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Fabrizio Moro: «In amore non sono felice ma sono sincero»
Alla scoperta della nuova star nata al Festival di Sanremo 2007, dove ha trionfato nella categoria «Giovani» con «Pensa»
12/3/2007
di Cinzia Marongiu

«Vengo dalla periferia. Appartengo all’altra sponda del Tevere». Fabrizio Moro lo ha detto e ripetuto durante la settimana di Sanremo, quella che lo ha incoronato vincitore dei Giovani e che sembra averlo strappato a un destino da «borderline» della canzone d’autore. E in effetti quella di Setteville, piccola frazione di Guidonia, al fondo della Tiburtina, è talmente periferia che anche i computer satellitari non la segnalano e i tassisti ci si perdono. Le strade non sono ancora asfaltate e i mezzi pubblici sono solo un miraggio. Di case, anzi di ville, invece ce ne sono moltissime. Quasi tutte nuove, in mezzo ad altre ancora in costruzione. «Hanno iniziato a spuntare come funghi da tre anni e a rompere il silenzio nel quale sono cresciuto. Oggi dormo con i tappi nelle orecchie e tengo il televisore ad alto volume» racconta Fabrizio. «Un tempo in questa strada c’era solo la palazzina costruita da mio nonno su un terreno comprato 35 anni fa per poche lire. Oggi ci abitano i miei parenti: genitori, sorella, zii, cugini». Per sé ha voluto la mansarda. Sessanta metri quadrati: un piccolo regno high-tech ed etnico allo stesso tempo, zeppo di cd, dvd e maschere africane, mansarda che sette anni fa si è costruito con lo zio Rocco. «Ho fatto anche il muratore, sa?».
Lei è un tipo casalingo?
«Molto. Qui scrivo le canzoni e provo a svilupparle con la band. Ci passo anche le serate. Mi piace organizzare cene con gli amici o con la mia ragazza».
E in centro ci va?
«Quasi mai. Non mi piace la confusione né la maleducazione della gente».
Quindi non pensa di trasferirsi...
«Sì, ma se dipendesse da me andrei oltre Tivoli. Oppure a Perugia. Ogni anno passo le vacanze in un agriturismo lì vicino. Sono più contadino che cittadino».
Ha un grande plasma. Guarda la tv?
«No, per niente. Mi piacciono solo i film. In tv guardo i telegiornali, perché i programmi che ci sono mi irritano».
Per esempio?
«I reality e quelli di Maria De Filippi con il tronista lampadato in cerca di successo e di ragazze».
E lei in amore com’è?
«Molto debole. Sono facile agli innamoramenti. Voglio la libertà in un rapporto sentimentale. Io devo avere la mia vita e la mia donna la sua. Non so, forse dipende dall’educazione che ho ricevuto, ma vedo la mia ragazza come la mia sposa. Mi sento in dovere di proteggerla, di occuparmi di lei. E a lungo andare mi stanco».
Non deve essere facile stare con lei.
«Ho un carattere difficile e nei rapporti di coppia sono insopportabile. Sto molto per i fatti miei. Ci sono giorni interi in cui non ho voglia di parlare. E poi Roberta, la mia ragazza, sa che mi innamoro continuamente. O meglio mi infatuo di altre ragazze. Lei è l’unica che mi lascia libero».
La fedeltà è un suo valore?
«Dipende da che punto di vista la guardi. Per me è un valore la sincerità. A Roberta dico tutto e lei fa lo stesso con me. Siamo due persone che si fanno compagnia lungo il percorso. Senza prenderci troppo sul serio, ma rispettandoci».
Anche a Sanremo si è infatuato di qualcuna?
«Sì, di tre ragazze. Ma non sono un donnaiolo. Loro nemmeno lo sanno. La maggior parte delle volte sono viaggi mentali. Non mi propongo mai. Non sono mai andato da una ragazza a dirle: “Vuoi uscire con me?”. Vado sempre sul sicuro. Sono un po’ vigliacco. Fa parte delle mie paure».
Ne ha altre?
«Quella di dormire al buio. L’ho fatto ieri per la prima volta da quando ero bambino. Non so perché, bisognerebbe chiederlo a uno psicologo. In genere dormo con la luce accesa e la porta aperta. E poi ho la paranoia di essere troppo magro. Per non farlo notare indosso sempre due paia di jeans o una tuta da ginnastica sotto i pantaloni. Quando finisce una storia ho sempre paura di cominciarne un’altra. Devo rifare tutto da capo, spiegare come sono. E svelare anche quel doppio strato... Ne parlo pure in una canzone del mio nuovo disco: “Non è la stessa cosa”».
A chi pensava quando l’ha scritta?
«A una ragazza di cui mi ero infatuato. “Complicità” invece l’ho dedicata a Roberta. Ma scrivo pure pezzi pensando alle mie ex. Con loro sono un vero megalomane».
In che senso?
«Quello che sto per dirle è bruttissimo, comunque glielo dico. Quando sto con una ragazza cerco sempre di essere il miglior uomo della sua vita. E ci provo anche da ex. Godo a fare i confronti con l’uomo che ha sposato e a uscirne vincitore. Mi piace farmi rimpiangere. Che so, il mio primo amore ha sposato mio cugino e magari a me manco ci pensa. Ma io non so resistere a fare i confronti. So che è sbagliato».
Pensa di sposarsi?
«No, non credo al matrimonio. Ma desidero tantissimo una figlia. Se non troverò una compagna, spero di poterne adottare una».
Come ha intenzione di spendere i soldi che sta guadagnando grazie a «Pensa» e all’exploit di Sanremo?
«Come li ho sempre spesi. Dei vestiti non me ne importa proprio niente. Indosso cose vecchie o vestiti che mi regalano. Così come non mi piacciono le automobili. Se ne ho bisogno chiedo la «500» a mio fratello. Quello che guadagno lo investo in tecnologia. Lo schermo al plasma e il dolby surround li ho comprati prima del divano».
Per chi vota?
«Per il centrosinistra».
È soddisfatto del governo Prodi?
«Per me la maggior parte dei politici dovrebbe tornare a casa. Un po’ per le idee, un po’ per l’età. Vorrei che Walter Veltroni, il mio sindaco, diventasse presidente del Consiglio. È uno dei pochi che stimo».
Ha detto che quando le succede qualcosa di importante si fa un tatuaggio. Succederà anche adesso?
«Sì, certamente. Nei prossimi giorni voglio tatuarmi un bell’angelo sull’avambraccio e la scritta Marisa. È il nome di mia madre».
Domande e Risposte
Alfonso Signorini


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