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Quel gran Fio della musica italiana
Ritratto indiscreto del maestro che dirige l'orchestra di Music Farm
17/4/2006
di Andrea Bertuzzi

Simona Ventura lo ha simpaticamente ribattezzato «quel gran Fio della musica italiana». Da quando è iniziato il programma, lui passa tutto il giorno al telefono e dorme quattro ore a notte per pensare agli arrangiamenti più adatti alle ugole d’oro. Il maestro Fio Zanotti, che dirige l’orchestra di “Music Farm”, non ha più un attimo di pace, ma è molto soddisfatto di aver accettato l’incarico. “È stata una decisione molto difficile perché non conoscevo il programma” rivela. “Pensavo fosse una di quelle trasmissioni che di solito tengo a debita distanza”. Ma poi perché ha detto sì? “La mia passione è suonare dal vivo. Ormai siamo abituati a concepire la musica come un sottofondo. Volevo far sentire come sa suonare un’orchestra e permettere all’ascoltatore di apprezzare ciò che viene spesso lasciato in secondo piano. Inoltre, posso lavorare a fianco di Simona Ventura, che è una grande professionista”. La sua orchestra è composta da 25 elementi: una batteria, un basso, un pianoforte, 2 chitarre, 2 tastiere, 3 fiati (suo figlio Massimo suona il trombone è ed anche maestro sostituto), un sax, 3 coristi (una donna e due uomini) e 12 archi (4 violini primi, 4 violini secondi, 2 viole e 2 violoncelli). “Li ho scelti uno per uno” rivela Zanotti. “Sono tutti cari amici e formano una band estremamente agguerrita”.
Musicista, arrangiatore e produttore bolognese, Fio Zanotti, oggi ha un suo studio in cui sperimenta e produce musica avvalendosi della tecnologia più innovativa. Nella sua carriera ha lavorato con grandi artisti come Claudio Baglioni, Vasco Rossi, Renato Zero, Francesco De Gregori, i Pooh, Fiorella Mannoia, Spagna, Anna Oxa, Ornella Vanoni. Per Zucchero ha diretto il concerto “ZU & Co”, tenutosi nel maggio del 2004 alla “Royal Albert Hall” di Londra. Ha curato la direzione artistica del varietà di Adriano Celentano “Francamente me ne infischio” e ha diretto l’orchestra in “125 milioni di cazzate”, un altro show del Molleggiato. Recentemente, ha arrangiato per Claudio Baglioni l’inno ufficiale delle Olimpiadi 2006, tenendo un grande concerto con l’orchestra del Regio di Torino durante la cerimonia di apertura.
Ma è vero che Fio Zanotti è stato scoperto da Loredana Berté? “Sì, mi chiamò a suonare con lei nel 1980: fu la mia prima tournée” rivela il Maestro. “Ricordo che per l’occasione comprai alcuni strumenti che possiedo tuttora, spendendo più dei miei guadagni. Sono molto grato a Loredana, perché grazie a quell’esperienza mi sono fatto notare”.
Una proposta: perché non togliere al Maestro quelle poche ore di sonno rimaste e affidare a lui anche gli arrangiamenti dei brani delle sfide del “day time”? Come ha detto Alberto Fortis: “Cantare su quelle basi è un po’ penoso”.


Abbiamo chiesto al Maestro Fio Zanotti di esprimere un giudizio sulle ugole d’oro. “Devo ammettere che hanno tutti una gran voglia di apprendere e di mettersi in gioco” premette. Ecco cosa ha detto di ognuno di loro:

FRANCO CALIFANO
Un mito, un monumento, guai a chi me lo tocca! Possiede una delicatezza d’animo inenarrabile. In modo in cui recita ogni canzone fa emozionare.

SPAGNA
È una persona incredibilmente umile. Con la sua voce così personale riesce ad addentrarsi in ogni arrangiamento. È molto sottovalutata.

ALESSANDRO SAFINA
Pur avendo molta voce riesce a non strafare e a non invadare le canzoni che interpreta. In “Ricordati di me” è stato eccezionale.

SILVIA MEZZANOTTE
È una vera professionista dalla grande estensione vocale, ma a volte sottovaluta le sue doti. Può riservarci grandi sorprese in futuro.

LAURA BONO
Ha un grande istinto rock. Ci siamo divertiti molto a preparare “Pazza idea”. Le auguro di avere una brillante carriera.

ALBERTO FORTIS
Non trovo gli aggettivi per definirlo. È un artista completo e immenso, molto duttile. Con idee musicali assai forti.

PAGO
È una grande sorpresa. Ha bisogno di canzoni che valorizzino la sua vocalità e la sua freschezza.

JENNY B
Ha un timbro “frankliniano” e uno swing che le possono permettere di varcare tranquillamente i confini europei.

MASSIMO DI CATALDO
Ha reinterpretato “Se adesso te ne vai” in maniera straordinaria. Deve riuscire a tirar fuori il suo mondo interiore che è molto bello.

LEDA BATTISTI
Una ragazza estremamente musicale. Suona benissimo la chitarra. Deve continuare a usare la voce in funzione della sua mediterraneità.

VIOLA VALENTINO
È una persona straordinaria, di un’umanità più unica che rara. Mi dispiace che sia uscita subito.

SIMONE PATRIZI
È quello che conosco meno. Mi è sembrato determinato e con tanta voglia di fare. Ha un timbro molto particolare.
 Il diario di Music Farm
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Alfonso Signorini


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