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| Martin Scorsese: «Gomorra è un grande film» |
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| Negli Stati Uniti «Gomorra» uscirà a febbraio ma è già tra i favoriti per una nomination all’Oscar |
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20/10/2008 |
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di Armando Gallo e Paolo Fiorelli
«Il mio è un film antiscorsese» aveva giurato Matteo Garrone a Cannes. Intendeva dire che «Gomorra» non mitizza i criminali, come è stato accusato di fare il grande regista. Che però non se l’è presa. Anzi. Martin Scorsese si è rivelato un fan del film. Tanto da organizzare una proiezione riservata al New York Festival, dove lo ha presentato così: «Dimenticate la narrativa tradizionale. E le spiegazioni. Qui non sapete in che paese siete, non sapete in quale strada siete. E non lo saprete mai. Siete intrappolati in un altro pianeta e siete soli. Nessuno vi soccorre, non c’è via d’uscita. O meglio, intuite che l’unica via d’uscita per i personaggi sarà brutta. E capite che questo mondo continuerà. Ed è una vera disgrazia».
La settimana prossima “Gomorra” verrà presentato alla Hollywood Foreign Press per la sua candidatura al Golden globe e a metà novembre il film sarà oggetto di un lungo week end di discussioni all’Universita di Los Angeles. Matteo Garrone sarà presente assieme all’autore del libro Roberto Saviano.
Negli Stati Uniti «Gomorra» uscirà a febbraio ma è già tra i favoriti per una nomination all’Oscar. Garrone è visto in America come un originale artista che non cade nella glorificazione dei cattivi, alla Coppola o alla Scorsese, ma si avvicinandosi più al realismo del Soderbergh di “Traffic”.
Su questo punto, però, non sono mancate le polemiche anche in Italia. «I ragazzi che hanno lavorato nel film si sono montati la testa: non vogliono fare gli attori, ma i camorristi» dice una donna di Casal di Principe in un recente servizio delle «Iene». Nello stesso servizio un giovane sacerdote del paese condannava il film come «altamente negativo, perché è la celebrazione della camorra senza che ci sia dentro un briciolo di speranza». E un politico napoletano, Gianfranco Wurzburger, si è opposto alla proiezione di «Gomorra» nelle scuole perché «favorisce l’idolatria dei boss: l’ho visto in sala e i ragazzini si esaltavano di fronte alle azioni criminali. Emerge un’idea di camorra quale potere incontrastato, con totale assenza di stato e polizia, cosa che nella realtà non è affatto vera». Accuse che riguardano ogni film di gangster e a cui il regista Matteo Garrone già a Cannes rispondeva così: «Il cinema ha sempre mostrato la faccia scura del Paese. So che i boss hanno film di culto come “Il Padrino”, ma “GOmorra” non lo diventerà mai, perché non rende grandiose le loro imprese».
(Tv Sorrisi e Canzoni n.44 - 2008) |
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Oscar 2009, l'Italia punta su «Gomorra»
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