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Gli italiani e i Mondiali di calcio
Come seguiremo in tv la Nazionale di calcio impegnata tra pochissimi giorni nel Campionato mondiale di Germania? Circondati da amici oppure da parenti? Mossi da pura passione per il calcio o spinti solo dal clamore suscitato dal grande evento sportivo? Le risposte, in alcuni casi sorprendenti, arrivano da un'indagine realizzata da Sorrisi in collaborazione con l'Istituto GPF
6/6/2006
di Alex Adami

Come guarderemo i prossimi Campionati mondiali di calcio? Abbiamo ancora voglia di seguire le imprese della Nazionale? Domande legittime, se si considerano i recenti fatti di cronaca. Le risposte, in alcuni casi sorprendenti, arrivano da un’indagine realizzata da GPF (Istituto di ricerca e consulenza strategica sul cambiamento sociale, i consumi e la comunicazione) in collaborazione con «Sorrisi». Portato a termine lo scorso 31 maggio, lo studio è stato realizzato su un campione di 600 persone equamente diviso per fasce d’età, titolo di studio e residenza territoriale.

Un italiano su due davanti alla tv
Va detto subito: la passione degli italiani per il pallone è ancora forte. Vacilla, ma non si spegne. Il 43% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che seguirà le partite degli azzurri. E la percentuale supera il 50% se si considera solo il pubblico maschile. Alla quota va aggiunto il partito degli indecisi, pronti a «guardare qualche incontro della Nazionale quando capiterà». La somma dei potenziali spettatori arriva così al 65% (74% considerando solo gli uomini).

Passione azzurra
Tra coloro che hanno manifestato l’intenzione di seguire la Nazionale in tv, una quota rilevante (il 39%) ha precisato che l’interesse è principalmente dettato dalla presenza della squadra Nazionale. Ed è questo il primo segnale forte, che diventa ancor più significativo se si considera che un altro 24% seguirà i match «perché i Mondiali sono un evento da seguire anche per i non appassionati». In definitiva, soltanto un italiano su tre si siederà davanti alla tv mosso dalla pura passione per il calcio. Un segno lasciato dai recenti scandali?

Sono affari di famiglia
L’80% degli intervistati ha dichiarato che guarderà i Mondiali sul divano di casa propria. Il restante 20% si dividerà tra amici, familiari, bar e altri luoghi pubblici. Una stragrande maggioranza opterà per una visione «comunitaria» dell’evento: solo il 13% starà in solitudine davanti alla tv. Il 51% avrà accanto dei familiari, mentre il 35% chiamerà a raccolta colleghi, amici e parenti che non abitano nello stesso domicilio.

Bibite, pizzette, patatine e...
La partita della Nazionale alla tv diventa spesso un rito che prevede un corredo «alimentare» ben preciso. La birra, in questo caso, non ha rivali: la sorseggerà il 43% degli spettatori sintonizzati sui Mondiali. Ma non mancheranno bibite gassate come aranciata e cola (38%) e caffè espresso (11%). I superalcolici (2%), invece, si confermano poco adatti al tifo. C’è anche un 1% di sportivi che opterà per un bicchiere di latte. Confidando, probabilmente, nelle proprietà calmanti della bevanda.
Quanto al cibo, l’esito dell’indagine non riserva sorprese: il 35% dei telespettatori terrà sottomano focacce, panini, tramezzini e pizzette; il 34% un sacchetto di patatine. Considerata la stagione, poi, non possono mancare i gelati (29%). Un 11%, infine, terrà a portata di mano dei cioccolatini. Sperando che non debbano servire a togliere l’amaro di bocca.

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    Alfonso Signorini


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