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| Divo a 11 anni: è normale? |
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| Per gli psicologi è un «modello deleterio». Le sue insegnanti sono preoccupate per il suo rendimento scolastico. Per Telefono Azzurro e l'Osservatorio sui diritti dei minori «la sua crescita è a rischio». Dai banchi della prima media allo show con Pupo, ecco la vita (troppo dura) di una ministar. E voi che cosa ne pensate? Scriveteci la vostra opinione |
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2/10/2008 |
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 di Cinzia Marongiu (foto Olycom - Muci)
Le norme e i regolamenti in materia di partecipazioni di minori a trasmissioni tv non mancano. A cominciare dalla legge 977 del 1967 che tutela il lavoro dei fanciulli: l’articolo 17 prevede che «la prestazione lavorativa del minore impiegato nelle attività può protrarsi non oltre le ore 24». C’è poi il codice di autoregolamentazione tv e minori che tra le norme di comportamento nella partecipazione dei minori alle trasmissioni televisive ammonisce a «non utilizzare i minori in grottesche imitazioni degli adulti». Quest'ultima disposizione, in particolare, non pare essere tenuta n considerazione dai responsabili di «Volami nel cuore», show del sabato sera di Raiuno condotto da Pupo con il piccolo Ernesto Schinella, undici anni soltanto. «Tv Sorrisi e Canzoni» pubblica un’inchiesta tra gli addetti ai lavori e le insegnanti del bambino, che attualmente frequenta, con assiduità non assoluta, la prima media nell’istituto comprensivo Corrado Alvaro di Chiaravalle Centrale, 7.000 anime in provincia di Catanzaro. «È stato caricato troppo. Ha perso la sua spontaneità», nota Anna Bova, la maestra di italiano che ha accompagnato Ernestino dalla prima alla quinta elementare. «Il ruolo di presentatore mi sembra eccessivo per un bambino. Alla fine dello scorso anno scolastico ha avuto un calo di rendimento. I bambini devono rimanere se stessi e non possono fare gli adulti. Hanno i loro tempi e le loro esigenze, di certo diverse da quelle della televisione». Concorda Francesca Pelaggi, la sua maestra di matematica alle elementari: «In “Volami nel cuore” l’ho visto impacciato, poco spontaneo e abbigliato da uomo in miniatura. Non mi piace che lo vestano così e soprattutto che lo carichino di responsabilità. Quello non è un lavoro adatto alla sua età».
Ma la preoccupazione per la condizione di Ernestino non riguarda solo i suoi insegnanti. «La nostra posizione è di allerta» dicono all’ufficio di comunicazione di Telefono Azzurro «riguardo alle pressioni cui Ernesto può essere sottoposto e al fatto che questa trasmissione non rechi pregiudizio al suo percorso di crescita, a partire dal non interferire nella sua vita quotidiana». Per la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, presidente della Fondazione Movimento Bambino, «vivendo un’esperienza di questo genere, il bambino salterà dei passaggi di maturazione che sono indispensabili al suo equilibrio psicofisico. Un’esperienza così intensa non può essere fatta senza un’apposita prevenzione, senza un aiuto nel reinserimento alla vita quotidiana».
Lo psichiatra Giorgio Bressa, docente all’ Istituto Progetto Uomo, non ha voluto vederlo in tv. «Me ne è mancato il cuore. È il classico mostro sbattuto in prima pagina. Un conto è stare nel gruppone con gli altri, un altro condurre uno show alla pari con un adulto. Un’esperienza devastante per lui, che non sa più distinguere tra la sua spontaneità e ciò che gli viene richiesto e rischia di perdere la propria identità». «Sono contrario per principio ai bambini nelle trasmissioni adulte», dice il presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori Antonio Marziale. «Il minore è in una condizione evolutiva, il suo carattere si deve ancora forgiare e a quell’età deve concentrarsi sulla scuola. Chi ha delle doti deve coltivarle ma in contesti tra pari».
E voi che cosa ne pensate? Dite la vostra...
(Tv Sorrisi e Canzoni n.41 - 2008)
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