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| Auguri al Festival, ma quante parolacce!
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| Monsignor Careggio, Vescovo di Ventimiglia e Sanremo, con Sorrisi in
mano, punta l'indice contro alcuni testi delle canzoni in gara |
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26/2/2007 |
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 di Daniele Soragni
"Mi piace il Festival, lo seguo sempre da casa, ma quest'anno devo
dire che fra le parole delle canzoni ci sono troppe parolacce". Così
ha commentato il vescovo di Ventimiglia e Sanremo Alberto Maria
Careggio stringendo fra le mani una copia di Tv Sorrisi Canzoni,
settimanale che per primo ha segnalato questa "nuova tendenza" nei
testi sanremesi. Il prelato è arrivato a sorpresa questo pomeriggio
al Festival. si è seduto in platea ad ascoltare le prove dei cantanti
e non ha nascosto il suo disappunto quando Alberto Silvestri ha
iniziato la sua canzone con la frase "mi sono innamorato di una
stronza". Dopo l'esibizione di Nada, Baudo lo ha invitato sul palco
per fare un breve saluto al Festival, omaggio che il prelato ha detto
di fare ormai da qualche anno e "con grande piacere" ha aggiunto
"perchè amo molto la musica che ritengo un veicolo di buoni valori
ma...". Il dubitativo riguarda proprio alcuni testi che a monsignor
Careggio proprio non sono piaciuti "disturbano" ha detto "e abbassano
il tono della manifestazione, comunque ho sentito belle canzoni, mi
sembra che in complesso sia, musicalmente, un Festival più
interessante di quello dello scorso anno". Monsignor Careggio è
arrivato sulla riviera ligure su mandato di Papa Woytila qualche anno
fa.
"Io sono di Aosta e ho fatto conoscere al Sommo Pontefice le
montagne dei miei posti e lui...mi ha mandato al mare. Era una
persona straordinaria, ne ho un ricordo indelebile". Monsignor
Careggio è un grande amante della musica e ogni anno organizza a
novembre, proprio al teatro Ariston, una rassegna di musica
spirituale, "Tre giorni" ha detto monsignor Careggio "seguiti da
migliaia di giovani, lo scorso anno sono stati oltre 6000 mila".
Tornando alle canzoni sanremesi ha detto di apprezzare molto il testo
del brano di Al Bano sul perdono e di Antonella Ruggiero sui bambini
che vivono nelle guerre.
Augurando buon lavoro a tutti, conduttori,
giornalisti, musicisti e tecnici ha rivolto un appello ai cantanti
"nelle vostre canzoni portate sempre dei buoni messaggi".
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