colosseo in occasione di uno straordinario evento gratuito cui si calcola che assisteranno oltre 500 mila persone. Non semplicemente un concerto. Forse sarà il concerto della sua carriera ("E per questo" dice il musicista "devo ringraziare il Comune di Roma e "Telecom Progetto Italia" che mi hanno dato questa grande opportunità"). Di portata paragonabile al trionfale "live" che tenne al Central Park di New York nell'agosto del 1980. Reginald Kenneth Dwight (questo è il suo vero nome) sta preparando tutto nei minimi dettagli. Uno spettacolo eccezionalmente lungo (quasi tre ore) con la sua band al completo: ci saranno il fido batterista Nigel Olsson (con lui sin dal 1971), il chitarrista Davey Johnstone, Bob Birch al basso, Guy Babylon alle tastiere e John Mahon alle percussioni. E tante, tante sorprese. Si parla addirittura di duetti con artisti italiani e internazionali, ma anche di spettacolari coreografie ideate appositamente per il pubblico italiano. In scaletta non mancheranno le canzoni che da giovane pianista del Middlesex (con studi alla "Royal Academy of Music di Londra") lo hanno trasformato in un'icona della musica internazionale: da "Your song" (1970) a "Rocket man" ('72), da "Crocodile rock" ('72) a "Sad songs (say so much)" ('84), da "Sorry seems to be the hardest word" ('76) a "Saturday night's alright for fighting" ('73), passando poi per "Candle in the wind" (scritta originariamente nel '73 e dedicata a Marilyn Monroe), "Don't let the sun go down on me" ('74), "Daniel" ('73), fino alla recente "Electricity". Il tutto organizzato dal Comune di Roma e dalla Telecom che da due anni, tramite Progetto Italia, promuove importanti eventi culturali coinvolgendo artisti di fama mondiale per divulgare la conoscenza del nostro patrimonio artistico. A inaugurare la serie di "Telecomcerti" è stato, nel 2003, Paul McCartney, che suonò il 10 maggio all'interno del Colosseo davanti a soli 500 spettatori arrivati da tutto il mondo (l'incasso di quasi 193 mila euro è stato in parte devoluto per la ricostruzione dell'Iraq Museum di Bagdad) e l'11 maggio, a porte aperte, nella spettacolare cornice dei Fori Imperiali, registrando la cifra record di oltre 500 mila presenze. Nel 2004 è toccato invece a Simon & Garfunkel. Altro concerto memorabile cui ha assistito oltre mezzo milione di persone. Quest'anno Roma è di Elton John, uno dei pochi veri eredi della tradizione beatlesiana: quasi 40 anni di carriera, 80 milioni di album venduti, un repertorio di oltre 630 canzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni. Sono anni ormai che il "Rocket man" ha abbandonato gli occhiali giganteschi (ne aveva oltre 4 mila) e i travestimenti kitsch che lo hanno reso famoso.
Ma i successi continuano. La camaleontica pop star inglese sta vivendo, infatti, un
momento d'oro: "Billy Elliot", il musical da lui composto e ispirato
all'omonimo film di Stephen Daldry del 2000, è stato accolto con grande
interesse dal pubblico e dalla critica (ha debuttato il 12 maggio al
"Victoria Place Theatre" di Londra). "Electricity", una delle 14 canzoni
scritte per lo spettacolo, ha scalato le classifiche britanniche.
"Ghetto Gospel", singolo postumo del rapper 2Pac (che nel ritornello
campiona "Indian sunset", successo di Elton del '71), è da settimane in
testa alle charts inglesi. E la stessa sorte è toccata all'album "Back
to Bedlam" di James Blunt (quello di "You're beautiful"), l'ultima
scoperta del baronetto, che lo ha indicato come suo legittimo erede.
Pure la vita sentimentale sembra andare a gonfie vele: smentendo
clamorosamente le voci sulla presunta crisi con David Furnish (suo
compagno dal '93), Elton ha rivelato che il loro legame verrà
ufficializzato alla fine dell'anno a Windsor (dove si sono sposati Carlo
e Camilla), quando sarà in vigore la legge inglese sulle unioni fra gay
che riconoscerà alcuni diritti ereditari e fiscali concessi finora solo
a mariti e mogli. Niente luna di miele, però. Il cantante sarà in tour.
Del resto, lui non ha mai nascosto che il suo unico grande amore è la
musica ("Sarei stato contento anche di un impiego in un negozio di
dischi" aveva dichiarato una volta). E così, continua a lavorare senza
sosta. Mentre è in via di definizione il cast di "The Vampire Lestat",
il nuovo musical tratto dai romanzi della scrittrice americana Anne
Rice, il baronetto si è chiuso in studio con Joss Stone per incidere una
canzone natalizia.
(Tv Sorrisi e Canzoni n.35/2005)
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