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Nada, «Io canto da sola»
La cantante toscana, alla sua settima partecipazione al Festival, non vuole farsi travolgere dalla frenesia sanremese. «vengo qui solo per cantare. Del resto non me ne frega niente»
27/2/2007
di Cinzia Marongiu

Sarà che questo è il suo settimo Sanremo. Sarà che canta da quando aveva 14 anni. Sta di fatto che Nada appare impermeabile alla frenesia festivaliera in cui tutti corrono e si rincorrono senza sapere nemmeno perché. In gara con il pezzo rock «Luna in piena», scritto e musicato da lei stessa, si sottopone alle domande con rassegnata disponibilità.
Come si trova a Sanremo?
«C’è il solito clima da festival. Tanta confusione. Ma è normale. A me però del clima non me ne frega niente. Qui ci vengo solo per cantare. Il resto fa parte del gioco».
Il Festival è ancora oggi la più grande opportunità per un artista italiano?
«Sì. D’altra parte gli spazi per la musica continuano a diminuire e se hai un lavoro in cui credi presentarlo qui a Sanremo ti dà qualche possibilità in più».
Che ricordo ha del suo clamoroso debutto, quando nel 1969 ebbe successo con «ma che freddo fa»?
«Ero veramente piccola. C’era grande incoscienza. Non mi rendevo conto nemmeno del perché mi trovassi a Sanremo ma senza quella partecipazione, oggi non sarei qui».
Qual è stato il momento più bello?
«La mia ultima partecipazione, nel 1999, quando cantai “Guardami negli occhi”. Finalmente una canzone mia, finalmente la possibilità di farmi conoscere con cose che mi appartengono. Per anni mi sono sentita relegata a cose vecchie che avevo fatto una volta ma che non mi appartenevano più. Le persone cambiano, è normale».
Quindi anche lei, come molti suoi colleghi, si secca un po’ quando nei concerti le chiedono i vecchi successi?
«Ma no, li canto volentieri. Perché no?»
E la delusione più cocente qual è stata?
«Nel 1987, quando cantai “Bolero” un pezzo nel quale credevo molto. Ma forse non ero ancora matura e la gestii male».
E oggi?
«Canto un pezzo che fa parte di un progetto, un album che uscirà in questi giorni intitolato “Luna in piena”. Sono 10 brani inediti, tutti scritti da me. Mi viene facile scrivere».
Ha sentito le altre canzoni? Su chi scommetterebbe per la vittoria finale?
«Non ho il tempo per sentire gli altri e questi giochi non mi appartengono, non fanno parte del mio carattere. Sentire, parlare, commentare, criticare: non è roba per me. Io penso al mio lavoro in modo serio. Non voglio condizionamenti».
Che cosa ha imparato in tutti questi anni? Che errori non rifarebbe?
«In questo lavoro non si impara mai. Non faccio ragionamenti. Mi butto, come sempre. A volte va bene, altre volte no».
Segue qualche rito prima di cantare?
«No, nessuno. Così come non ho portafortuna. Non sono scaramantica. O meglio cerco di non esserelo perché è pericoloso. Si rischia di diventare schiavi».
Sanremo è anche un evento televisivo. Lei guarda la tv? «Molto poco. Non ho tempo. Sono una grande lavoratrice e poi mi occupo della mia famiglia».


Domande e Risposte
Alfonso Signorini


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