|
|
 |
 |
| Che festa! C'è un «Clandestino» in carcere |
 |
|
 |
 |
30/8/2003 |
 |
 di Barbara Mosconi
Succede che Manu Chao, 42 anni, il cantante di «Clandestino» e «Me gustas tu», no global per definizione o per adozione, sbarchi in Italia per un tour agostano di tre sole date. Come Vasco Rossi, proclama la liberalizzazione delle droghe leggere, finché alla terza tappa giunge a Volterra (PI), la cittadina
che s'innalza sulle balze argillose della campagna toscana. È il 6 agosto.
Quella sera Manu invita sul palco i detenuti-attori della Compagnia della Fortezza, il gruppo teatrale che da anni allestisce spettacoli dentro e fuori le mura
del carcere di Volterra. Sembra tutto a posto,
ma all'ultimo momento il magistrato non concede il permesso. E il giorno dopo che fa Manu Chao? Va lui in carcere! Nel cortile della Fortezza suona, canta, balla, improvvisa musica per 3 ore.
Vestiti con i costumi di scena (da sposa, cardinale, drag queen, saltimbanco), tatuati e in canottiera, i detenuti accompagnano con entusiasmo il concerto. Poi recitano un brano del loro ultimo spettacolo, «I Pescecani. Ovvero quel che resta di Bertolt Brecht».
Manu Chao snocciola il suo repertorio migliore, compresa una versione ska di «Su di noi» di Pupo...
Eccolo con gli agenti della polizia penitenziaria, la direttrice del carcere Mariagrazia Gianpiccolo e uno dei componenti della sua band, i Radio Bemba.
Manu e Nino, uno degli attori della Compagnia della Fortezza.
Alla fine del concerto, il cantante firma autografi. Seguirà il trionfo sulle spalle dei detenuti.
|
 |
 |
 |
 |
|
 |
|