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| Le Winx sbarcano al cinema, protagoniste di un film in 3d. Guardale in anteprima! |
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| Winx Club, il cartone italiano che ha conquistato il mondo (Giappone compreso) arriva sul grande schermo a Natale 2007. E invade la terza dimensione. Ecco come appariranno Bloom e le sue amiche nella pellicola che punta a fare concorrenza alle produzioni Dreamworks e Pixar |
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30/11/2006 |
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 di Francesca Fornario
L’alternativa ai cartoni giapponesi e americani nasce in Italia e si chiama «Winx Club». La serie animata creata nel 2004 da Iginio Straffi è oggi la più amata e seguita dalle bambine di tutto il mondo. Il cartone, il primo italiano venduto alla tv free americana, è stato acquistato perfino in Giappone («Vendere un cartone animato ai giapponesi è come vendere un frigorifero al Polo Nord», si compiace Straffi), e le bambole delle Winx sono le più vendute con le «Bratz» e le «Barbie».
Reduci dal successo di un musical a teatro e due stagioni televisive (la terza è in arrivo a gennaio su Raidue), le Winx si preparano a sbarcare al cinema, con una veste tutta nuova. Per fare concorrenza alle grandi produzioni «Pixar» e «Dreamworks», le fatine di Straffi saranno protagoniste di un film in 3d. La pellicola, attesa nelle sale a Natale 2007, sarà completamente animata al computer negli studi romani della «Rainbow Cgi», la nuova divisione della «Rainbow» di Loreto dedicata al 3d e affidata alla squadra di Francesco Mastrofini, che ha già realizzato il film dell’Apetta Giulia.
Il lungometraggio delle Winx, scritto e diretto da Iginio Straffi, svelerà il mistero delle origini della fata Bloom che, come Harry Potter è stata allevata tra gli umani e ha poi scoperto i suoi poteri magici.
Grazie alla computer grafica, Bloom e le altre Winx con gli Specialisti, le Pixies, il college di Alfea e tutto il mondo di Magix verranno trasferiti nella terza dimensione. Ogni personaggio e ogni oggetto verrà quindi «scolpito» e modellato al computer.
«Sorrisi» ha seguito e documentato tutte le fasi di questo processo, ricostruito nella fotogallery, per illustrare come si arriva dal disegno al modello tridimensionale e come si realizza un cartone animato in 3d. Non è vero, infatti, che i cartoni in 3d sono «fatti dal computer» e che prescindono dal disegno. Al contrario, la modellazione e l’animazione dei personaggi in 3d richiede un lungo – e non meno artistico - lavoro creativo. In altre parole, il computer fornisce gli strumenti per «scolpire» i personaggi e gli oggetti, ma le fisionomie, la scelta del colore e delle luci, la composizione delle immagini, l’animazione e la regia dipendono dal gusto e dalla capacità degli animatori, proprio come nei cartoni animati tradizionali.
LE WINX A CASTELLI ANIMATI
Il progetto del film e le immagini delle fatine in 3d, che qui vedete in anteprima, vengono mostrate al pubblico sabato a Genzano (Roma), per l’undicesima edizione del festival «Castelli Animati», diretto da Luca Raffelli (www.castellianimati.it). Sempre al festival, Ian Whitlock e Loyd Price degli studi «Aardman» (i creatori di «Galline in fuga», «Wallace e Gromit» e del nuovo film «Giù per il tubo») presentano la nuova serie animata in plastilina «Shaun the Sheep». Protagonista è la pecora Shaun, già comparsa al fianco di Wallace e Gromit.
COME SI FA UN CARTONE IN 3D
Attraverso quali passaggi si arriva dal disegno al modello in 3d? Ce lo spiega Fausto Vitali, animatore della Rainbow Cgi, ora al lavoro sul film delle Winx.
1) Modelling: è la fase iniziale di tutto il processo, perchè consiste nella modellazione dei personaggi e degli ambienti, compresi tutti gli oggetti presenti in scena come le case o i mobili di una stanza.
2) Texturing: in questa fase si scelgono le superfici, ovvero «i materiali» con i quali rivestire i modelli. Ad esempio, pelle, metallo, legno, seta. Attraverso complessi calcoli matematici, il computer «simula» la consistenza specifica di ogni materia, che poi reagisce diversamente al movimento. Una gonna di seta risulterà quindi più morbida e leggera di una di lana.
3) Rigging: è la fase nella quale si posiziona uno scheletro virtuale all'interno dei personaggi. Servirà agli animatori per muoverli. E' una fase critica e laboriosa perché il personaggio, una volta «riggato» deve potersi piegare in modo fluido e realistico, evitando di sembrare un fantoccio.
4) Lighting: In questa fase si illuminano le ambientazioni e i personaggi utilizzando un set di «luci virtuali», posizionate dall’artista delle luci come dal direttore della fotografia sul set di un film dal vivo, in modo da ottenere l’effetto drammatico desiderato.
5) Rendering: è un processo puramente matematico durante il quale il computer elabora tutti i dati inseriti. In pratica, assembla tutte le operazioni precedenti fornendoci l'immagine finale.
6) Compositing: questa fase serve a dare gli ultimi ritocchi e aggiungere alcuni effetti come pioggia, foschia, profondità di campo e pulviscolo.
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