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| Mina d'Italia |
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| È stata e sarà sempre la più grande di tutte. Fin da quando era «la Tigre di Cremona». Non solo per una voce unica e magica ma anche perché ha precorso i tempi, sia nella vita pubblica sia in quella privata. Insomma: racchiude la storia e il costume del nostro Paese. Ecco l'omaggio di Sorrisi alla nostra Diva più amata, con un regalo da non perdere: la raccolta di tutte le nostre copertine a lei dedicate |
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13/12/2008 |
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 di Aldo Dalla Vecchia
Sul suo regno musicale il sole non tramonta mai. È stata, è e sempre sarà la più grande di tutte. Punto e basta. All'epoca dei suoi primi successi fra le sette note, nel 1958, a contenderle i vertici delle classifiche c'erano Betty Curtis, Gino Latilla, Tonina Torrielli. Oggi, dicembre 2008, i re della hit-parade sono Giusy Ferreri, Tiziano Ferro, Laura Pausini. Ma Mina c'è sempre. Mezzo secolo dopo. Il suo, se ci pensate, è un caso unico al mondo. Alzi la mano chi conosce un altro cantante sulla breccia ininterrottamente da 50 anni (il debutto ufficiale a una sagra paesana a Rivarolo del Re, in provincia di Cremona, il 23 settembre 1958); che si è ritirato dalle scene un trentennio fa (l'ultimo concerto alla Bussoladomani del Lido di Camaiore, vicino Viareggio, il 23 agosto 1978); e che nonostante tutto (o forse proprio per questo?) da allora continua ad avere un successo immutato e mai scalfito. Ai tempi in cui Mina cominciava, la cantante numero uno in Italia era Nilla Pizzi; intanto, a Liverpool, i Beatles stavano ancora decidendo se mettersi insieme. Lei in un attimo spazzò via tutto: il cosiddetto «bel canto» all'italiana e le cosiddette convenzioni, non soltanto musicali. Bastarono una manciata di brani urlati con la sua voce ancora poco «educata» ma già straordinaria («When», «Be bop a lula», «Non partir», «Malatia»), bastarono poche apparizioni all'unico canale della tv nazionale («Il Musichiere» fra tutte) e fu subito chiaro che era nato un fenomeno irripetibile e unico.
Ben prima di Madonna, Mina ha lanciato mode e tendenze (i fuseaux e le ballerine, le sopracciglia depilate e gli orecchini ad anello, le mini e le zeppe, l'eyeliner e il lucidalabbra, e se volete continuiamo per qualche altra pagina). Ben prima di Brad & Angelina, ha riempito i giornali con le cronache straordinarie dei suoi grandi amori. Soprattutto, molto più di chiunque altro, ci ha incantato e continua a incantarci con la magia della sua voce. Anche se è nata a Busto Arsizio (VA) e se è soprannominata «la Tigre di Cremona» (copyright della giornalista Natalia Aspesi), la sua è una storia molto «americana»: i grandi successi pubblici e le grandi tragedie private, le discese ardite e le risalite…
Qualcuno ha detto che il suo ritiro dalle scene, nell'estate 1978, è stata la più grande operazione pubblicitaria mai realizzata. Qualche altro ha aggiunto che i tempi che si andavano delineando, i colorati ma vuoti Anni 80, per lei sarebbero stati troppo volgari. In definitiva ha avuto ragione lei, perché ha finalmente fatto della sua vita quel che voleva.
Tanti auguri, magica Mina, e una domanda: che cosa si prova a essere da cinque decadi la colonna sonora della vita di un'intera nazione?
(Tv Sorrisi e Canzoni n.51 - 2008)
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