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Compilation, che mania!
Dance, techno, revival e tormentoni vari: le raccolte musicali invadono la Superclassifica
24/6/2003
di Luca Testoni

Dance o techno, revival di classici d’epoca o hit appena sfornate: purché sia canzonetta, leggera e senza troppe implicazioni, tutto fa compilation. Si schiaccia il pulsante «play» e le danze possono iniziare.
Senza le tanto bistrattate raccolte «usa e getta», bistrattate dalla critica ma consumate con voracità dagli ascoltatori italiani, le major del disco sarebbero ormai sull’orlo di una crisi di nervi, di fronte all’impazzare di chi scarica on line e masterizza su supporti vergini. E così, inevitabilmente, è tutta una corsa (la concorrenza tra case ed etichette è spietata) a far circolare compilation. Basta dare un’occhiata alla Superclassifica scorsa di «Sorrisi» per averne la riprova: scorrendo la top-ten settimanale ne troviamo piazzate ben sei! Il fenomeno tira: un sovraffollamento inusitato che è destinato a protrarsi con l’irruzione - puntuale come un orologio svizzero - di un superclassico del genere: i due Cd doppi, compilation Blu e compilation Rossa, del «Festivalbar», che quest’anno celebrano il quarantennale della kermesse canora.
Fino a cinque anni fa le due raccolte (prodotte anche quest’anno da case discografiche concorrenti: da una parte, la joint-venture Universal/Emi, e, dall’altro, la Sony) raggiungevano vendite record: un milione e passa di copie! Oggi, complice la crisi del settore discografico, il primato resta, ma non si va oltre le 600-700 mila copie, pur in presenza della prestigiosa passerella tv. L’assortimento delle 72 canzoni contenute nei 4 compact pare molto equilibrato. I pezzi forti della collezione primavera/estate, quelli che poi si ritrovano anche in gran parte delle altre raccolte in circolazione, ci sono tutti. Qualche nome? Il rifacimento in stile José Feliciano di «Light my fire» dei Doors fatta dal biondino inglese Will Young, il vincitore dell’edizione 2002 di «Pop Idol», versione inglese del nostro «Operazione trionfo». «Black Betty», il ritorno al successo del sempreverde crooner gallese Tom Jones con una cover di un classico firmato da Leadbelly, un’icona del blues made in Usa. E «Chihuahua», il tormentone del momento, dello svizzero Dj Bobo, all’anagrafe René Bauman, ex pasticciere, oggi deejay/produttore quotatissimo in patria (pezzo che compare anche nella raccolta «Chihuahua. La compilation originale!» targata Rca). Tra l’altro, è da rilevare che questo brano è un mambo classico degli Anni 50 firmato da Ray Gilberto e Luis Oliveira, attualizzato però da Dj Bobo secondo i dettami della dance attuale.
Tra le chicche danzerecce di stagione, sempre nella compilation del Festivalbar, segnaliamo «Bonito» dei catalani Jarabe de Palo (difficile resistere alle filastrocche latine!), «Bailando», di tre giovani emergenti napoletane parte integrante del progetto ribattezzato Permiso Extraordinario e «La canzone del Capitano» dell’ennesima scoperta di Claudio Cecchetto, Dj Francesco (per inciso figlio di Roby Facchinetti dei Pooh e conduttore a 102.5 Hit Channel) che si candida a tormentone principale dell’estate 2003. Dominatrice incontrastata tra le compilation di fine primavera, quella che ha avuto per protagonisti assoluti i ragazzi di Maria De Filippi. Grazie all’azzeccato format tv, «Amici. I ragazzi del 2003» della Sugar ha raggiunto il numero 1 in classifica. Era già successo lo scorso anno con «Saranno famosi», raccolta regina nell’hit-parade tricolore del 2002. Riascoltando il meglio delle interpretazioni dei ragazzi (16 brani in tutto, con menzione speciale per Giulia Ottonello, la genovese fresca vincitrice che interpreta «All by myself») si rivivono le emozioni della scuola di spettacolo più seguita in tv.
Furoreggia, al momento, il terzo volume di «m2o - Musica allo stato puro», mixato e selezionato da Provenzano Dj per l’omonima, nuova radio interamente dedicata alla dance e in vendita attraverso l’indipendente Time Records. Un Cd (con tanto di traccia Rom con backstage della realizzazione della compilation e un software per provare a manipolare le tracce musicali) dal prezzo contenuto (si paga 9,90 euro), che concentra in 15 brani gran parte delle più riuscite produzioni italiane da discoteca del momento: da «I love you» firmata The Vynilistic da «Baby!» di Molella. Più o meno le stesse che ritroviamo, riprodotte all’infinito, nelle varie «Big Parade» della Time Records o «Tutta Dance 2» della Sony (quest’ultima contiene la versione targata Mambo King di «Chihuahua») oppure «Hot Party Spring 2003» targata Universal, «Los Cuarenta» pubblicata da Saifam Group/Self, per finire con «Hit Mania Dance Champions 2003» della Bmg. Un marchio collaudatissimo, quest’ultimo, in grado di assicurare oltre quattro ore di musica per quattro Cd: dance ovviamente, techno, «after party», cui si aggiunge l’immancabile bigino in musica degli Anni 80 più disimpegnati. Revival che è poi la filosofia alla base di «One Shot ’80» della Universal: 38 pezzi per una ricognizione di un decennio «da bere»: da «Splendido splendente» della Rettore a «Gioca Jouer» dell’onnipresente Cecchetto.
E mentre ben si sta comportando «Baila! 2» (anche questa Universal), prontuario di hit latine (tra i ripescaggi: «La bamba» dei Los Lobos e addirittura «Asereje» delle Las Ketchup...), all’orizzonte si affacciano, nemmeno troppo timidamente, le potenziali new entry. In rampa di lancio ecco «Top of the spot» dell’onnipresente Universal, con i successi delle pubblicità di quest’anno: da un Alan Sorrenti d’annata («Tu sei l’unica donna per me») alla berlinese Palast Orchester con la divertente e megafonata rilettura di «Sex bomb». In dirittura d’arrivo anche «All the hits now Estate 2003», doppio Cd al prezzo di uno della Emi (uscirà ai primi di luglio), l’unica a contenere in esclusiva assoluta «Já sei namorar» dei brasiliani Tribalistas che già sta spopolando alle radio e in classifica. Da ultimo, il triplo «Fernanda on the beach» (sempre Emi) con i tormentoni estivi degli ultimi trent’anni: una vera prelibatezza per i nostalgici...

Nel ’65, quando Adamo e Sacha Distel...
È il 1965: nella top-ten tricolore dei dischi più venduti c’è posto anche per «Sole e musica Volume 1». Stiamo parlando della compilation più ambita di quella estate in pieno boom economico, con Adamo, Pino Donaggio e Sacha Distel a farla da padroni. «Figlie» dei dischi in vinile e del 33 giri (allora definiti Lp o Long playing) le prime compilation degli Anni 60 erano vere e proprie antologie di 45 giri riuniti in un unico album. E rappresentavano un timido tentativo di fare concorrenza allo strapotere dei juke-box.
Quarant’anni dopo, nell’era del Cd, la compilationmania resiste, fenomeno più florido che mai. Se i singoli, gli antichi e amatissimi 45 giri, sopravvivono, devono dire grazie proprio alle raccolte. Queste ultime, a guardare i dati di vendita 2002 resi noti dalla Fimi, la maggiore federazione dei discografici in Italia, rappresentano complessivamente il 12 per cento dei dischi acquistati in Italia (oltre 5 milioni e 700 mila pezzi) contro il 7 per cento dell’anno precedente: un evidente balzo in avanti che nel disastrato mondo discografico italiano rappresenta indubbiamente una boccata d’ossigeno. Gran calderone, le compilation. Assemblaggio, a seconda dei desideri del discografico di turno, di successi di stagione (che celebrano l’estate e, in subordine, il Natale), o legati a eventi musicali ormai canonici (da Sanremo al Festivalbar) e a fenomeni di moda (la dance, per esempio).
O, ancora, di classici sempreverdi. Alla stessa categoria appartengono però anche i «Best of», il meglio di un artista o di un gruppo, e le colonne sonore dei film. Nell’ultimo decennio, ad eccezione di «Saranno famosi» (2002), la raccolta più gettonata è comunque sempre stata quella del «Festivalbar».
Domande e Risposte
Alfonso Signorini


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