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«Ecco come sono riuscito a coinvolgere Rita Borsellino»
Fabrizio Moro, in gara nella sezione Giovani con «Pensa», una canzone sulla mafia, parla del video girato con Marco Risi e dell’incontro con la sorella del grande magistrato ucciso a Palermo nel 1992
26/2/2007
di Cinzia Marongiu

«Pensa» è il titolo della canzone di Fabrizio Moro che se non è detto che farà pensare, così come si prefigge il suo autore, di sicuro farà molto parlare di sé. Il tema è quello della mafia, suggerito a Fabrizio dal film tv «Borsellino», diretto da Gianluca Maria Tavarelli e interpretato da Giorgio Tirabassi. Ma non basta. Moro, che è in gara a Sanremo nella sezione giovani e che si esibirà mercoledì sera, è riuscito nella non facile impresa di coinvolgere Rita Borsellino, la sorella del grande magistrato ucciso a Palermo il 19 luglio del 1992. Sarà proprio la candidata alla presidenza della Regione Sicilia a comparire nel videoclip della canzone diretto da Marco Risi.
Come è nata questa partecipazione?
«Non ci speravo proprio. È stato Marco Risi a inviarle il testo della canzone. Poi è arrivata sul set e lì ha deciso anche di partecipare alle riprese».
Che cosa le ha detto?
«Che questa canzone le è arrivata tantissimo al cuore. Era molto emozianta, aveva le lacrime agli occhi, È stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita».
E che cos’altro vi siete detti?
«È una persona molto introversa e timida nonostante faccia politica. Mi ha solo detto che quel film tv era fatto benissimo anche se aveva lasciato un po’ in disparte il lato ironico di suo fratello. E poi mi ha invitato il 5 maggio prossimo a Palermo dove ci sarà un convegno e una manifestazione di tutti i licei della città , per lottare contro chi paga il pizzo».
Come si sente alla vigilia della sua esibizione? Emozionato?
«In certi momenti ho paura, in altri invece riesco anche a divertirmi».
Come si presenterà sul palco?
«Più o meno come sono adesso. Con i jeans».
Si trucca?
«Sì, un po’ ma faccio tutto da solo. Giusto un po’ di copri-occhiaie e la matita intorno agli occhi».
I suoi produttori musicali sono Marco Falagiani e Giancarlo Bigazzi, due grandi della musica made in Italy. Come si trova con loro?
«È la prima volta che ho un team verso il quale nutro grande fiducia. In passato facevo di testa mia, non ascoltavo nessuno. Credevo di spaccare il mondo e invece mi spaccavo la testa da solo. Mi sentivo invicibile, soprattutto quando, nel 2000, ho partecipato per la prima volta a Sanremo Giovani».
Che errori fece?
«Non volli avere nessun rapporto con il music business. E poi quando pubblicai il mio primo album la stampa mi andò contro. Ma forse ero troppo giovane. Ora, superati i 30 anni, trovo più facile ascoltare i consigli».
Della sua canzone si è scritto in termini positivi. Contento?
«Molto, mi dà più coraggio, più fiducia in me stesso. E dire che io l’avevo scartata. Sono stati proprio Falagiani e Bigazzi a convincermi a proporla a Sanremo. “Vedrai che a Baudo piacerà”. E avevano ragione. Ora speriamo che piaccia anche agli altri».




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