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| Elisa di Rivombrosa |
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| Cuori, batticuore, sesso e lotta di classe nel Piemonte del ’700. Firmata da Cinzia Th Torrini, arriva sugli schermi la prima fiction Mediaset in costume. Un lavoro grandioso con 85 attori e 5.000 comparse costato 17 milioni di euro |
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10/12/2003 |
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di Patrizia Guariento
Foto R.Eucalitto/ Photomedia/ Granata Press Service
«Quando mi hanno scelta ho pensato subito alla grande opportunità che questo ruolo da protagonista rappresentava per me: l’occasione di fare un lavoro di alta qualità e anche una grande scuola. In questa serie c’è di tutto: scene comiche, drammatiche, sentimentali e avventurose. Che cosa può chiedere di meglio un’attrice giovane?» dice Vittoria Puccini, protagonista della fluviale serie tv «Elisa di Rivombrosa», 26 episodi da 50 minuti che occuperanno 13 prime serate di Canale 5. La prima settimana prevede una doppia programmazione (mercoledì 17 e giovedì 18 dicembre), poi si continuerà solo di giovedì. Il lavoro, liberamente tratto da «Pamela» di Samuel Richardson, è frutto di un progetto mastodontico: 17 milioni di euro, un anno di riprese e 11 mesi di post-produzione, 85 attori e 5.000 comparse. Fra gli interpreti, Alessandro Preziosi, Antonella Fattori, Luca Ward, Kaspar Capparoni. È una classica storia d’amore contrastato tra una giovane povera e un giovane aristocratico. Le vicende sono incorniciate in un quadro storico, quello del Piemonte del 1769, dove maturano, come nel resto dell’Europa, i fermenti di rivolta contro la monarchia e l’aristocrazia che porteranno, nel 1789, alla rivoluzione francese. In quegli anni, a Torino, il lungo regno di Carlo Emanuele III volge al termine e la nobiltà è in subbuglio. L’aristocrazia osteggia il tentativo del sovrano di modernizzare lo Stato e si schiera con suo figlio, Amedeo, di vedute più conservatrici.
Questo lo sfondo su cui si snoda il primo sceneggiato in costume di Mediaset, un vero e proprio romanzo popolare. Ma oggi che i rampolli delle case reali sposano ordinarie borghesi non sembrerà troppo lontana una storia d’amore basata sulla differenza di classe? «Convenzioni sociali, modi, abiti e tempi sono diversi, ma mi piace pensare che nei rapporti sentimentali si provavano le stesse emozioni di oggi» risponde la regista Cinzia Th Torrini. «I batticuori di oggi sono quelli di ieri. E nel film ne troveremo tanti perché i personaggi vivono grandi passioni, dolori, tradimenti e intrighi». E del lavoro spiega: «È un’impresa faraonica che si accetta probabilmente solo una volta nella vita. La scommessa è che gli spettatori si affezionino ai personaggi perché le storie non si ripetono. L’impianto è quello del kolossal, specie per i costumi e le scenografie e la qualità complessiva, altissima. L’unica cosa industriale è stato il tempo di ripresa: una media di cinque minuti e mezzo al giorno, un miracolo se si pensa che per allacciare un solo corsetto ci vogliono cinque minuti buoni. La serie è un lungo film, il contrario di una soap opera. A me interessano soprattutto le psicologie dei personaggi. Con una durata così lunga ho potuto approfondirli e farli evolvere».
La storia comprende anche scene molto sensuali. «Rendono completa la vicenda. E hanno la particolarità di presentare l’erotismo dal punto di vista di una donna. Bisogna coinvolgere emotivamente, non far assistere a un accoppiamento. Pensando al pubblico giovane, ho tenuto a dare del sesso un’immagine positiva, serena e felice, che spesso non accompagna questo tema».
I protagonisti hanno dovuto rendere credibili e vive figure di tre secoli fa eppure molto attuali, come dice Vittoria Puccini: «Elisa è un’eroina moderna, emancipata. Una giovane che grazie a un carattere forte riesce a combattere le difficoltà e gli ostacoli che la circondano. Ha la forza di superare convenzioni sociali per inseguire ideali superiori». E Alessandro Preziosi aggiunge: «Il mio personaggio ha il fascino dell’aristocratico come oggi non ne esistono più. Crede nella libertà, nella dignità, nel coraggio, e li sostiene sia nella storia d’amore sia nella passione per la lotta politica che travolge il suo mondo».
Sei personaggi fra nobili gesti, perfidi tradimenti e un amore (quasi) impossibile
ELISA DI RIVOMBROSA E IL CONTE FABRIZIO RISTORI
Elisa è la figlia di un rilegatore di libri, per questo ha imparato a leggere da bambina, fatto raro per le donne del tempo. Alla morte di suo padre, la contessa Agnese Ristori la prende a vivere con sé come dama di compagnia e la ama come una figlia. Quando il conte Fabrizio Ristori torna dopo anni trascorsi con l’esercito francese, tra i due è amore a prima vista. Amore impossibile perché tra un nobile e una serva. Per difendere il suo amore, Elisa non esiterà ad affrontare le avventure più rocambolesche. Fabrizio è un uomo dai grandi ideali, che crede nella libertà e nel coraggio. Si trova coinvolto nel conflitto politico: durante il viaggio di ritorno dalla Francia è venuto in possesso di un documento importantissimo per i nobili che cospirano ai danni del re. Lei è interpretata da Vittoria Puccini, lui da Alessandro Preziosi (30 anni).
MARCHESA LUCREZIA VAN NECKER
È la grande cattiva della storia. Irriducibile e passionale, capace degli intrighi più spregiudicati, è la vera antagonista di Elisa. Dieci anni prima dell’inizio della vicenda, tra lei e il conte Fabrizio Ristori c’è stata una rovente storia d’amore; la relazione fu interrotta dalla donna per sposare un uomo molto più vecchio, potente e ricco di Fabrizio: il consigliere del re, Beauville. Tuttavia, non ha dimenticato l’uomo che amava, fuggito all’estero disperato. È interpretata da Jane Alexander (30 anni).
DUCA OTTAVIO RANIERI
Anche lui è uno dei cattivi della storia. Governatore e comandante delle guardie del re, consigliere militare di Sua Maestà, si mette comunque a capo di un complotto che mira all’uccisione del sovrano e all’insediamento sul trono di suo figlio. È alla ricerca della lista con i nomi dei congiurati che, casualmente, è finita nelle mani di Fabrizio. Attuale amante della perfida Lucrezia, moglie del suo peggior nemico, il consigliere del re Beauville. Interpretato da Luca Ward (43 anni).
CONTESSA ANNA RISTORI
È la sorella del conte Fabrizio ed è il personaggio che soffre più di tutti. Abbandonata per una domestica dal primo fidanzato, ha sposato un marchese vizioso e immorale che sta mandando in malora la proprietà di Rivombrosa. Nella prima parte della storia è antipatica, bigotta e si oppone con tutte le forze all’amore tra Elisa e Fabrizio. Ma con il passare del tempo, via via che si rende conto che l’amore tra i due non si può spegnere, diventa una loro alleata. Interpretata da Antonella Fattori (40 anni).
CONTE GIULIO DRAGO
È il miglior amico di Fabrizio, con il quale ha trascorso l’infanzia e la giovinezza, dividendo gioie, dolori e bisbocce. Anche lui è un aristocratico, ma nel settore avverso a Fabrizio: Giulio fa parte della congiura contro il re. I due amici, nonostante il forte affetto che li lega, si troveranno a scontrarsi in un duello mortale. Inoltre Giulio, innamorato di Margherita Maffei che si farà suora, vive un amore sofferto e travagliato. Interpretato da Kaspar Capparoni (39 anni).
Il Settecento: istruzioni per l’uso
UNA MOSTRA IMPERDIBILE
Per conoscere il secolo dell’Illuminismo, della maschera, della commedia, delle macchine e della rivoluzione bisogna vedere la mostra «Il Gran Teatro del Mondo. L’Anima e il Volto del Settecento» a Palazzo Reale di Milano. Fino al 12 aprile 2004. Informazioni e prenotazioni: 199207407.
UN FILM DA (QUATTRO) OSCAR
7 nomination e 4 Oscar per il «Barry Lyndon» (’75) di Stanley Kubrick con Ryan O’Neal e Marisa Berenson. Storia di Redmond Barry, irlandese del ’700, narrata con scene e costumi magistralmente copiati dalla pittura di Thomas Gainsborough, Jean- Antoine Watteau, William Hogarth.
IL ROMANZO DELLO SCANDALO
Nel 1782 Pierre-François Choderlos de Laclos pubblica «Le relazioni pericolose», il più famoso, lucido, amaro dei romanzi libertini del ’700, in forma epistolare (Mondadori, 7,80 euro, 447 pag.). Tra i film tratti dal libro, «Le relazioni pericolose» (Usa, ’88) di Stephen Frears con Glenn Close, John Malkovich, Michelle Pfeiffer; «Valmont» (’89) di Milos Forman con Colin Firth e Annette Bening.
LA MUSICA DI MOZART
Per chi ama la musica, Johann Sebastian Bach e i figli Carl Philipp Emanuel e Johann Christian, Georg Friedrich Händel, Giovanni Paisiello, Domenico Cimarosa, ma, soprattutto, Wolfgang Amadeus Mozart, nato a Salisburgo nel 1756 e morto a Vienna nel 1791: forse il caso più miracoloso di tutta la storia della musica e certo uno dei più straordinari geni dell’arte di ogni tempo. |
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