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| FSC: Il sindaco di Monselice ci ha già premiati |
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| Gli FSC, il trio rock di ragazzi padovani lanciato da Franco
Battiato, sono gli “eroi” nella loro cittadina |
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28/2/2007 |
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 di Giovanni Pianetta
Sono ormai conosciuti come il trio rock di Franco Battiato i padovani (vengono da Monselice) FSC che si esibiscono stasera nella categoria Giovani con il brano “Non piangere”. Tutto era successo ai tempi quando Battiato doveva incidere l’album “X Stratagemmi”. Una sera, i ragazzi della band stanno suonando in un club di Monselice e, tra il pubblico, è presente un tecnico del suono che lavora nello studio di Pino “Pinaxa” Pischetola, un mago del missaggio che collabora da anni col Maestro (ma non solo). Il tecnico apprezza la loro performance e
si fa dare un demo dai ragazzi che porta con sé a Milano. Arriva in
studio e, mentre lo sta sentendo, passa Pischetola che si ferma,
colpito dal suono e dall’energia della band, ed esclama: “Forti
questi! Ma chi sono?”. E poi…
Poi succede che il destino ci mette il
suo zampino e, dopo qualche ora, arriva inattesa in studio una
telefonata: “Ciao Pino, sono Franco, sto cercando un trio rock
chitarra/basso/batteria: hai qualcuno da segnalarmi?”. Pischetola,
forte del suo fiuto, azzarda: “Ci sarebbero tre ragazzi di Padova
niente male che… vuoi sentirli?”. E il sogno di tanti ragazzi che
suonano non da professionisti ma da amatori si avvera. Battiato li
convoca. “Ad essere sinceri” spiega Davide Ferrario, voce e chitarra
“noi conoscevamo poco o nulla della musica di Franco, ma a lui non
importava niente. Così ci siamo messi a studiare la sua musica e il
suo repertorio. E soprattutto i brani del nuovo album per cui
dovevamo suonare”. Battiato ne è così soddisfatto che si prende i tre
ragazzi anche in tour e poi li richiama pure per il nuovissimo album
“Il vuoto”.
“Com’è Battiato?” ripete Davide. “E’ rock! Di una
semplicità disarmante e un vero maestro: con lui si imparano una
quantità di cose. E in più è pure divertente”. Se andranno alla
finale di venerdì, gli FSC incontreranno il loro “padrino” nella
stessa serata, visto che Battiato sarà uno dei Superospiti italiani.
“Ma è escluso che si faccia qualcosa insieme: sarebbe un pieno
conflitto di interessi! Però a lui il nostro pezzo è piaciuto tanto”.
Intanto, a Monselice la band è diventata Vip, tanto che il sindaco
ha voluto donare loro una targa in municipio. “E’ incredibile”
spiega il bassista Stefano Spallanzani “la potenza di Sanremo sugli
italiani: prima non ci filava quasi nessuno, da quando ci hanno presi
al Festival siamo diventati gli eroi locali”. “A mia madre” racconta
Davide “non gliene fregava niente della mia musica; ora che vado
all’Ariston è diventata una fan e mi ossessiona con le telefonate,
tanto che ho smesso di rispondere…”. “Io, invece” aggiunge Stefano
“ho dato ai miei un orario fisso per chiamarmi, sennò non mi lasciano
vivere”. “E io” dice il batterista Andrea Polato, il più riservato
dei tre “ho detto loro che chiamo io e basta”. Impauriti? Stanchi?
“Sì, il Festival è una baraonda” ammette Davide “ma è una figata per
chi vuol fare questo mestiere. E poi è un urugano che dura una
settimana nella vita: si può fare!”.
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