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| Com'era forte mio fratello Alex Baroni... |
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| Per la gioia dei numerosissimi fan, esce a sorpresa l'album di canzoni cui il musicista stava lavorando poco prima di morire. E la sua famiglia si commuove: «È questo il modo per sentirlo ancora vicino a noi» |
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29/9/2004 |
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 di Andrea Bertuzzi
foto Florence Fabre
«Quando verrà pubblicata questa intervista? Devo assolutamente dare la notizia ai fan prima che esca in edicola "Sorrisi": avranno una grossa sorpresa!». Sentire queste parole dalla bocca di un ricercatore universitario in biomedica non è cosa da tutti i giorni. Ma lui si chiama Guido Baroni ed è il fratello minore di Alex Baroni, il cantautore milanese morto a Roma il 13 aprile 2002 in seguito a un incidente stradale.
La notizia di cui parla Guido è stata tenuta nascosta fino all'ultimo: il 15 ottobre uscirà un nuovo Cd di Alex Baroni dal titolo «C'è di più», anticipato dal singolo «Ultimamente», nelle radio già dall'8 ottobre. E la sorpresa è che non si tratta di un greatest hits, ma di un album di inediti. Ci sono le canzoni a cui Alex stava lavorando prima di morire (come «Un anno fa», una delle ultime incisioni) e brani registrati dal vivo in studio e mai pubblicati («Giorno dopo giorno», «E ti farò volare» e «Come te»). Diciamolo subito, non è un progetto costruito a tavolino utilizzando gli «scarti» rimasti nel cassetto. È invece un album di qualità, musicalmente eterogeneo (da «Libero», brano «black», a «Sei la mia canzone», melodica e suonata al pianoforte) e interpretato con grinta. Tutto è già detto nel titolo: «Volevamo dire che "C'è di più" rispetto a quello che è stato pubblicato, a quello che si conosce di Alex» racconta Guido Baroni. «Questo Cd lo racconta al 100%, persino nei suoi gusti musicali con i tributi ai suoi miti di sempre: Stevie Wonder, Jaco Pastorius e i Beatles. È un bel ritratto temporale».
Nella copertina del disco c'è un paesaggio: uno steccato di legno, una spiaggia incontaminata, il mare… «È un luogo simbolico in cui sono raffigurati due mondi distinti e separati dallo steccato. Ognuno ci può leggere quello che vuole. Ecco come la vedo io: noi ci troviamo al di qua dello steccato e parzialmente impossibilitati a guardare oltre. Al di là c'è l'orizzonte: speriamo che Alex sia in un luogo così: con più spazio, più mare e più cielo… Lui amava il mare, era uno sportivo. Ha fatto anche l'istruttore di nuoto e di salvataggio, andavamo sempre insieme in barca a vela. È oltre l'orizzonte che bisogna guardare». Vale a dire «C'è di più» e non solo musicalmente.
Nell'immagine, però, il cielo non è azzurro, è quasi grigio. «Ammetto che a prima vista questa copertina possa risultare un po' malinconica, ma all'interno abbiamo inserito tante fotografie inedite in cui Alex è allegro, saltella, fa facce strane…». Ecco ancora il dualismo, «il dentro e fuori lo steccato» che rispecchia lo stato d'animo di Guido. «Io ho lavorato a questo progetto con entusiasmo e passione, ma non nascondo d'aver incontrato parecchie difficoltà. Ci sono stati momenti in cui dovevo ascoltare assolutamente questi pezzi e non ce l'ho fatta. Altri in cui li ho sentiti ma con la consapevolezza che sarei stato male. Talvolta non sono riuscito ad arrivare alla fine di una canzone e ho spento lo stereo».
Con Guido ripercorriamo la carriera del fratello che comincia a cantare nel 1990, esibendosi nei locali di Brera, a Milano, dove si fa musica dal vivo: Alex è ancora uno studente universitario, si sta per laureare in chimica. Poi, fa il corista nell'orchestra della Rai nell'edizione 1996 del Festival di Sanremo. Sul palco dell'Ariston, però, lui ci vuole salire da protagonista. E ci riesce l'anno dopo, quando partecipa fra le «Nuove proposte» con «Cambiare». Non vince, però le sue straordinarie doti vengono notate persino da Luciano Pavarotti, presidente della giuria di qualità, che gli assegna il premio come Miglior voce del Festival. Il suo primo album omonimo vince il disco d'oro e durante il tour del '97 (oltre 50 date) Alex si esibisce come supporter di artisti di fama internazionale: Sting (ad Assisi) e gli Earth Wind & Fire (al Foro Italico di Roma). Nel 1998 è ancora a Sanremo con «Sei tu o lei (quello che voglio)». Molte delle canzoni che sono contenute in «C'è di più», l'album in uscita, sono state scritte proprio in questi anni. Guido Baroni ricorda un episodio: «Alex voleva partecipare nel 2000 al Festival con "Ultimamente", ma la canzone venne scartata. Si arrabbiò moltissimo perché era fortemente convinto che fosse un bel pezzo». Ogni traccia di questo nuovo disco rappresenta una tappa della sua vita, come l'omaggio ai Beatles (un medley: «Yesterday» e «Imagine»): «Sono stati loro a fargli nascere la passione per la musica. Il suo sogno era quello di cantare un loro brano con un'orchestra sinfonica. Alla fine ce l'ha fatta, nell'autunno del 2001, tenendo alcuni concerti con l'Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta dal maestro Luciano Di Giandomenico».
Qualcuno si chiederà se nell'album c'è ancora qualche canzone dedicata alla cantante Giorgia, compagna di Alex dal 1998 al 2001. «Ci sono parecchi brani dedicati all'amore, inteso in senso generale, come "Sei la mia canzone", ma non so se sono stati scritti per qualcuno in particolare» precisa Guido. «Quando uscì "La distanza di un amore", nel 2002, molti scrissero che era stata lei a ispirarlo, ma non so se andò davvero così».
Come è accaduto per il primo Cd postumo di Alex Baroni, la raccolta intitolata «Semplicemente» (2002), i ricavati del nuovo disco andranno in beneficenza. «Tutti i soldi che arrivano alla nostra famiglia» continua «vengono utilizzati per finanziare i progetti sostenuti dal Comitato "Alex Baroni", che persegue finalità benefiche e di promozione nel campo dell'arte e della musica per conservare il suo ricordo. Anche la casa discografica, la Bmg Ricordi, e i suoi produttori di sempre, "I Piloti", donano una consistente porzione dei ricavati al Comitato. Noi non facciamo altro che portare avanti quello che faceva Alex, ma senza clamori, senza esagerare perché la beneficenza può diventare pericolosa se non si ha a che fare con le persone giuste; vorremmo finanziare la costruzione di una scuola in Africa, ma per queste cose mi prendo tutto il tempo necessario…». Con i proventi dell'album «Semplicemente» sono stati stanziati oltre 120.000 euro a favore di Emergency, Medici Senza Frontiere e dell'Associazione Amici della Zizzi di Livorno.
Sul sito del Comitato (www.comitatoalexbaroni.it) c'è anche un «muretto» frequentato ogni giorno da moltissimi fan. È qui che Guido scambia messaggi con loro: «Ma non mi piace farlo spesso» rivela. «Quello è uno spazio di Alex, che tale deve rimanere, autoalimentandosi con il suo nome. Io uso questo luogo virtuale per comunicare le iniziative del Comitato». O le sorprese, che non sono finite. C'è in cantiere anche un Dvd che dovrebbe raccogliere, fra l'altro, video, interviste e le partecipazioni sanremesi di Alex Baroni. Un progetto concreto ma ancora in costruzione. Per ora si pensa all'album in uscita. «Anche se non mi aspetto nulla» conclude Guido. «Il mio unico desiderio è che si senta ancora la voce di Alex, nelle case e nelle radio. Non mi importa quanti saranno a comprare il disco. Io mi sono limitato a dire quel che "C'è di più". Per quanto mi riguarda, la soddisfazione maggiore sarà entrare in un supermercato e ascoltare la sua nuova canzone…».
Dodici brani per non dimenticarlo
«È stato difficile riaprire le piste con la voce di Alex. Ma ho cercato disperatamente di realizzare tutto quello che lui avrebbe voluto fare». Marco Rinalduzzi era grande amico di Alex Baroni, nonché suo produttore e arrangiatore dagli esordi: lo aveva conosciuto al Festival di Sanremo del 1996 e, l'anno successivo, assieme a Massimo Calabrese («I Piloti») aveva prodotto il suo primo album.
È stato Rinalduzzi a curare e perfezionare anche i brani contenuti in «C'è di più», il Cd di inediti in uscita a ottobre. «Io e Alex lavoravamo moltissimo. Fare e disfare: questo era la nostra prerogativa. E non lasciavamo mai una canzone a metà. È per questa ragione che non ho dovuto aggiungere molto rispetto a quello che già c'era. Tengo a precisare che le parti vocali non sono state toccate. Tre brani sono stati addirittura registrati dal vivo in studio e senza nessuna correzione, straordinaria testimonianza delle sue eccezionali doti interpretative. Persino, "Ultimamente", uno dei pezzi più rappresentativi dell'album, è stata incisa di getto. Del resto, con uno come Alex era sempre "buona la prima"!».
L'album si apre con «Libero», un brano d'impatto e molto energico, proposto alla Earth Wind & Fire, uno dei gruppi preferiti da Alex. «C'è di più» invece è un tributo a Stevie Wonder: «Si tratta di un esperimento, realizzato utilizzando alcuni suoi pezzi campionati» spiega Rinalduzzi. Da segnalare anche «Rain», un omaggio a Jaco Pastorius, e «Maria», il cui testo è stato scritto da Roberto Roversi. «Al di là del giudizio del pubblico e della critica» confessa Rinalduzzi «io spero che questo lavoro possa piacere ad Alex».
Il sito ufficiale di Alex Baroni |
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