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| Cara mamma ti rincontrerò |
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| L'ex parrucchiere cagliaritano vincitore della 7a edizione di «Amici» di Maria De Filippi è diventato in poche settimane l'idolo delle ragazzine che affollano siti web e forum a lui dedicati e che aspettano con impazienza la pubblicazione del suo primo album. Dieci brani tra cover di Baglioni e De Gregori, un duetto con il maestro-amico Luca Jurman e tre inediti, tra cui «Ti rincontrerò», dedicato alla madre scomparsa |
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13/6/2008 |
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 di Cinzia Marongiu (foto R.Petrosino)
Saranno i capelli sollevati come piume di pulcino. Sarà la storia difficile che si porta sulle spalle. Sarà quell'estrema facilità nel cambiare registro di voce, dal falsetto alle note più basse, ma anche di atteggiamenti, ora spavaldo, ora timidissimo. Sarà che i suoi desideri sono così a portata di mano da commuovere, come quello di regalare alla nonna la ristrutturazione del bagno di casa con i soldi appena vinti. Fatto sta che Marco Carta, l'ex parrucchiere cagliaritano vincitore della 7a edizione di «Amici» di Maria De Filippi, riesce a suscitare come pochi una grande tenerezza. Il che gli ha permesso non solo di vincere il talent show di Canale 5 ma anche di diventare in poche settimane l'idolo delle ragazzine che affollano siti web e forum a lui dedicati, che si sintonizzano su qualsiasi canale in cui lui faccia un'apparizione tv e che stanno facendo il conto alla rovescia a partire dal 13 giugno, giorno di pubblicazione del suo primo album. Dieci brani tra cover di Baglioni e De Gregori, un duetto con il maestro-amico Luca Jurman e tre inediti, tra cui «Ti rincontrerò» che dà il titolo al cd.
Quanto c'entra Marco Carta con questo disco?
«Molto. Mi rappresenta totalmente perché sono innamorato dell'amore e questo è un disco dedicato all'amore».
C'è una canzone che sente in maniera particolare?
«Di sicuro “Ti rincontrerò”. Appena l'ho sentita la prima volta, ho iniziato a canticchiarla. Ce l'avevo già dentro. Parla del desiderio di rincontrare una persona e a prima vista può sembrare una canzone d'amore. Ma io quando la canto non penso a una ragazza».
E a chi?
«A mia madre. L'ho persa quando avevo 10 anni. E non so perché ma quando ho vinto “Amici” e ora che ho inciso questo disco mi sembra di recuperare qualcosa di tutto ciò che mi è mancato perdendola. Nonostante il dolore ho sempre voluto realizzare il mio sogno di cantare. E poi, come dice il titolo della canzone, sono sicuro che la rincontrerò. Sono molto credente».
Il dolore a volte funziona da molla...
«Dipende da come ti prende. All'inizio ho reagito bene ma poi nell'adolescenza sono entrato in crisi. Il primo amore, la prima delusione e soprattutto la prima volta in cui ti accorgi che non puoi contare su una madre o un padre. Detto questo, ho avuto una famiglia bellissima. Nonna, nonno, zie: tutti hanno circondato me e Federico, mio fratello, d'affetto».
Come ha perso i suoi genitori?
«Di questa storia non ne parlo volentieri ma siccome ho letto un sacco di imprecisioni al riguardo preferisco raccontarla io una volta per tutte. Mi madre aveva appena 14 anni quando ha conosciuto mio padre che aveva già altri due figli da un'altra donna. Dopo tre anni è nato mio fratello, dopo quattro io. Ma subito dopo i miei si sono lasciati. Io e mio fratello siamo cresciuti con la mamma e con una grande famiglia allargata. Mio padre invece non mi ha mai voluto incontrare. Io chiedevo di lui, lui prometteva di venire a trovarmi ma non si è mai fatto vedere. Quando avevo 8 anni è morto. Un trauma. Non tanto per la sofferenza della sua morte quanto per la rabbia di non averlo mai conosciuto. Due anni dopo una rara forma di tumore mi ha portato via mia madre. A me lei sembrava invincibile, mi sembrava forte come i protagonisti di certi film. Per lei niente rabbia. Solo dolore. Poi sua sorella, zia Baby e mio zio Carlo ci hanno adottato».
Quanto ha influito la sua storia nel televoto?
«Zero virgola zero. Anche quando nessuno ne sapeva niente ero lo stesso primo in classifica. Solo a pochi giorni dalla finale, quando sono stati invitati miei zii, si è saputo qualcosa».
Com'è cambiata la sua vita dallo scorso 16 aprile, giorno della vittoria?
«È stato un mese e mezzo pieno di soddisfazioni. Come quando a Piazza del Popolo a Roma sono stato ricoperto di applausi. Non dimenticherò nemmeno la gioia di tornare da vincitore nella mia terra. A Cagliari c'erano 100 mila persone mentre mi esibivo sul palco di “Amici Live”. E poi la partita del cuore, la partecipazione con Maria (De Filippi,
ndr) a “Il senso della vita” e i Wind Music Awards dove ho avuto l'onore di premiare Laura Pausini, il mio idolo con Alex Baroni».
E com'è andata?
«Ce l'ha presente un baccalà? Ero così scioccato da non riuscire quasi a parlare. ma Laura è stata simpatica e umile proprio come mi immaginavo che fosse. Mi ha abbracciato».
Ora è che è l'idolo delle ragazzine non teme di montarsi la testa?
«No. Sono vaccinato a vita contro un certo snobismo. Sono un tipo molto semplice, direi “rustico”. Odio le persone studiate e progettate».
Perciò non correggerà nemmeno il suo accento sardo, preso di mira dai professori della scuola ma pure da Fiorello?
«Farò un bel corso di dizione ma solo per migliorare la pronuncia. Del mio accento non mi vergogno. Anzi mi vanto in modo pazzesco di essere sardo. Dei sardi, ho pure la testardaggine».
E magari anche la suscettibilità, vero?
«Dipende. Le critiche le accetto, tranne quando mi sento preso in giro. Sentirmi dire “ragli come un asino” o “beli come una pecora” dalla signora Grazia Di Michele mi ha umiliato».
Ma c'erano anche professori-amici, come Luca Jurman.
«Lui per me è tante cose insieme. È molto paterno ma a volte scherziamo come due cugini. Ci vogliamo un gran bene. Lo sento tre volte al giorno. Non ha figli. Forse io lo sono diventato un po'».
Cosa farà con i 300 mila euro vinti ad «Amici»?
«Una parte la darò in beneficenza alla ricerca contro il cancro. Non voglio che ad altri bambini accada quello che è successo a me.E poi vorrei aiutare la mia famiglia a realizzare qualche piccolo desiderio».
Qualche viaggio?
«No. Mia nonna voleva comprare una macchina e ristrutturare il bagno. Lo farò io per lei».
E il resto?
«Per me vorrei una Cinquecento. La casa resta un sogno che spero di realizzare quando guadagnerò con la musica».
E l'amore? Mai stato innamorato?
«Sì, di brutto. Molte volte».
Quante?
«Due e mezzo».
In che senso?
«Non ho mai capito se era un'infatuazione o se ho amato solo per qualche istante. E poi non è facile amarmi».
Perché?
«Quando mi lascio coinvolgere troppo, tendo a scappare. Ho paura di soffrire e di far soffrire».
È andata così anche con Vale ad «Amici»?
«Ci sentiamo. Siamo rimasti amici. Ma la storia non è decollata».
Come mai?
«Non c'è un perché. Nella scuola la vita è troppo frenetica. Non c'è tempo per i sentimenti. E ora meno che mai. Sono troppo incasinato dietro alle tante cose da fare».
(Tv Sorrisi e Canzoni n.25 - 2008)
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