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Pquadro: «Siamo felici». Ma Maria de Filippi non si è fatta sentire
Il duo dei Pquadro, nato tra i banchi della scuola televisiva di «Amici», è tra i favoriti alla vittoria nella sezione Giovani. «In gara non temiamo nessuno. Solo noi stessi»
1/3/2007
di Cinzia Marongiu

Bisseranno il successo degli Zero Assoluto? Ovviamente Piero Romitelli e Pietro Napolano, ovvero i Pquadro non lo dicono ma ci sperano. Intanto si godono la promozione della prima serata e si preparano alla finale di domani sera.
«Dopo l’esibizione avevo un pizzico di fiducia perché avevamo chiuso la canzone con il sorriso. Cosa faremo domani? Non so, l’adrenalina cambia mille cose», dice Piero, il biondo, quello tra i due il più restio al sorriso. «Ma non temiamo gli altri artisti perché noi guardiamo al nostro orto. Se faremo una buona performance ci può stare anche un buon risultato».
Avete ricevuto una telefonata di complimenti da Maria De Filippi?
Piero: «No. Ma ci ha telefonato qualche nostro ex compagno».
Pietro: «Non abbiamo sentito nemmeno i professori ma eravamo passati a salutarli prima di venire a Sanremo. Fabrizio Palma, il professore di canto, ha partecipato anche ai cori del nostro disco. E poi chissà Maria si farà sentire se succederà qualcosa di buono durante la finale di domani sera. Sennò la chiameremo noi. Se siamo qui dobbiamo ringraziare lei e la scuola di “Amici”.
Due anni fa vi siete esibiti all’Ariston con Gigi D’Alessio. Domani sera lui tornerà qui, dopo un periodo di pettegolezzi sulle sue vicissitudini sentimentali. Voi, al suo posto, ci sareste venuti?
Piero: «Sì perché sono due cose diverse. Bisogna scindere la professione dai rapporti interpersonali».
Piacete molto alle ragazzine. Avete già trovato una fidanzata?
Piero: «No, magari».
Pietro: «Mi fa piacere l’ammirazione delle ragazze ma non vorrei che passasse l’ottica che piacciamo perché siamo carini. Anzi, sono molto contento che in questi giorni ci stanno fermando tante signore per farsi fotografare con noi».
Andate d’accordo?
Pietro: «No, quasi mai. Ci becchiamo musicalmente ma non solo».
Qualche esempio?
Pietro: «Che so io sono interista e lui è juventino. Io mangio di tutto e lui solo pizza e pasta. Io sono per il cinema e lui no».
Chi sono i vostri artisti di riferimento?
Piero: «RobbieWilliams, Tiziano Ferro».
Pietro «Craig David, Claudio Baglioni, Laura Pausini e Jovanotti».
Proprio a Sorrisi avevate dichiarato che il vostro è un classico pezzo sanremese. Anche un po’ ruffiano?
Piero: «Abbiamo cercato di dare al pubblico quello che piace a noi. Il nostro è un progetto a cui lavoriamo da due anni. A giugno uscirà l’album, ma il titolo non c’è ancora».
A chi dedicate l’esibizione di domani sera?
Pietro: «A noi stessi e a chi riesce a percepire quello che trasmettiamo. Il cantante non è quello che fa le note alte o basse, ma colui che trasmette emozioni».
In «Malinconiche sere» raccontate la fine di un amore. Siete mai stati lasciati?
Piero: «Sì, ma non ne ho mai fatto un dramma perché non ho mai avuto storie lunghe».
Pietro: «Sì, ma in situazioni in cui non era così importante»


Domande e Risposte
Alfonso Signorini


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