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| Pisa, questa è la mia terra (e io l’amo come una bella donna) |
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| Ha smesso i panni del brigadiere Luigi Testa per vestire, nella fiction di Canale 5, quelli di un pugile il cui sogno è trovare fortuna in America grazie alla boxe. Ma nella realtà Roberto Farnesi non si allontanerebbe mai dalla sua Pisa. Perché «qui ho le mie radici, il mare, gli amici». L'attore toscano, che vi presentiamo in una fotogallery esclusiva, rivela a Sorrisi un altro motivo per cui non se ne andrebbe mai dalla sua città: «Ora ho trovato l'amore...» |
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3/5/2006 |
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 di Stefania Zizzari
Foto M.Sestini/G.Neri
Eccola la «sua» terra. È quella di Piazza dei miracoli, all’ombra del Battistero e della Torre pendente più famosa del mondo. Nella fiction di Canale 5 «Questa è la mia terra» le radici del personaggio che interpreta sono nell’Agro Pontino degli Anni Trenta. In realtà, la terra di Roberto Farnesi è Pisa. La città toscana dove è nato 36 anni fa, a poche centinaia di metri dalla celeberrima torre e dalle placide acque dell’Arno. E mentre si improvvisa Cicerone, passeggiando per le strade e i vicoli, spiega: «Sono innamorato di Pisa e non la lascerei».
Che cosa la lega in modo così viscerale a questa città?
«Famiglia, amici, fidanzata. E, poi, il fatto che è a misura d’uomo. A 5 minuti c’è il mare, appena fuori città il maneggio dove vado a cavallo e anche una magnifica pineta per correre con il mio cane Brando. E se per lavoro mi devo spostare, vado in aeroporto in bicicletta e in mezz’ora di volo sono a Roma o a Milano».
Lei da Pisa non se ne andrebbe, mentre Andrea, il suo personaggio in «Questa è la mia terra», sogna di trovare fortuna in America grazie alla boxe.
«Ma non aveva il cane, i cavalli, il mare dove andare ad ammirare i tramonti. Nell’Agro Pontino degli Anni Trenta c’era la miseria nera, la fame, la malaria che decimava i bambini. È da questo che Andrea cercava di fuggire, non soltanto per inseguire i suoi sogni di gloria».
Sente di somigliare in qualcosa ad Andrea?
«Magari avessi il suo carattere! È un uomo determinato che non si lascia sopraffare dalle avversità. E gliene capitano davvero di tutti i colori: finisce in carcere innocente, il suo migliore amico gli ruba la donna di cui è innamorato, suo padre viene ucciso. Diciamo che anche io sono uno che non si lascia abbattere, ma queste prove piegherebbero chiunque. Non credo che riuscirei a rialzarmi dopo quelle batoste. Comunque, non sono un eroe come lui, ma mi ritengo piuttosto coraggioso».
C’è un’esperienza dolorosa che vi accomuna...
«Sì, la morte del padre. Lui aveva rapporti conflittuali con il suo, ma io e il mio ci adoravamo e andavamo d’accordissimo. Mi ha avuto tardi, ero il figlio maschio tanto desiderato dopo tre splendide figlie femmine e tra noi c’era un rapporto speciale. Se ne è andato serenamente, a ottant’anni, lasciandomi in eredità il valore forte della famiglia, che antepongo a tutto il resto. Sarò rimasto agli Anni Trenta, però quando vedo certe situazioni di odio tra fratelli o di incomunicabilità tra genitori e figli rimango sconvolto».
Lei ha tre sorelle: è cresciuto in una famiglia con un’impronta femminile.
«È stato bello e... utile perché fin da piccolo ho vissuto i loro amori di ragazzine, di adolescenti, di donne mature. E così ben presto ho imparato a conoscere le donne e a capire tutto quello che loro detestano negli uomini».
Ad esempio?
«Atteggiamenti che ti rendono ridicolo: le sopracciglia disegnate, la ceretta, i medaglioni al collo, l’anellone, piercing e tatuaggi in quantità. L’eccesso non paga mai. E poi ci vuole coerenza: non puoi vestirti e addobbarti come una rockstar se non lo sei».
E la sua fidanzata, Federica, come l’ha conquistata?
«Con il sorriso».
Scusi, ma detto da lei, uno degli attori più affascinanti della televisione italiana, suona come una battuta!
«Certo, l’apparenza conta anche per me, non mi nascondo. Ma Federica ha 20 anni, studia Lettere all’università, ha la media del 30 ed è una che non guarda la tv. Segue “Questa è la mia terra” solo perché la costringo e perché trova che sia un’ottima fiction, ma per il resto mi prende continuamente in giro. È di Viareggio e come me ha un gusto innato per lo scherzo, per la battuta. Poi, quando si tratta di studiare per un esame, si mette sotto con una concentrazione che fa paura».
E Federica come ha fatto a rubarle il cuore?
«Ci siamo conosciuti in Versilia la scorsa estate. Mi ha colpito sicuramente perché è una bellissima ragazza, ma anche simpatica e solare. E quando andiamo a cena mangia di tutto con gusto. Non come certe ragazze che al ristorante si limitano a spizzicare qua e là e mi mettono una tristezza infinita».
Lei che tipo di compagno è?
«Sono uno che prende le “tranvate”, quando ho una storia la vivo fino in fondo, senza preoccuparmi che sia davvero quella giusta. Ma nella mia vita non ho mai superato la fase della passione iniziale, dello scoprirsi, del conoscersi. In questo sono un po’ immaturo, lo riconosco».
Tornando alla sua città, in che cosa si sente pisano?
«Soprattutto nel senso della comicità tipicamente toscana. Il mio gruppo di amicizie ricalca perfettamente quello di “Amici miei”. Ci chiamiamo pure con i nomi dei personaggi. Io, per esempio, sono “il Melandri”, che nel film era interpretato da Gastone Moschin, perché è quello che quando si innamora non capisce più niente. Poi, c’è il mio amico chirurgo che è “il Perozzi”, per le sue intuizioni fulminee e la capacità di pensare scherzi a raffica. Siamo davvero un bel gruppo di “bischeri”. Quando ci ritroviamo, soprattutto durante il weekend, non parliamo mai di lavoro, ma è una continua presa in giro, goliardia pura. Però, al di là delle risate, sono tutti amici veri, sui quali poter contare».
Lei ha cominciato la sua carriera come modello...
«Sì. Ho fatto anche l’attore di fotoromanzi con Sebastiano Somma. Lui era già famoso e un giorno a un provino, vedendomi un po’ indeciso e demotivato, mi disse “Le occasioni vanno prese al volo”. Meno male che gli ho dato retta. Poi, è arrivato il cinema con “Femmina”, al fianco di Monica Guerritore. Subito a seguire, la scuola di recitazione e la televisione, con “Centovetrine” e “Carabinieri”, fino a “Questa è la mia terra” con il personaggio di Andrea, il più bello e completo che abbia interpretato finora».
Anche in questo caso, un eroe. Ma la sua vena comica non riesce proprio a uscire?
«Il mio sogno sarebbe fare una commedia alla “Amici miei”, con un retrogusto amaro. So di non avere il fisico del comico, ma mi piacerebbe che un regista riuscisse a far venire fuori il mio spirito toscano».
Intanto, quali sono i suoi progetti professionali più imminenti?
«Probabilmente ancora una fiction con Mediaset, della quale posso soltanto dire che è ambientata ai giorni nostri e ha un cast di attrici davvero con la “A” maiuscola».
Recitare in costume le piace?
«Da morire. E più si va indietro nel tempo, più mi affascina. Sarebbe meraviglioso interpretare una storia di cappa e spada e, più ancora, una ambientata ai tempi dell’antica Roma».
Passeggiando per Pisa viene continuamente riconosciuto dalle persone per strada: le pesa oppure le fa piacere?
«Per carità, l’affetto del pubblico è il termometro del nostro lavoro. E poi qui mi conoscono, sono uno di famiglia e la gente mi vuole bene. Non capisco chi si dice seccato dalla richiesta di autografi. I grandi attori sono simpatici e alla mano. Anni fa conobbi George Clooney a una cena di beneficenza, mi chiese che lavoro stessi facendo in quel periodo. Io giravo “Centovetrine” e gli risposi: “Una soap opera”. E lui disse: “Anch’io ne ho fatta una, ma era un macello perché non riuscivo a ricordare a memoria quelle battute lunghissime delle soap, era così difficile!”. E mi salutò con un “Good luck, buona fortuna”».
E questo augurio gliene ha portata di fortuna?
«Sul lavoro senza dubbio. “Questa è la mia terra” è secondo me una delle fiction più belle viste in tv in questo periodo. Poi, la fortuna sul piano personale va di pari passo con quella professionale. Raggiunto l’obiettivo di serenità sul lavoro, mi piacerebbe pensare a una famiglia mia, a un figlio. Non mi sono mai sentito pronto finora per un passo come questo, un po’ per immaturità ma, forse, anche perché non ho mai incontrato la donna giusta».
E ora è arrivata?
«Chi lo sa? Forse è ancora presto per dirlo».
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