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Vi presento il mio nuovo gioco
Cinque uomini e quattro donne disposti a tutto pur di vincere. Ecco, uno a uno, i concorrenti pronti a entrare nel bunker di Cinecittà. Persone molto diverse tra loro per carattere ed esperienze di vita. Sono i protagonisti di «Unan1mous», il nuovo programma di Maria De Filippi. Che avverte: «Ci sarà da divertirsi...»
31/8/2006
di Cinzia Marongiu

Non bisogna essere famosi e disposti ad affrontare i disagi da simil-naufraghi, né bellone o palestrati in cerca di popolarità e cachet milionari per serate in discoteca. Né tantomeno dimostrare di essere capaci di ballare, o magari di pattinare sul ghiaccio, o ancora di riuscire a cavarsela in situazioni estreme, tra scarafaggi, occhi di bue e bagni nella melma. Nemmeno un campo di mais da coltivare o maiali da accudire. Niente di tutto questo per i nove concorrenti, cinque uomini e quattro donne, di «Unan1mous», il nuovo esperimento televisivo di Maria De Filippi che debutterà su Canale 5 venerdì 1° settembre. A ognuno di loro sarà richiesto semplicemente di parlare e, attraverso i discorsi e l’antica arte della retorica, di convincere gli altri 8 partecipanti di avere diritto al montepremi finale. Mica facile, tanto più che la cifra in palio, oltre un milione di euro, sarà in grado di cambiare la vita al vincitore.
Ma nemmeno impossibile visto che «Unan1mous» è già andato in onda una volta negli Stati Uniti sulla rete Fox: l’accordo «all’unanimità» è stato trovato dopo 9 puntate e il lodevole share del 15%.
L’Italia è il primo Paese europeo a testare il nuovo format coprodotto dalla Fascino P.g.t. e da Endemol Italia. Un format che Maria De Filippi, appena rientrata dalle vacanze all’Argentario e in procinto di riprendere le redini dei suoi tre cavalli da battaglia («C’è posta per te» 16 settembre, «Uomini e donne» 18 settembre, «Amici» metà ottobre), definisce così: «Si tratta di un game e non di un reality perché c’è un montepremi che va a una persona sola. Il bello è che non esistono né nomination né televoto. Decide tutto il gruppo composto da 9 persone che non si conoscono tra loro». Persone sconosciute anche ai telespettatori da casa e assolutamente «normali», purché «capaci di dialogare».
«La nostra scelta» spiega ancora la conduttrice «è caduta su persone non particolarmente “televisive”. La mia convinzione è che, finito il programma, nessuno di loro farà serate in giro né entrerà nel mondo dello spettacolo. Sono stati scelti secondo un criterio preciso: essere dei buoni affabulatori e avere dei caratteri molto diversi tra loro. Il mio ruolo sarà quello di spingerli a trovare un accordo per arrivare all’unanimità del voto». Tanto più che il montepremi diminuirà a mano a mano che i giorni passeranno senza raggiungere «la fumata bianca».
Ma non si andrà avanti a oltranza. La caratteristica principale del programma è la durata variabile: a fronte di un tempo massimo, stabilito in quattro settimane, c’è un tempo minimo che può scoccare in qualsiasi giorno a partire dal primo. Appena, cioè, si sarà trovato il fatidico accordo. Altrimenti il montepremi non sarà aggiudicato e resterà a Mediaset.
A rendere complicata tutta la faccenda, poi, ci si mette la situazione di «clausura», elemento principe dei reality: non una Casa, come nel caso del «Grande Fratello», ma un vero e proprio bunker sotterraneo già costruito a Cinecittà. «Un posto claustrofobico, con camere singole e un piccolo cortile incassato nel cemento per respirare l’aria di fuori» spiega l’autore Andrea Palazzo, già «mente» con il gusto per i trabocchetti e le sorprese di tutte le edizioni italiane del «Grande Fratello». «Il bunker è molto tecnologico, ricco di suggestioni cinematografiche, ma non ha vasche a idromassaggio, piscine o quant’altro. I concorrenti non potranno nemmeno cucinare: il cibo verrà fornito già pronto dalla produzione che governerà assai rigidamente i ritmi di vita. Insomma, stare lì dentro non sarà una passeggiata. Saranno necessari pazienza, spirito di adattamento e nervi saldi. Una grande tempra psicologica. Oltre, ovviamente, a una determinazione fortissima nell’imporsi. Con uno slogan si potrebbe dire che i concorrenti devono essere “disposti a tutto pur di vincere” ed è proprio seguendo questo identikit che li abbiamo scelti. Persone comuni che hanno assolutamente bisogno di soldi ma anche altre convinte di essere dei grandi leader o di avere un fascino naturale in termini di carisma. Intelligenti? Di sicuro hanno una spiccata intelligenza pratica, quella che ti deriva non solo dai libri che hai letto ma dalle esperienze che hai vissuto. D’altra parte convincere gli altri a votarti e a farti vincere così tanti soldi non è impresa da tutti: devi capire in un tempo brevissimo chi hai di fronte, come porti davanti a lui e come convincerlo che sei la persona giusta».
Per riuscirci sarà ammesso tutto, «colpi bassi» compresi. «Ognuno può usare la strategia che preferisce e raccontare di sé agli altri ciò che vuole. Solo il pubblico da casa saprà realmente come stanno le cose» racconta ancora Palazzo. «Ci saranno tante verità o parecchie bugie. Ci sarà chi farà il doppio gioco o blufferà. “Unan1mous” non è certo un gioco buonista, ma nemmeno particolarmente cinico. A vincere è l’intelligenza strategica». Quella, tra l’altro, capace di reagire velocemente ai cambiamenti di registro che si susseguiranno. Altra caratteristica, divertente per i telespettatori, ma destabilizzante per i concorrenti, è che a mano a mano che il gioco andrà avanti si troveranno a fare i conti con regole sempre nuove.
Una novità assoluta, dietro la quale Maria De Filippi intravvede «anche qualche rischio perché “Unan1mous” ha un linguaggio molto moderno e quindi non so se piacerà al pubblico. Quello che piace a me è che, non essendoci il televoto, i concorrenti si comporteranno in modo più vicino al vero. Non saranno condizionati nel loro comportamento dal piacere a tutti i costi al pubblico per non essere eliminati o per vincere. E saranno liberi di muoversi su due piani: uno all’interno del gruppo e uno nei confronti dello studio. Insomma, è un gioco fatto più con la testa che con il corpo».
Per seguirne gli sviluppi, oltre alla prima serata settimanale, ci sarà una finestra quotidiana di mezz’ora, in onda tutti i giorni su Canale 5 (dalle 14,45). Un modo per tenere d’occhio le dinamiche di gruppo dettate dalla convivenza forzata. E soprattutto per scoprire, come sostiene Maria De Filippi, «se alla fine prevarranno la generosità e l’altruismo o, al contrario, l’egoismo e l’avidità».

DALL'OPERAIO AL LAUREATO, ECCO I NOVE «PRIGIONIERI» CHE SOGNANO DI DIVENTARE MILIONARI

Cinque uomini e quattro donne. «Disposti a tutto pur di vincere», secondo la definizione degli autori di «Unan1mous». Ecco, uno a uno, i concorrenti che il 31 agosto entrano nel bunker approntato a Cinecittà e che il 1° settembre conosceremo in tv. Sono molto diversi tra loro per carattere ed esperienze di vita. C’è il laureato coltissimo, ma anche l’operaio con quattro figli da crescere. «Ci sono arrivate tante richieste» racconta l’autore Andrea Palazzo. «Nessuno sapeva bene che cosa avrebbe dovuto fare perché le scritte mandate in sovraimpressione sulle reti Mediaset erano volutamente vaghe, con domande tipo: “Sei femminista o maschilista?”; oppure: “Ti senti un leader?” Noi abbiamo scelto i più motivati e chi non strizzava l’occhio al glamour».

ANNA
30 anni. È nata a Sesto San Giovanni (MI) e vive nell’hinterland milanese. È sposata ed è mamma di tre gemelli, due femmine e un maschio. Coltivatrice diretta, insieme con il marito vende frutta e verdura. Partecipa a «Unan1mous» perché vuole finalmente prendersi una vacanza da tutto.


CIRO
40 anni. È napoletano di nascita, però da diverso tempo abita vicino a Roma. Sposato, è padre di quattro figli. Vive facendo l’operaio e lavora in una lavanderia industriale. Ha deciso di partecipare a questo programma per cercare un riscatto sociale ed economico.


EUGENIO
31 anni. Nato a Milano, vive nella provincia del capoluogo lombardo. È sposato da dieci anni e ha due figli, uno di sei e l’altro di due anni. Lavora come elettrauto e partecipa alla trasmissione di Maria De Filippi per cercare di migliorare il suo tenore di vita.


MARCO
29 anni. È nato a Foligno, in provincia di Perugia, però adesso vive a Bologna. Fidanzato da due anni, è padre di una bambina di quattro anni avuta da una precedente relazione. Attualmente lavora come agente immobiliare.


MAURIZIO
33 anni. Nato a Bologna, vive invece a Torino. Lavora nel settore della moda e la sua specializzazione è quella dello «scouting fashion», ovvero del «cacciatore di modelle». È celibe, però da quattro anni è impegnato sentimentalmente.


MONICA
44 anni. Nata a Ravenna, vive a Forlì. Divorziata, convive da molti anni con un pittore da cui ha avuto due figli, uno di undici anni e l’altro di sette mesi. Ha lavorato come cuoca, ma ora è disoccupata. Con i soldi della vittoria vorrebbe aiutare il compagno ad allestire delle mostre.

PIERLUIGI
38 anni. È nato e vive a Bologna. È celibe e laureato. Ha trascorso gli ultimi otto anni in Canada e altri quattro in Francia dove ha svolto l’attività di ricercatore come matematico. Attualmente è tornato agli studi e agli amati numeri. Coltissimo, ma anche anticonformista.

SILVIA
26 anni. Nata a Roma, vive a Fiumicino. Nubile, abita con mamma e papà. Di professione fa la bodyguard: lavora nei locali notturni e collabora con una società che si occupa di sicurezza nei locali e negli uffici. Da qualche mese è legata sentimentalmente a un ex collega.

TIZIANA
28 anni. Cresciuta a Paestum (Salerno), antica città della Magna Grecia famosa per i suoi templi, vive a Casoria, un paese in provincia di Napoli. È sposata ed è mamma di un bambino di 2 anni. È proprietaria di una scuola di ballo e si è specializzata nell’insegnamento di danze caraibiche.
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Alfonso Signorini


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