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Parlano gli Zero Assoluto: «Siamo due amici lenti come bradipi»
Secondi all'ultimo Sanremo nella categoria Gruppi, Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi trionfano nelle radio e nelle classifiche di vendita con «Svegliarsi la mattina». Siamo andati a trovarli negli studi di Rtl 102.5 per un servizio fotografico esclusivo e per farci raccontare la loro storia e i loro progetti futuri
30/3/2006
di Barbara Mosconi

A tre settimane dalla fine del Festival di Sanremo gli Zero Assoluto (arrivati secondi nella categoria «Gruppi») svettano in cima alla classifica dei singoli con il loro «Svegliarsi la mattina», hanno già vinto un disco d’oro e intanto preparano il nuovo album. Loro sono Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi, che raccontano a «Sorrisi» come va la vita di due ragazzi romani, amici dai banchi del liceo e baciati dal successo musicale, l’estate scorsa quello del Festivalbar (con il brano «Semplicemente») e adesso quello dal Festival di Sanremo.
Cosa si prova ad aver scalzato Madonna e Ramazzotti dalla classifica dei singoli?
«La dimensione è sempre di risata pazzesca perché sembra una presa in giro, noi ce la vivamo con una tale normalità... però è bello! Già con “Semplicemente” sembrava un sogno, e ora continua anche dopo Sanremo».
Quanto di tutto questo vi aspettavate?
«Noi siamo molto lenti, i famosi bradipi musicali, ogni canzone che abbiamo proposto è frutto di tanto lavoro e quindi ci piace sempre molto, ma spesso le aspettative non sono ripagate e la canzone non vende niente. Già con “Semplicemente” eravamo rimasti stupiti che la gente aveva capito e comprato il disco, perchè alle volte un brano viene capito ma non è detto che venga comprato».
Ora invece il pubblico capisce e compra…
«Gli altri nostri brani hanno sempre avuto una vita molto lenta. “Semplicemente” è arrivato al disco d’oro dopo qualche mese, “Svegliarsi la mattina” è disco d’oro dopo tre settimane, è entrato al 10° posto dei singoli e poi 2°. La cosa ci stupisce e ci preoccupa anche un po’, abbiamo sempre odiato il “tormentone” ossia la canzone che tormenta. “Semplicemente” ha resistito per mesi perché è arrivato lentamente, ci siamo resi conto che piano piano stava entrando dentro, ora c’è quasi la paura che questo nuovo pezzo sia troppo passato dalle radio,troppo scaricato da Internet...»
Come procede la vita dopo Sanremo?
«Noi siamo assolutamente fautori della quotidianità intesa come stile di vita. Tutte le mattine ci sentiamo perché parallelamente alla musica insieme facciamo altro, e anche questo è un meccanismo che ti riporta alla realtà quotidiana. Noi abbiamo una società da portare avanti».
La società cosa comprende?
«La nostra musica, il programma in radio (andiamo in onda tutte le sere con “La Suite” su Rtl 102,5), scriviamo libri... Se non ci inventiamo una cosa nuova da fare cominciamo a soffrirne, passiamo la giornata a superare il meccanismo di stasi, quello che arriva quando hai tutto sotto controllo, noi alla fine dei conti non abbiamo nulla sotto controllo».
Ripensando ora a Sanremo che ricordo vi è rimasto?
«Siamo partiti con una grande paura per diversi motivi, stavamo portando un pezzo leggero, invece alla fine non ci sono state critiche. Certo a qualcuno il brano non è piaciuto, è normale, ma in genere i giornalisti ci hanno trattato bene ed è molto piaciuto il duetto che abbiamo fatto con Niccolò Fabi».
Il singolo «Svegliarsi la mattina» va benissimo, gli altri brani quando arrivano?
«Li stiamo facendo».
Quanti sono già pronti?
«Finiti forse zero, però ce ne abbiamo 6-7, in fase di provino. Per l’estate esce sicuramente un brano nuovo, la speranza è far uscire l’album quest’estate o subito dopo».
Il successo vi ha dato una spinta?
«L’idea è che dobbiamo riuscire a fare in fretta questo disco senza dare l’impressione che sia una cosa fatta in fretta, ma certo metà disco è già fatto sia per i testi sia per la musica».
Avete già diramato gli inviti a qualche amico?
«Ci piacerebbe rifare “Svegliarsi la mattina” nella versione con Niccolò Fabi come a Sanremo; certo, una volta concluse le tracce sarebbe bello pensare a qualcuno con cui fare dei brani, far delle cose con persone che conosci e stimi».
Con quelli che fanno parte del vostro «clubbino»?
«Il nostro “clubbino” o “mini club” comprende un po’ di cantanti della nuova generazione romana, come Marco Fabi, Pier Cortese, Simone Cristicchi. Ce la cantiamo e ce la suoniamo, ossia pura promozione trasversale da tutte le parti, ma in realtà c’è molta stima reciproca».
E voi, come vi svegliate la mattina?
Matteo: «Io mi sveglio male e soprattutto da solo e mi sveglio tra l’altro privo di forze perché il programma alla radio finisce a mezzanotte, poi vedo un Dvd o un amico e faccio sempre tardi».
Thomas: «Da sei mesi divido casa con un amico ed è una tragedia svegliarsi, o meglio io sveglio il mio amico con la sua ragazza abbracciati nel letto e andiamo a fare colazione al solito bar».

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