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| "Chiedetemi tutto ma non di Monica Cruz" |
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| L’idolo delle adolescenti, lo spagnolo Miguel Angel Muñoz, star di
“Paso adelante”, racconta la sua carriera ma non una parola sugli
affari di cuore |
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1/3/2007 |
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 di Giovanni Pianetta
"Guapo” è “guapo”. Il classico bel morettone spagnolo: alto e magro
ma con fisico ben scolpito, occhi color carbone, voce bassa e un
fare macho però per nulla spaccone, “para nada chulo” come direbbero
gli spagnoli. E si capisce perché le ragazzine di Spagna, Francia e
Italia abbiano perso la testa per lui. Guardando la serie “Paso
adelante”, dove Miguel Angel Muñoz era il duro Rober, le teenager
latine si sono innamorate di questo “chico” di 23 anni che, da
attore, si è inventato pure cantante e ballerino. Tanto che, uscito
dalla serie (da noi è terminata a dicembre su Italia 1), non solo non
è stato assolutamente dimenticato ma, grazie all’album “MAM” (le sue
iniziali) e al successo del singolo che sentiremo stasera (“Dirás que
estoy loco”: “Dirai che son pazzo”), ha accresciuto la sua
popolarità, prendendosi Dischi d’oro in Francia e Italia, lasciando
stare quello che ha venduto in Spagna…
Ma qual è la storia di Miguel
Angel?
“Ho iniziato come piccolo attore a 9 anni a Madrid, la mia città, e
ovviamente alternavo questa attività allo studio, Poi, a 18 anni, ho
cominciato il progetto per “Paso adelante”. Avevo appena terminato di
partecipare in un’altra serie spagnola per adolescenti, “Compañeros”,
per cui ero piuttosto conosciuto. Ma il problema era che per “Paso
adelante” ci voleva qualcuno che sapesse anche cantare e ballare e io
non sapevo fare né l’una né l’altra cosa. Così ho passato i tre mesi
dell’estate, al posto di farmi le meritate vacanze, a far corsi di
canto e soprattutto otto ore di danza al giorno, perché il ballo era
il vero presupposto fondamentale. Alla fine, senza esser ancora
pronto, mi presentai alla prima prova che era quella di recitazione.
La passai e lì mentii, dicendo che sapevo già cantare e ballare
perfettamente. Quando si trattò di presentarsi alla prova di danza,
continuavo a darmi per malato, rinviando. Alla fine mi presero lo
stesso e naturalmente continuai a lavorare duro per essere
all’altezza. Era il 2002 e per tre anni, durante tutta la
registrazione delle varie stagioni del telefilm, non ho fatto altro
che studiare e crescere sia in recitazione che canto e ballo. Tanto
che io e altri due attori abbiamo messo su il gruppo UPA Dance e
abbiamo lanciato un disco con i brani della serie tv che in Spagna ha
fatto sfracelli: 9 settimane di fila al 1° posto della hit parade!
Terminata la serie, ho poi girato un film spagnolo e ho partecipato
con un cameo alla miniserie “I Borgia”, che è stata comprata pure
dalla tv italiana, dove sono uno scudiero. Poi ho partecipato alla
sitcom “Adorables vecinos”, andata in onda in Spagna e Francia per
qualche mese, e a teatro, l’anno scorso, ho fatto la trasposizione
della pellicola italiana “Il postino” in cui io avevo la parte di
Massimo Troisi. E poi, naturalmente, le soddisfazioni che mi ha dato
il mio album, di cui ho scritto quasi tutti i versi delle canzoni.
Anche se, delle tre attività che svolgo, quello che sento la mia
principale è quella di attore e sarò sempre riconoscente a Rober, il
ruolo che mi ha dato il successo che ho”.
Va bene, muchacho, fin qui la parte pubblica e una carriera
bruciante. Ma la vita privata? Le ragazze fremono: è vero che è
finita la tua storia con Monica Cruz, la sorella di Penélope e pure
lei attrice in “Paso adelante”?
“Vorrei dire che tutto quello che si è raccontato su questa storia
proviene dalla stampa rosa e dalle chicchiere della gente: io non ho
mai rilasciato nessuna dichiarazione su questo tema, non è nel mio
stile parlare di questi argomenti. Monica è stata una compagna di
lavoro come le altre e con cui ho avuto rapporti ottimi, così come
con le altre colleghe. Insomma, è evidente però che non stiamo
insieme. Ma ripeto: non rispondo a queste domande”.
E questa sera cosa vedremo?
“Ho preparato una performance di “Dirás
que estoy loco” apposta per il pubblico italiano: ma non voglio
anticipare nulla, salvo che ballerò con sei ballerini; sarà tutto
molto fisico”.
A proposito, quante ore passi in palestra per costruirti un corpo
così?
“La verità? Non faccio palestra: ma se balli per ore ogni
giorno durante tre anni, ti assicuro che è la palestra migliore…”.
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