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Mango si schiera: "Moderato io? Ma se sono più a sinistra di Paolo Rossi"
Dopo nove anni torna al Festival e duetta con la moglie Laura Valente. E nel nuovo album dedica pure una canzone ad Adriano Sofri
27/2/2007
di Barbara Mosconi

Questa sera sarà il nono Campione a salire sul palco dell’Ariston, con “Chissà se nevica” Mango torna al Festival dopo nove anni. L’ha fatto un po’ turandosi il naso visto che la manifestazione non gli piace più molto (ha già dato il suo contributo per ben sei volte). Ma ora che c’è, ha portato pure la famiglia, infatti nel duetto di giovedì canterà accanto alla moglie Laura Valente, ex voce dei Matia Bazar.
Mango, non voleva venire a Sanremo. Adesso è qui, che impressione le fa?
Le impressioni sono quelle solite, è un palcoscenico comunque impegnativo, puoi avere tutta l’esperienza che vuoi, ma è sempre Sanremo, con milioni di ascoltatori che attendono la tua nuova canzone.
E quindi: positivo o negativo?
Positivo, è una sensazione positiva, durante le prove mi sentivo a mio agio, lo stesso Pippo era entusiasta, veniva sul palco a fare i complimenti.
Come è nato il duetto con sua moglie Laura Valente?
Mi sono guardato intorno cercando qualcuno quando invece una delle più belle voci femminili italiane ce l’ho proprio in casa.
Ci ha messo molto a convincerla?
È stata dura ma non più di tanto, una mezz’ora direi, ci ha pensato un po’ e poi ha accettato.
L’ha convinta la causa della canzone o quella del marito?
La canzone, ovviamente, essere marito e moglie è valso solo perché potessi persuaderla a fare questo passo.
Un po’ come Al Bano e Romina…
Non credo proprio, Laura è una grande cantante, non c’è confronto con Romina
Come sarà la versione “famiglia”?
Meno ritmica, più lenta e rallentata. La parte di Laura cambia completamente tonalità.
Nel nuovo album c’è anche una canzone dedicata ad Adriano Sofri, come è venuta?
L’ho scritta insieme al mio chitarrista Carlo De Bei, l’abbiamo scritta pensando a un padre che si rivolge a un figlio, un personaggio a cui è stata tolta la libertà e vorrebbe che i suoi sogni rimanessero anche i sogni del figlio.
Con Sofri ha mai parlato?
No, non so nemmeno se sappia di questa cosa, certo che mi sarebbe piaciuto fargliela ascoltare, a un certo punto dico: “la grazia è soltanto nel cuore non è certo la soluzione”. Quindi anche lei rifiuterebbe la grazia.
Io non sono per la grazia, se qualcuno non ha fatto niente, la grazia non serve, Sofri del resto ha sempre rifiutato la grazia, sostiene le sue idee perché è ideologicamente forte, come si fa a sostenere che è colpevole?
Ci sono delle sentenze…
Le sentenze… Bah. Alcune del resto vengono ribaltate il giorno dopo, alcuni hanno avuto delle condanne e poi sono stati assolti, possiamo solo stabilire lo stato d’animo delle persone. Gaurdi che Paolo Rossi, in un ideale governo di cantanti, ha collocato Mango tra i moderati…
Fosse lui di sinistra quanto lo sono io…


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Alfonso Signorini


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