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«Grazie a Maria ho fatto pace con la mia famiglia»
Federico Angelucci, il trionfatore di «Amici», ha aperto a Sorrisi le porte della sua casa di Tenne (frazione di Foligno) per raccontare come sta vivendo questi giorni da favola: «Ho fatto pace con i miei, che avevano dubbi sulla scelta di tentare la carriera di cantante. Ma la mia vittoria ha rimesso tutto a posto»
21/3/2007
di Cinzia Marongiu

C’è la vicina che ha chiesto un permesso durante il lavoro e quella che ha preparato una torta con le mandorle. C’è la ragazzina appena uscita da scuola e quella impegnata in una battaglia personale contro la timidezza. Battaglia persa, o vinta, a seconda dei punti di vista, quando dalla tasca dei jeans sfila il suo foglietto di carta e diligente si mette in fila per l’autografo. C’è Lina, la nonna, che non tenta nemmeno più di ricacciare indietro le lacrime e il fratello tutto muscoli e orgoglio che prova a convivere con tanta felicità e qualche senso di colpa, «perché ero io a dirgli di smetterla con le canzonette e di cercarsi un lavoro serio». C’è anche la sorella Michela, con la quale per parecchi mesi non si sono parlati e che dopo la partecipazione ad «Amici» è di nuovo il suo angelo custode.
Ci sono la mamma e il papà, capaci di un’ospitalità antica, fatta di tovaglie «buone» e di specialità del loro salumificio da far assaggiare a tutti, «perché sapori così in città ve li sognate». C’è l’Italia della provincia, quella dell’aria ancora pulita e delle case con giardino, che questa mattina di quasi primavera sembra diventata un tutt’uno con l’altra, quella bidimensionale dei reality di Maria De Filippi, del televoto imperante, delle sfide di canto e ballo, della voglia di farcela a tutti i costi a entrare nel mondo dello spettacolo.
A unirle è il sorriso di Federico Angelucci, 23 anni appena scoccati, un curioso mix di umiltà e testardaggine, di spontaneità e insicurezza. «Sa che ho paura che la gente per strada mi riempia di fischi?» confessa seduto in macchina nel tragitto da Cinecittà alla sua Tenne, microscopica frazione di Foligno.

È lui il trionfatore della sesta edizione di «Amici di Maria De Filippi», Federico «il cantante» capace di stare in sfida dalle 9 di sera all’una e mezzo del mattino e di far cadere come birilli, uno dopo l’altro, tutti i finalisti. Fuori Max. Fuori Cristo. Fuori perfino Karima, quella dalla voce nera che a perdere non ci sta. Fuori Agata. Ancora dispiaciuto per le polemiche sollevate in studio dall’eliminazione di Karima e ancora frastornato dalle notti in bianco per l’adrenalina, prova a raccontare il suo passato da ragioniere mancato, a immaginare un futuro ancora nebuloso e a dare conto di un presente da favola, «perché qualunque cosa accada resterò il vincitore di “Amici”».
Ha già festeggiato la vittoria?
«No. Lo farò a Foligno tra qualche giorno. Festa grande perché per una volta la mia città non sarà ricordata per il “mostro di Foligno” o per il terremoto».
Cosa farà con i 100 mila euro vinti?
«Li investirò nel canto. Prenderò tante lezioni. Quello che mi ha insegnato “Amici” è che ho ancora molto da imparare. Troppo. E poi farò un viaggio, al caldo. E ne regalerò uno ai miei genitori. E se non saranno ancora finiti spero di riuscire a comprarmi una macchina».
Perché il pubblico ha premiato lei?
«Il mio punto di forza così come quello debole è la schiettezza. Non ho mai avuto peli sulla lingua. Ho anche provato a trattenermi, ma non ce la facevo. Sono incontinente rispetto a ciò che penso».
Quali sono stati i litigi più clamorosi?
«Quelli con Max. Aveva un atteggiamento prepotente verso di me. Si sentiva più bravo, cercava a tutti i costi la competizione. Io no, non me lo filavo di pezza».
E la rivalità con Karima?
«Ci sono rimasto molto male quando ha protestato dopo essere stata eliminata. Avrebbe dovuto parlare prima e non dopo. Comunque poi ci siamo chiariti».
Per mesi è stato primo in classifica. Gli altri come la prendevano?
«Mi facevano battute. C’era un po’ di invidia. Ma io rispondevo con il sorriso».
Ma qualche amico l’ha trovato?
«Sì, Federica e Giulia. Continueremo a frequentarci. Ma fare amicizia con me non è facile. Ho un atteggiamento frenato con le persone. Sono scettico e chiuso».
Non deve essere stato facile stare davanti alle telecamere di un reality...
«Ho il mio sistema di difesa, il sorriso perpetuo anche se dentro mi distruggo».
È così di carattere o in conseguenza di qualche delusione?
«Tutte e due. Sono sempre stato riservato, ma è anche vero che due anni fa ho preso una bella tranvata e ho ancora i segni».
Cosa è successo?
«Ero fidanzato con una ragazza. La classica love story che invece è finita da un giorno all’altro. Senza che capissi perché. Ne ho sofferto molto. Ora difficilmente credo alle parole. E sono pure incapace di dirne. Incredibile se ci penso perché sono diventato proprio come ho sempre contestato ai miei genitori di essere».
Com’è il vostro rapporto?
«Stiamo sempre a battibeccare. Forse perché noi siamo uguali. A parte papà, io, mamma e i miei fratelli abbiamo un caratteraccio parecchio orgoglioso».
In famiglia approvano la sua passione per il canto?
«Ora sì e questa è la mia più grande soddisfazione. Ma per anni mi hanno ostacolato. Per me volevano il posto fisso, come ce l’ha mia sorella in un supermercato e mio fratello in un’industria. Io ci ho provato. Dopo il diploma in ragioneria, per un anno e mezzo ho lavorato in ufficio. Ma non faceva per me».
Quando ha iniziato a cantare?
«A 16 anni. Per mesi ho preso lezioni di canto di nascosto. Lo sapeva solo mia sorella, che è sempre stata la mia complice. Per pagarle usavo i soldi che mia madre mi dava per la pallavolo. Poi, al saggio finale, li ho invitati. Erano stupiti, non sapevano mi piacesse cantare. Io non lo facevo nemmeno sotto la doccia».
Perché tanto mistero?
«Erano paranoie mie. Temevo che pensassero che mi stavo montando la testa».
Cosa che sente di escludere da qui in poi?
«Certo. So che la mia popolarità può finire dall’oggi al domani. Sono il frutto di un reality e posso cadere nel dimenticatoio in fretta. Ma tanto il mio vero obiettivo è un altro».
Quale?
«Vivere del canto».
Artisti di riferimento?
«Battisti, Mina, Elisa, Tiziano Ferro, ma anche Diane Schuur e Coldplay».
Qual è il suo sogno?
«Si chiama Broadway. Ma mi basterebbe fare un musical e fare un disco degli inediti di “Amici”».
Il suo sabato sera è fatto di discoteche, come quello di molti suoi coetanei?
«No. Ci vado qualche volta, ma giusto per stare in compagnia. E poi non bevo. Non mi sono mai ubriacato in vita mia. L’idea di non essere presente a me stesso mi fa impazzire. Non concepisco questa voglia di svalvolare. Infatti alla fine guido sempre io».
Scommetto che non ha neanche piercing o tatuaggi.
«Per me sono solo cicatrici. Sono un tipo noioso, vero?».
Domande e Risposte
Alfonso Signorini


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