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| Tutta colpa dell'Arizona |
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| Il suo reality è stato cancellato dopo sole tre puntate e quello che ne rimane è una striscia quotidiana nel pomeriggio di Raidue. Ma lei ad assumersi la responsabilità dell'insuccesso proprio non ci sta. «Tutta colpa delle dirette dagli Usa, dello scarso feeling con Mazzocchi e della crisi dei reality. E io mi assolvo». Così la conduttrice tv, qui ritratta in una fotogallery mozzafiato, si toglie qualche sassolino dalla scarpa |
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18/10/2006 |
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 di Daniele Soragni
foto G. Chieregato/Photomovie
Si sa, il West è selvaggio. Ma per Alba Parietti è anche crudele. Il suo reality, «Wild West» (una dozzina di concorrenti trasformati in cowboy per condurre una mandria di vacche fra i canyon dell’Arizona) è stato cancellato dal palinsesto di Raidue dopo sole tre puntate. Delle fatiche degli improbabili mandriani è rimasta solo una striscia, «Il pomeriggio di Wild West», dal lunedì al venerdì nel contenitore pomeridiano «L’Italia sul 2»: dagli studi Rai di Milano, Monica Leofreddi e Milo Infante si collegano con l’inviato in Arizona Marco Mazzocchi.
La Parietti dice a «Sorrisi» che non se ne perde una puntata, «felice per i ragazzi che continuano la loro avventura». Senza di lei però. «Sono cose che succedono, non faccio drammi. Sono dispiaciuta, ma serena».
Signora Parietti, ma che cosa è successo?
«Noi abbiamo pagato questo momento schizofrenico della programmazione televisiva, dove tutti sono contro tutti, e anche una indubbia crisi del genere reality».
Sì, ma il suo è stato l’unico, fino a oggi, a essere cancellato...
«Vero, purtroppo. Ma non è che in casa degli altri le cose vadano meglio. “Reality Circus” è vicinissimo alla chiusura, “Unan1mous” si è concluso in fretta e credo che non abbia lasciato tracce. “L’Isola dei famosi” era partita con meno telespettatori al seguito, ma può contare sullo straordinario successo delle edizioni precedenti e su una “miracolosa” controprogrammazione. Beati loro».
Dimentica «La pupa e il secchione», che invece sta andando benissimo.
«Ma quello non è un reality, è un “comedy show” costruito a tavolino. E funziona perché è divertente e innovativo».
E in «Wild West» che cosa non ha funzionato?
«Forse non siamo riusciti a rendere lo scenario, a portare il telespettatore nei grandi spazi dell’Arizona. Paradossalmente, la diretta è stata penalizzante, la striscia quotidiana dove alla diretta si alternano molte parti montate rende meglio».
Allora il problema era lo studio e quindi tiriamo in ballo la sua conduzione.
«Ripeto, io per prima pensavo che la location, l’Arizona, potesse essere l’elemento in più. Lo scenario de “L’Isola dei famosi” è decisamente più spettacolare, viene fuori meglio. Mah, forse è anche un problema di budget: il nostro era molto basso».
Ma la sua conduzione...
«Antonio Marano, il direttore di Raidue, sul mio nome era perplesso, me lo ha detto: ma dopo la prima puntata mi ha anche detto di essersi ricreduto».
E lei come si giudica?
«Non voglio giudicarmi, ma non penso di avere colpe. Mi basta comunque l’approvazione di tutto lo studio di via Mecenate e i tanti messaggi di consenso e, poi, di solidarietà dei telespettatori».
Fra i colleghi, chi le è stato solidale?
«Mi hanno chiamato Mara Venier, Pippo Baudo, Massimo Giletti... Ma quello che mi ha commosso sono stati i messaggi di mio figlio Francesco e la presenza di Giuseppe, il mio compagno. Doveva partire per Palermo, ma si è fermato qualche giorno in più per starmi accanto. Non mi ha detto granché, ma era sempre al mio fianco e non mi ha mai abbracciata così tanto».
E chi invece ha sogghignato?
«Alcuni, lo so, ma non le farò i nomi. Per adesso».
Amareggiata o arrabbiata?
«Le ripeto, dispiaciuta ma serena. Guardi che non è la fine del mondo, sono cose che succedono. Chi fa questo mestiere lo deve mettere in preventivo. È successo a tanti, pensi a Fiorello e a Michelle Hunziker, oggi i due personaggi televisivi più amati e popolari: anche a loro in passato hanno chiuso un programma. No, nessun dramma anche perché io continuo a lavorare, ho un contratto con la Rai fino al prossimo gennaio. Poi ho altri progetti. Penso invece a quanti subiscono davvero sulla loro pelle questa chiusura: autori, sarte, tecnici, la redazione...».
Avete forse pagato l’anonimato dei concorrenti? Non sarebbe stato meglio puntare su personaggi noti?
«No, l’idea era proprio quella di portare in televisione storie comuni di gente comune. Fosco Gasperi, gli autori, la produzione hanno fatto un ottimo lavoro sulla scelta dei concorrenti».
Ora lo può dire, chi sono i suoi preferiti?
«Per restare in tema, non ho il mio cavallo preferito o vincente, credo però che Bruno (l’assicuratore milanese, ndr) e Matteo (l’addestratore di falchi pugliese, ndr) avranno un futuro, hanno due facce da cinema».
Ma lei avrebbe chiuso il programma?
«No, non abbiamo avuto il tempo di crescere».
Si tolga almeno un sassolino dalla scarpa...
«Posso solo dirle che io ero al servizio del programma, non avevo alcun potere decisionale, ma se anche lo avessi avuto probabilmente avrei fatto le stesse scelte. La squadra era la migliore».
Anche Marco Mazzocchi? Si dice che fra voi non ci fosse un buon rapporto?
«Non c’era proprio, nel senso che abbiamo lavorato pochissimo insieme sulla preparazione del programma e questo forse è stato un errore. Non eravamo in sintonia, ma c’erano anche i problemi della diretta con il satellite che ritardava i tempi di intervento».
Che cosa pensa di Aldo Grasso, il critico del «Corriere della sera» che non è stato tenero con lei fin dalla prima puntata?
«Scrive di me anche quando non ci sono. È come l’uomo amato e abbandonato che parla sempre dell’oggetto del suo desiderio. Per lui sono un’ossessione e una passione, ma ormai lo leggo con distaccato e divertito disinteresse».
Il prossimo anno tornerà a Mediaset con «Grimilde», il suo talk show dedicato alle donne?
«Lo spero, è un mio progetto, la puntata andata in onda nel giugno scorso su Italia 1 è stata un successo. A proposito di Mediaset, voglio ringraziarli perché mi hanno mandato un bellissimo mazzo di fiori».
Penso che anche Antonio Marano, il direttore di Raidue, lo abbia fatto.
«No. Pazienza, si sarà dimenticato».
Tv Sorrisi e Canzoni n.43 - 2006 |
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E adesso spoglio l'anima |
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