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| Il blog di Tiziano Ferro |
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| L'artista di Latina racconta i suoi pensieri e le sue emozioni |
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24/7/2006 |
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Dopo DolceNera e gli Zero Assoluto anche il grande Tiziano Ferro ha accettato con entusiasmo di raccontarsi in esclusiva sul sito di Sorrisi. Per tre settimane ha scritto per noi un blog, annotando su
questo speciale diario "on line" le riflessioni e le emozioni che hanno accompagnato il suo attesissimo ritorno. Ci sono voluti tre anni, infatti, per sfornare il nuovo album, «Nessuno è solo», da 3 settimane al numero 1 della Superclassifica. Il cantante di Latina ha raccontato le sue giornate spese tra aeroporti e stanze d'albergo. Nel frattempo, fan di tutto il mondo (dalla Spagna al Messico, dalla Svizzera all'Australia) hanno inondato il nostro sito con una pioggia di mail. Le riassumiamo con una simpatica espressione usata da due di loro: "Tiziano, sei er mejo dei mejo!".
Saluti
Sarà difficile rompere una piccola tradizione come quella iniziata con questo “Blog”.
Ringrazio gli internauti, i ragazzi del mio fan Club, Dalia “Gaybersheek”, Rosanna Mani per l’onore che mi ha dato regalandomi una fantastica copertina di “Sorrisi”, Roberto e Antonio per avermi dedicato qualche riga, le persone che ho incontrato nei miei viaggi e quelle che incontrerò, Latina, le radio e gli speaker che mi hanno intervistato con grande amore.
Sto sorvolando le Alpi mentre viaggio da Madrid verso Francoforte ma ogni viaggio ha senso solo quando, presto o tardi, possa esserci un ritorno... e io non vedo l’ora di tornare a casa.
Viaggiate, divertitevi e passate una grande estate; pensate, divertitevi, piangete per cose belle e godetevi la vita.
Me despido.
Grazie a tutti!!!
Tiziano
" P.S. : Per tutti coloro che avranno tempo e voglia, i miei pensieri continueranno ad essere incostantemente registrati su www.tizianoferro.com nella sezione del forum a me dedicato. Ci vediamo li! "
Domenica 23 luglio 2006
Quando facevo il dj...
Ho iniziato la discesa verso la Spagna.
Il corpo atterra e la mente vola, sto pensando a quando facevo lo speaker in una radio locale di Latina.
Amo la radio, credo sia il mezzo più divertente ed efficace per comunicare ed accompagnare.
Era il 1994 quando ho iniziato a registrare i primi spot, poi la gavetta, i caffè e le coca-cole portate ai dee-jay di turno, i compact disc rimessi a posto nei cassettini polverosi, le telefonate degli ascoltatori, gli appunti frettolosi presi a penna, “ti amo”,”mi manchi”, Take That, Nek, Titanic.
La radio mi accompagnava e io accompagnavo la gente.
Ho iniziato a “trasmettere” nel settembre del 1996, tornavo di corsa dal mio primo giorno di scuola di quell’ anno: 4° liceo scientifico Ettore Majorana di Latina.
Era appena uscito il terzo disco di Laura Pausini e io lo presentavo, speaker novizio, senza sapere che circa 5 anni dopo io e lei ci saremmo conosciuti e considerati amici.
Che strano, che bello!
La radio era la mia unica vera maniera di PARLARE, non riuscivo a farlo altrimenti.
C’erano le canzoni che scrivevo ma quelle erano in musica.
Il verbo, l’ironia, il linguaggio quelli uscivano fuori solo quando il cursore tutto giallo alla sinistra del mixer andava in su amplificando il microfono che permetteva di amplificare la mia voce.
Allora scherzavo, davo consigli, presentavo canzoni,dedicavo, ridevo, cantavo.
Ringrazio tutte le radio e gli appassionati che fanno in modo che questa magia possa continuare ad esistere.
Ancora adesso quando entro in una cabina di trasmissione mi rilasso, sia pure per un’intervista… anche perché quelle in diretta radiofonica sono le più belle, divertenti e spensierate, riesco perfino a dimenticare le ansie e ad abbattere qualche barriera.
Grazie quindi anche agli speaker che negli ultimi giorni hanno aiutato il mio umore a sentirsi meglio, fuori dai rischi della manomissione.
Grazie per le risate e la buona fede.
Vi voglio bene.
Tiziano
Sabato 22 luglio 2006
Quei 5 minuti...
Mio padre mi ha sempre cresciuto col concetto della puntualità.
Da quando sono piccolo per regola o “default” di base so che ad un appuntamento si arriva con almeno 10 minuti di anticipo.
Non mi arrendo al fatto che da un anno a questa parte, nonostante mi organizzi per tempo e prendendo le giuste distanze temporali, i miei fondamenti legati alla puntualità crollino per cedere il posto agli odiosi “5 minuti di ritardo”.
E’ difficile spiegare ciò che il ritardo possa provocare nella testa di uno cresciuto con la filosofia della puntualità atavica.
Il senso di frustrazione si unisce alla rabbia.
Mi odio e sono riluttante al mio stesso comportamento, essendone artefice e vittima, notando quanto sbagliato sia giungere in ritardo ad un appuntamento ma allo stesso tempo inevitabile.
Perchè poi?
NON LO SO!!!
Questa è la cosa peggiore: l’inspiegabilità dei miei ritardi.
Consciamente frustrato, mentre scrivo questo paragrafo, devo già correre giù nella hall del mio hotel dove, ritardatario, mi aspettano per un’intervista!!!!
Arrivo, arrivo, 5 MINUTI!!!!!
Tiziano
Venerdì 21 luglio 2006
Messaggio di un amico
Le frasi fanno una vita,c ambiano una giornata. In giornate come queste penso sempre al mio amico Bruno quando mi ha scritto:
“Cerca di divertirti sempre in ciò che fai, ti permette di sentirti sereno e di trasmettere serenità”.
Gli ho promesso che l’avrei fatto e lo farò.
Tiziano
Giovedì 20 luglio 2006
Dialoghi
Credo sempre più che le nostre esistenze siano un intrecciarsi di dialoghi a volte reali e a volte virtuali, fatti anche di costruzioni fantasiose di ciò che è stato o che sarà. A volte certi dialoghi restano sospesi in gola, incapaci di esprimersi. Altre volte, i "particolari" della vita già vissuta, emergono dal profondo del cuore o dalla realtà e riescono a parlarci ancora... a svelarci anche i segreti più complicati della nostra "stupida vita".
Tiziano
Mercoledì 19 luglio 2006
Un sogno
Un sogno, vi racconto un mio sogno.
Sto guidando la mia auto (quella che nella vita reale effettivamente ho), mi trovo a Latina e mi dirigo verso un distributore automatico di benzina.
Mi fermo ad un semaforo rosso, distratto e pensieroso, col finestrino aperto per l’afa estrema.
Ad un certo punto si avvicina un uomo, mi punta una pistola e dice “o mi dai soldi e carta di credito o sparo”.
Vengo assalito da una serie di impulsi irrefrenabili quando il flusso di pensieri viene bruscamente interrotto dalle parole: “uccidimi” dico.
Il malvivente è visibilmente stupito, quasi deluso e timidamente risponde “se ti uccido la gente si accorgerà della mia presenza e mi arresteranno”, ed io “se mi uccidi avrai comunque i miei soldi, ora non dirmi che hai cambiato idea?”.
Il rapinatore lascia trasparire seria difficoltà dai suoi occhi e prima che possa aggiungere parole alle mie gli grido: “Ora magari mi dirai pure che quella è un’arma giocattolo o peggio ancora che è vera ma non hai neanche un proiettile in carica!”.
Non lascio tempo al malvivente, lo inondo di parole e commenti del tipo: ”sei una delusione, non posso crederci mi hai solo illuso!”.
Ricordo poco altro.
Il risveglio è stato controverso, appena ho ricordato il sogno sono stato assalito da un senso di delusione e tristezza.
A voi, piccoli e grandi psicologi, l’ardua interpretazione!
Tiziano
Martedì 18 luglio 2006
Un aneddoto legato a Tzn... la parola ad Antonio
E dopo il successo del "primo episodio" ho deciso di interpellare un altro malcapitato e chiedergli di scrivere in merito al tema "Un episodio legato a TzN". Questo è ciò che ha scritto Antonio Baglio, il più grande mastering engeneer d'Italia (...e non solo) che ho anche il privilegio di avere come amico.
"Ho conosciuto Tiziano tre anni fa in occasione della masterizzazione dell' album "111". Naturalmente lo conoscevo già come artista ed avevo già apprezzato molte canzoni del suo precedente album; ma ascoltando le canzoni del suo nuovo lavoro rimasi davvero impressionato dai testi delle sue canzoni: profondi, intensi, emozionanti.
Come faceva un ragazzo di 23 anni a scrivere quelle cose? Durante i giorni della lavorazione approfittai più volte di uno dei più grandi privilegi del mio lavoro: poter chiedere direttamente all'artista cosa intendesse dire in un certo punto di un testo o con una canzone. Lui mi rispose sempre in maniera esaudiente ma con grande imbarazzo e timidezza, quasi vergogna. La cosa non mi stupì perché tutti gli artisti veri sono
spesso timidi, ma Tiziano sembrava parlasse con grande fatica di cose che invece cantava con grande chiarezza e semplicità.
Gli chiesi anche se tutto quello che scriveva fosse autobiografico e mi rispose che lo erano solo in parte e che a lui piaceva mettere insieme le proprie esperienze con quelle raccolte qua e là da amici, conoscenti ma anche da un film o un libro.
In questi anni siamo rimasti in contatto con Tiziano; via mail, sms, telefonate e qualche volta incontrandoci in giro per il mondo.
Ho avuto quindi l'occasione di ascoltare le canzoni contenute in "Nessuno è solo" man mano che che nascevano e la cosa che mi ha colpito molto è stato quando una volta mi disse: "Ho ascoltato questa canzone con le tue orecchie, penso ti piacerà molto".
Anche io con il mio lavoro ho imparato ad ascoltare con le orecchie degli altri ma Tiziano ha davvero sviluppato una tecnica incredibile.
Lui ascolta e giudica con le orecchie di tante persone che conosce: i suoi amici, i discografici, giornalisti, dj delle radio, gli altri artisti o isuoi fans.
Certe volte ascolta una sua canzone appena registrata decine di volte sempre cambiando orecchie e ha decine di reazioni diverse. A me piace pensare che questo stesso approccio lo usi per "incapsulare" le
emozioni che noi tutti proviamo nelle strofe delle sue canzoni.
Tanti miei amici ed amiche, io stesso, ci identifichiamo nelle canzoni di Tiziano e questo è sicuramente dovuto al fatto che lui si identifica con noi quando le scrive.
Ed è per questo che le sue canzoni possono essere ascoltate in modalità "normale" magari in macchina o a casa con l'attenzione che si dedica alla musica quando ci fa compagnia, oppure in modalità "intensa" seduti, da soli, o meglio in cuffia sul divano o a letto; solo in quel momento tutte le parole ti arrivano dentro e ti fanno rivivere emozioni forti che abbiamo messo da parte per permetterci di vivere la nostra vita con un minimo di serenità.
Guai a mischiare i due modi di ascolto! La carrozzeria della mia auto ne sa qualcosa".
Ora, so che questa frase finale lascerà inappagata la curiosità di molti ma è questo il bello del blog: la condivisione pubblica di ciò che da nascosto diventa palese e di ciò che è nascosto e... rimane tale !!!!
Lunedì 17 luglio 2006
Il senso della mia vita
Ho lasciato che il “Padrone del Tempo” si prendesse cura del mio destino……..
Ricerco nel silenzio il senso della mia vita…… e come uno “spettatore” lascio che le giornate trascorrano libere, come l’acqua del fiume che scivola a valle….
Per ora ho ripreso il mio lavoro, anche se con un distacco indescrivibile…s pesso mi sorprendo ad osservare il cielo,c he ora per me rappresenta un riferimento costante del mio “vivere”.
Tiziano
Domenica 16 luglio 2006
Farò tutto
Ci sono persone per le quali farei tutto.
FARO' TUTTO.
E’ che spesso non è facile vincere la proprie paure ed andare avanti. E basta.
LE PAROLE SONO SPESSO FONTE DI MALINTESI.
Dovremmo soltanto sederci e guardarci, senza parlare, ed ogni giorno sederci un po' più vicini.
Queste parole le capirò tra qualche giorno... forse...
Tiziano
Sabato 15 luglio 2006
La sostituzione della coscienza
Oggi la giornata passa lenta, luglio scorre ed io sono tranquillo. Sono tornato ad ascoltare il mio disco e lo faccio con il cuore di chi fino ad ora lo ha comprato. È un processo complicato quello della "sostituzione
della coscienza". Succede ogni volta che scrivo una canzone, ogni volta che la canto, la registro,la cambio, la finisco o la butto via. Provo ad immedesimarmi nella testa di amici, parenti, fan, semplici passanti per
tentare di prevedere la loro opinione nei confronti di quello che ho scritto. È un viaggio verso se stessi, che passa attraverso la conoscenza degli altri e la propria autostima.
Voi lo fate mai? Io credo in fondo accada ogni giorno sotto ai nostri occhi e a volte è così automatico che non
ce ne accorgiamo. A volte è questo processo che causa incomprensioni o litigi. In questo periodo dormo una media di 4 ore a notte, volente o nolente non posso evitarlo. Ieri ho finito di cantare all'una in un club a
Barcellona, tempo di salutare la gente ed i proprietari sono tornato in hotel alle 02.00am. Stamattina sveglia alle 5.15am per prendere un volo alle 7.15 e andare in Germania.
Ecco, mentre vi scrivo tutto questo provo a guardarlo con gli occhi di chi lo sta leggendo.
Chissà cosa penserete veramente?
Tiziano
Venerdì 14 luglio 2006
Luna...
LUNA ASCOLTAMI SE DA QUELL'ANGOLO DI ALTITUDINE...
NE SAI DI PIU' DI ME..
SCAVALCA I PONTI TRA MENTE E CUORE
LA SOGLIA ESTREMA DEL DOLORE
L'ORGOGLIO ED IL SUO MARE IMMENSO
PER FAR CAPIRE CHE CI PENSO
CHE RIDO ANCORA SENZA UN SENSO
CHE GIOCO ANCORA COL VENTO..
... ingenuo ma con la testa...
... o tutto o niente,o sempre o basta..
... e che sono qui...
... per dirti grazie...
Tiziano
Giovedì 13 luglio 2006
Siamo uomini e non isole
Imparare ad aspettare e ridarsi vita con una telefonata. Pesare ogni parola per poi capire che quello che hai detto era comunque sbagliato. E non è facile nemmeno stare soli perché "siamo uomini e non isole". Se io voglio essere un uomo. Felice o perlomeno qualcosa di simile, curioso e capace di chiedersi sempre i "perché" delle cose.
Tiziano
Mercoledì 12 luglio 2006
Un aneddoto legato a Tzn... la parola a Roberto
Ho chiesto ad alcuni amici di scrivere qualche riga a proposito del tema “Un aneddoto legato a TzN”, questo è ciò che hanno partorito la mente ed i ricordi del mio migliore amico Roberto: “Se oggi mi ritrovo qui, davanti a un computer, a raccontare questo aneddoto è perché non sono stato rinchiuso in una prigione inglese con i miei amici (compagni di viaggio) Tiziano e Silvia!:-) L’episodio risale al gennaio del 2004 e il tutto si è svolto in un aeroporto inglese. Erano le 5.30 del mattino: Tiziano, Silvia ed io eravamo veramente stanchi e assonnati, causa delle poche ore di sonno accumulate e delle birre di troppo. In albergo eravamo passati giusto per prendere le valigie,poi di corsa in taxi verso l’aeroporto. Il nostro aereo per Roma sarebbe partito intorno alle 8,00, per cui eravamo già in fila per effettuare il check-in. Non avevamo neanche la forza per parlare: il silenzio regnava tra noi! La fila al desk della BRITISH AIRWAYS era lunga, noi non vedevamo l’ora di lasciare le nostre valigie,correre al business lounge per fare colazione e sdraiarci su quei comodissimi divani. Finalmente è il nostro turno: con il passaporto e biglietto alla mano, ci avviciniamo al desk dove una sorridente hostess ci da il buongiorno. Tiziano è il primo a poggiare la sua valigia sul tapis roulant, peso 17 kg.. tutto nella norma. Come da prassi la hostess di terra pone a Tiziano le domande che, per le norme di sicurezza europee, le linee aeree hanno introdotto ed imposto nei confronti dei passeggeri a proposito del contenuto dei loro bagagli.Gli chiede quindi “Ha chiuso lei il suo bagaglio?” e Tiziano :”Si”,”qualcuno le ha chiesto di trasportare questo bagaglio per conto suo?” e Tiziano “No” , “C’è qualcosa contenuto nella valigia che debba essere dichiarato?”. Lui stanco delle domande ,con la voglia (inappropriata)di scherzare e sdrammatizzare l’accennata tensione prodotta da quel “chiedere e rispondere” sorride e dice: “…a parte la bomba che porto con me non c’è niente!”. Io e Silvia non potevamo credere alle nostre orecchie: ci guardiamo negli occhi terrorizzati e nella nostra testa iniziano a scorrere immagini di noi tre rinchiusi in una prigione inglese. L’hostess diventa improvvisamente seria, rimane in silenzio…anche lei non si aspettava una frase del genere. Tiziano si rende conto che la sua battuta non era stata recepita con la giusta ironia e le dice che era uno scherzo. Le ripeteva: “It’s a joke! It’s a joke!”. Niente da fare: la ragazza le risponde che non era il caso di scherzare e che avrebbe potuto chiamare la polizia. A quel punto io e Silvia ci rendiamo conto che l’incubo della prigione sarebbe potuto diventare una triste realtà: iniziamo a chiedere scusa alla hostess, a dirle che il nostro amico era un tipo a cui piace scherzare e che forse la stanchezza lo aveva portato ad esagerare un po’. Forse la paura che traspariva dai nostri occhi era talmente evidente ed espressiva che la ragazza decide di non chiamare le forze dell’ordine: si raccomanda di evitare in futuro battute del genere, perché sarebbero potute costarci caro. Noi la ringraziamo, lasciamo le nostre valigie, prendiamo il passaporto e il biglietto e la salutiamo con fiumi di parole di riconoscenza. Una volta lontani dal desk, iniziamo a picchiare amichevolmente (mica tanto, però) il nostro caro amico Tiziano che continuava a ridere e a prenderci in giro perché ci eravamo spaventati. Naturalmente adesso ci divertiamo a raccontare questo episodio, ma posso assicurarvi che in quel momento di divertente c’era ben poco.:-)”. Si….io direi siano degni di menzione anche gli insulti che mi sono beccato durante tutto il volo Heathrow-Fiumicino. Ennesimo esempio che col senso dell’umorismo non vado da nessuna parte!!!!
Martedì 11 luglio 2006
Non essere abbastanza
Sono rimasto deluso e ho già imparato a convivere con il senso di sconfitta, so bene quanto costa vivere e scommettere sui sentimenti e le persone e poi perdere. Ho ben chiaro cosa voglia dire provare quel senso di inutilità che ti assale se senti di "non essere abbastanza". Mi fermo e poi chiedo timidamente alla vita di lasciarmi stare, tanto poi ci ripenserò io a riprenderla in mano; lei non si fida troppo di me ma credo di sapere come convincerla. Tutto questo per fotografare il momento che sto vivendo e non è facile stare male così tanto per stare poi bene con così poco.
Tiziano
Lunedì 10 luglio 2006
Aspettare e non arrendersi
Io non so cosa succederà nella mia vita, nessuno lo sa ma sarà sempre così bello aspettarlo. Aspettare quello che succederà… e provare le ansie, sognare le gioie, disilludere e sperare intanto crescere… perché poi è così che va. Ho creduto e questo per me è già tanto. Non riesco a fermarmi, ho il brutto vizio di arrendermi con le persone e le cose solo quando di loro non mi importa davvero più. Non riesco a dimenticare, non voglio fare a meno di tenere piena la memoria e capisco da poco quanto bene io abbia sempre fatto a credere che questo fosse il modo migliore di comportarsi e vivere.
Tiziano
Domenica 9 luglio 2006
I diritti degli animali
Vorrei ringraziarvi delle tantissime mail che mi state scrivendo, dell'affetto e del calore che mi dimostrate e, a proposito di lettere, oggi mi è arrivata una lettera, bella perché sintetica e semplice. A scrivermi è il presidente di una associazione benefica che dedica il suo operato alla difesa dei diritti degli animali. La sua richiesta era: se puoi aiutaci a diffondere il nome della nostra associazione. Detto fatto! Fatevi un giro su www.gruppo-zoofilo-operativo.org Credo che le persone che dedichino le proprie attenzioni e sforzi nei confronti degli altri appartengano ad una categoria superiore. Chiunque abbia il cuore di direzionare il proprio tempo e tanto amore verso la cura e la salvaguardia dei diritti degli animali, riceverà sempre il mio massimo supporto… nonché rispetto e ammirazione infiniti. Vi voglio bene.
Tiziano
Sabato 8 luglio 2006
Difendersi
Fa paura non sapere cosa gli altri pensano, provano, vivono e quindi noi obblighiamo le persone ad avere contenuti che noi imponiamo, per essere sicuri, tranquilli che nessuno ci sorprenderà col suo comportamento e quindi non potrà ferirci, farci male. Perché nella vita è tutto un “difendersi e giocare a farsi meno male possibile”, nessuno vuole soffrire neanche chi gioca a mostrare disumana sicurezza. E’ la contraddizione della contraddizione, il caos che regola la mia mente… sono io. E spesso mi faccio paura da solo.
Tiziano
Venerdì 7 luglio 2006
Giudizi
Spesso mi sento solo ma ancora più spesso sento che non vorrei nessuno intorno a me. Quanta presunzione c'è in chi accusa le persone di essere presuntuose? Quanto è più grande il peccato di chi in quel momento si sostituisce a Dio? Credo la gente giudichi per paura, paura di non avere i sentimenti sotto il proprio controllo.
Tiziano
Giovedì 6 luglio 2006
Ritardi
Anche oggi sono gli aerei a scandire il tempo.
Non ho capito se per causa di una congiunzione astrale o semplicemente a causa della sorte ma da qualche mese non esiste viaggio in aria al quale non sia collegato un problema, un ritardo, uno scompiglio. Dovevamo partire da Roma verso le Canarie, via Madrid. Non avevo mai sentito di un ritardo dovuto al guasto del motore di trazione che trasporta l’aereo dall’area di parcheggio fino alla pista. C’è sempre una prima volta. Due ore di attesa in un aeromobile caldo e appiccicoso, ho letto almeno 3 volte alcuni degli articoli contenuti nella rivista che avevo con me. Scrivere canzoni nuove… niente, zero, nada. Accendo il telefono? Non si può. Aspetto. Arriviamo a Madrid e chiaramente il successivo aereo ci propone un bel ritardo di un’ora e mezza… ma nel frattempo sono già le 00.42 AM. Quando il tuo lavoro è aspettare, che guardi a fare l’orologio?
Tiziano
Mercoledì 5 luglio 2006
Uno sfogo
L'importante è non lamentarsi, limitarsi a riflettere senza rimpianti ma soprattutto senza autocommiserarsi. Non bisogna aver paura di essere dimenticati, è meglio guadagnare quel tempo a pensare a come rimanere nel cuore di qualcuno. Io sono vivo... e ogni tanto ho paura di esserlo. Ma ho ancora maggior timore che chi mi vuole bene si dimentichi di me. E' un attimo di debolezza... passerà. Ma ora voglio lasciarlo sfogare.
Tiziano
Martedì 4 luglio 2006
Sono qui...
Quando sono giù non amo nasconderlo, è più forte di me. Decido spesso di confessarlo a qualche riga di un quaderno mio o al foglio bianco della carta da lettera che finirà buttato o nel cuore delle persone alle quali voglio bene. Mi trovo in una stanza di hotel, l’ennesima. Cordone ombelicale tra me e la realtà che procede disordinata… le stanze di alberghi! Polverose o a cinque stelle, senza bidet o con la cioccolata che mi aiuterà a sentirmi meno solo. Sono qui... e chi l’avrebbe mai detto, forse qualcuno sì. Forse tu sì! È nato il mio blog su questo spazio...
Tiziano
Lunedì 3 luglio 2006
Il sito ufficiale di Tiziano Ferro |
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Volevo smettere di cantare (ma che cos’altro potrei fare?) |
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Preparatevi a una grande sorpresa |
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Che stress il successo (quasi quasi mi faccio una tisana...) |
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Alcune delle centinaia di lettere per Tiziano Ferro |
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