sorrisi e canzoni TV
news
personaggi
cineracconto
canzoni
music shop
fotogallery
telefilm
newsletter
servizi sms
diario
i vostri siti
i nostri siti
redazione
abbonamenti
ricerca avanzata
A 57 anni cambio look
Richard Gere manda in pensione l'interprete ammiccante e tenebroso che ha fatto impazzire milioni di donne negli ultimi venticinque anni. Ne «L'imbroglio», il nuovo film di Lasse Hallström in uscita il 20 ottobre, mostra d'essere un attore eclettico e profondo. Per l'occasione cambia anche look: un buon pretesto per rivedere le immagini più belle (e sexy) della sua carriera
19/10/2006
di Alberto Anile
foto Armando Gallo

«Massì, diamoci un taglio» deve essersi detto Richard Gere. Basta con quella chioma canuta, una criniera bianca più adatta a un miliardario texano che a un simpatizzante buddista. Capelli corti, allora, con dosi massicce di tintura rossiccia (un po’ alla Santoro) come vedete qui a fianco. Ma poi è arrivato il set del film «L’imbroglio». E l’attore americano è stato costretto a cambiare ancora pettinatura. Così, grazie anche all’ambientazione Anni 70, il Gere di «L’imbroglio» risulta molto simile a quello dei suoi mitici esordi, a quell’irripetibile uno-due costituito da «Amercian Gigolo» e «Ufficiale e gentiluomo» con cui vent’anni fa mise le spettatrici definitivamente knockout. Il risultato lo vedete qui a destra: zazzeretta tra il castano scuro e il fulvo, riccioli e basettoni: disteso sul letto ricorda il se stesso in «Console onorario», anno 1983.
Il protagonista dell’«Imbroglio» è una sorpresa anche espressiva: dopo anni passati a fare l’uomo maturo innamorato, tutt’al più il ballerino dilettante, Gere manda in pensione l’interprete tenebroso e atteggiato per tornare finalmente a recitare. A 360 gradi: urla, corre, piange, strepita, inventa, finge, si traveste. Il film di Lasse Hallström gli ha dato l’occasione di sfoggiare la più ampia gamma recitativa avuta negli ultimi anni, forse nell’intera sua carriera. «L’imbroglio» è appena stato presentato in anteprima mondiale alla festa del Cinema di Roma (uscirà in sala il 20 ottobre, un mese prima che negli States), dove l’attore è venuto a farsi adorare, una tra le stelle più fulgide della neonata manifestazione. Gli hanno chiesto se da ragazzino avesse mai pensato che a cinquant’anni suonati sarebbe stato una star. «Oh, io non mi sono mai visto oltre i 25» ha risposto. «Non avevo alcuna idea del futuro. È come chiedere alle rock star se pensano di stare ancora a pavoneggiarsi a 55 anni. No, pensi di morire a 26».
Riavvolgiamo un momento il nastro. Secondo di cinque fratelli, Richard Tiffany Gere nasce a Philadelphia nel 1949. Fa subito di tutto per mettersi in mostra: entra a torso nudo nelle prime recite scolastiche, scatta foto, impara piano e chitarra. Dopo due anni di università scappa a Broadway; il suo futuro, ha deciso, è sul palcoscenico. Dorme in un retrobottega, si nutre a sandwich e si calma con lo zen. Nel ’73 interpreta a teatro «Grease». «Trovarmi ogni sera sul palscoscenico» ricorderà «era come rinascere». Quando il musical diventa un film lascia il ruolo al giovane John Travolta. Ma si riprende presto dall’errore: dopo le prime apparizioni in tv e i primi ruoli al cinema, soffia al collega «American Gigolo» e «Ufficiale e gentiluomo». Nasce il divo che fa svenire le donne, la nuova icona del cinema a stelle e strisce, lo sciroccato che prende a pugni i fotografi e mostra il sedere agli ammiratori. Dopo «Cotton Club» di Coppola arrivano alcuni flop e l’immagine si annacqua. Gere conosce il Dalai Lama, si appassiona alla causa del Tibet da anni sotto il giogo cinese, chiacchiera di buddismo. «In Tibet sono felice» racconta. «I tibetani emanano luce, letteralmente. Il Dalai Lama genera amore e compassione per ogni essere umano. Ha impegnato se stesso in questo. Io non ho ancora fatto quel passo, non ho rinunciato al mio ego: mi piace ancora fare film». Arriva a «Pretty Woman» coi capelli brizzolati e le quotazioni in ribasso, ma il filmetto di Garry Marshall compie il miracolo e la sua stella torna a risplendere. Nel frattempo sposa Cindy Crawford, con cui rimane per pochi tormentati anni. Il vero colpo di fulmine cade poco dopo, con la collega Carey Lowell. Malgrado i pronostici, l’unione tiene: Richard ci fa un figlio e ne adotta un altro, frutto di una precedente relazione dell’attrice, e nel 2002 la sposa con una cerimonia per pochi intimi. «La fobia dei rapporti duraturi» dice «è un’etichetta che non mi merito. Quando sto con una persona, ci sto sul serio. Sono monogamo per natura e invidio i miei genitori che stanno insieme da più di mezzo secolo».

A poco a poco la sua immagine si trasforma, il Gere canuto prende le distanze da quello giovane e muscoloso. «Ogni tanto mi capita di vedere in tv l’ennesima programmazione di uno dei miei vecchi film» dice con distacco. «Mi domando chi sia quel ragazzo sullo schermo. Di certo non sono io, e nemmeno mi sembra di riconoscerlo». Quando torna con la Roberts in «Se scappi, ti sposo» gli fanno notare che sembra il padre della sposa. Lui risponde marpione, mandando in ebollizione le fan storiche: «Nella vita preferisco donne mature che hanno superato da tempo i trent’anni». Ma quando si torna a fargli notare il mai sopito sex appeal s’imbarazza quasi, e sminuisce: «Il fatto è che sono stato fortunato, ho lavorato con attrici brave e bellissime, e questo alimenta l’immaginazione femminile».
Arriva a cinquant’anni con molto garbo, l’Oscar per «Chicago» e tanto amore per Carey. «Ci sono altre cose che voglio fare» ha detto «ma i miei primi 50 anni sono stati più che soddisfacenti, perciò ora sono felice di avere un’altra persona su cui concentrare la mia attenzione». Dolce, dolcissimo, fin troppo: tra inni all’amore coniugale e alla meditazione tibetana si è rischiato il «divo in pantofole». «L’imbroglio», vedere per credere, rimette tutto in discussione. A 57 anni il bello, ma soprattutto bravo Richard Gere, ha ancora qualcosa da dire.

Tv Sorrisi e Canzoni n.43 - 2006
Domande e Risposte
Alfonso Signorini


  Ultimora Spettacoli

Sorrisi consiglia

Il sito che ti manda in tv Talent1

Le ultime notizie su
Le ultime notizie su Tgcom

I film nelle sale con
I film nelle sale con ComingSoon