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Siamo proprio una grande famiglia!
Nei loro concerti si trovano davanti ogni volta a migliaia di persone di ogni età. Quando tornano a casa c’è invece un pubblico critico e (se possibile) ancora più affettuoso: quello dei figli. Per festeggiare i 40 anni di carriera di Dodi, Roby, Red e Stefano, «Sorrisi» ha organizzato una grande festa. E ha scoperto che...
14/12/2006
di Andrea Bertuzzi
(foto Rino Petrosino)


Altro che «Uomini soli»! Quando girano l’Italia per i loro concerti, si trovano davanti ogni volta a migliaia e migliaia di persone di tutte le età, venute da ogni dove per acclamarli. E quando tornano in famiglia c’è invece un nutrito numero di figli (avuti dalle varie mogli e compagne) che li venerano. Per davvero. No, i Pooh non sono certo gli «Uomini soli» della canzone con cui vinsero Sanremo 1990. Per festeggiare 40 anni di onorata carriera hanno da poco pubblicato «Noi con voi», un prezioso cd + dvd in cui celebrano il trionfale tour che li ha visti protagonisti in 50 date in tutta Italia. «Sorrisi», invece, ha organizzato per loro una grande festa, riuscendo a riunire tutti (o quasi) i loro figli per un’esclusiva foto di gruppo.
Una grande famiglia, non c’è che dire. A guardarvi sembrate appena usciti dalla pubblicità del Mulino Bianco. Dov’è il trucco?
Dodi: «A quattro bravi ragazzi non poteva che andare così! La cosa bella è che i nostri figli sono davvero tutti amici perché sono cresciuti con noi ai bordi del palco».
Siete riusciti a restare uniti per 40 anni con lo stesso entusiasmo del primo giorno. Ma nella vostra vita privata non è andata altrettanto bene. Come mai?
Roby: «Per tutti noi è stato molto difficile riuscire a trovare un equilibrio. Abbiamo sempre dato tanto alla musica. Se il tuo tempo lo dedichi completamente o quasi al lavoro, è ovvio che devi penalizzare altre cose. Spesso ci hanno rimesso le nostre famiglie. Comunque, oggi abbiamo trovato un equilibrio anche a livello sentimentale».
Qual è stato il collante dei Pooh?
Red: «Dio ha voluto che questi quattro ragazzi, provenienti da quattro città diverse, con quattro culture musicali differenti, si incontrassero. Abbiamo dato vita a un gruppo che ha qualcosa di magico, ragionando sempre come la Nazionale di Lippi: tutti possono fare gol, basta meritarselo. Sempre senza un unico leader».
Stefano: «Ci siamo trovati come musicisti, prima che come amici. Merito di una buona stella, ma anche del successo».
Possibile che non abbiate mai pensato: «Mollo tutto»?
Roby: «A turno abbiamo vissuto delle crisi personali. Però, in quei momenti, c’erano sempre gli altri tre che hanno capito e aspettato. Penso che i Pooh resteranno nella storia sicuramente per le canzoni, ma soprattutto perché sono stati insieme 40 anni, uniti e compatti come una macchina da guerra».
Red: «Comunque, litighiamo spesso e siamo capaci di stare in riunione per otto ore solo per decidere se fare una copertina giallo chiaro o giallo scuro...».
Che padri siete stati invece?
Red: «Io sono stato attento e presente nonostante i miei impegni di lavoro. Porto sempre con me dei ricordi bellissimi dell’infanzia dei miei figli. Ne racconto uno: da piccoli, Chiara e Philipp organizzavano spesso degli spettacolini in casa in cui cantavano canzoni. Il biglietto per entrare nella “stanza della musica” era un bacio. Era bello, commovente e dolcissimo. Sono orgoglioso di avere una famiglia allargata ma vera».
Dodi: «Io sono stato presentissimo quando c’ero, assentissimo quando ero via. Certamente ho commesso degli errori, ma ho sempre avuto ben chiaro il fatto di avere una famiglia».
Roby: «I figli osservano i tuoi comportamenti, più che ascoltare quello che dici. Voglio sperare che abbiano sempre trovato in me un padre che ha trasmesso loro dei valori attraverso i comportamenti».
Stefano: «Con Silvia ho un rapporto splendido, la considero mia figlia a tutti gli effetti. Lei fa l’attrice (come nome d’arte ha scelto Di Stefano; ndr). Pensi che ha superato tutte le selezioni per il musical “Pinocchio” a mia insaputa. Un giorno me la sono trovata sul palco e mi sono arrabbiato molto perché non volevo fare nepotismi né un musical a conduzione familiare. Ma il regista Saverio Marconi l’ha voluta a tutti i costi per la sua bravura. Lei non vuole mai raccomandazioni! E a me fa piacere, perché credo che in questo mestiere ci voglia rispetto del talento».
Intanto, i figli dei Pooh gironzolano per il set fotografico. C’è chi, come Sara Battaglia, ha l’aria un po’ smarrita (della serie: «Ma che ci faccio qui?»): «Mi occupo di politica a Washington» spiega. «Sono in Italia per una settimana di vacanza...». Valentina Facchinetti, che lavora per l’ufficio stampa di RTL 102.5, racconta invece: «Tutti noi abbiamo seguito le varie tournée sin da piccoli, mimetizzandoci tra i fan delle prime file. Ancora oggi seguo almeno dieci concerti all’anno!». Suo fratello Roberto ci regala un aneddoto: «A volte dimentico il pass e capita molto spesso che la sicurezza non mi voglia far entrare nel backstage. Quando dico di essere figlio di Roby, quasi quasi mi ridono in faccia!». Alla domanda «Quale canzone i Pooh non avrebbero dovuto incidere?», Silvia Di Stefano ironizza: «Quante ore di tempo ho per rispondere?». Poi ride: «Sto scherzando! Direi “Se balla da sola”. Amo molto i Metallica e prediligo le canzoni più rockettare». Allo stesso quesito Chiara Canzian e Giulia Facchinetti intonano all’unisono: «Piccola Katy! A scuola tutti ci chiamano così: un vero tormento!». Chiara ha solo 17 anni e sta già preparando un disco tutto suo: «Ho composto le musiche, ma non trovo nessuno che scriva testi di mio gradimento. Ne approfitto per lanciare un appello...». Lei studia al liceo linguistico e quest’anno è arrivato un nuovo compagno di classe che si è scoperto essere un fan sfegatato dei Pooh: «Quando gli hanno detto di chi ero figlia non voleva crederci. Non è servito neppure fargli vedere i documenti!». Se si domanda invece: «In un’altra vita vorresti rinascere figlio dei...?», c’è chi risponde Rolling Stones (come Daniele e Roberto), Beatles (come Francesco e Sara) o Police (come Philipp). La più diplomatica è di sicuro Valentina che si chiede: «Perché? Esistono altri gruppi oltre ai Pooh?». Francesco (ex Dj), come sempre, non ha peli sulla lingua. E racconta: «Il regalo più bello che mi ha fatto papà è stato un viaggio a New York: però mi deve ancora dare i soldi...».
Torniamo dai Pooh per le ultime curiosità. Roby, come procede la sua collezione di bottiglie di vino?
«Sono arrivato a quota 2.500. Ora devo cominciare a berle!».
E i suoi elefantini, Stefano?
«L’ultimo censimento risale a dieci anni fa: saranno circa 6.000. Spesso qualche amico viene a casa e si frega i pezzi più carini...».
Dodi, cosa mi dice invece delle sue chitarre?
«Sono 40/50 ormai. Ma io non sono un vero collezionista, perché mi piace suonarle quotidianamente».
Nel 1973 Riccardo Fogli abbandonò i Pooh per amore di Patty Pravo. E al suo posto subentrò Canzian. Red, è vero che è devoto di santa Nicoletta Strambelli?
«Nicoletta è una mia amica. È veneta come me. Quando la vedo, le dico per scherzo: “Ogni mattina ti accendo un cero per la grazia ricevuta!”. E lei si mette a ridere…».














IL CHITARRISTA
Dodi Battaglia (Bologna, 1/6/1951, Gemelli) con i figli Daniele (25 anni) e Sara (31 il 17/12). Mancano Serena e Sofia. Serena e Sara sono nate dalle nozze con Louise, prima moglie di Dodi. Daniele è nato da Loretta, ex compagna del cantante. Sofia, l’ultima arrivata in casa Battaglia, è figlia di Paola la nuova compagna. Una curiosità: Daniele e Francesco Facchinetti sono legatissimi: amici sin da bambini, condividono lo stesso appartamento.
Quale canzone dei Pooh canti più spesso sotto la doccia?
Daniele: «“In diretta nel vento”, perché parla di uno speaker radiofonico (Daniele lavora a Radio Italia; ndr). È la mia canzone del cuore».
Sara: «Anche la mia preferita è “In diretta nel vento”. Mi piace soprattutto perché è cantata dal mio papà!».





IL TASTIERISTA
Roby Facchinetti (Bergamo, 1/5/1946, Toro) con i figli (da sinistra in senso antiorario) Roberto (19 anni), Valentina (29), Giulia (15) e Francesco (26). Manca Alessandra che, assieme alla sorella Valentina, è figlia di Mirella, la prima moglie di Roby; Francesco è figlio di Rosy, ex compagna del tastierista, mentre Giulia e Roberto sono nati dalle nozze con Giovanna.
Per farlo felice basta che...
Roberto: «Non ho dubbi: fargli tanti complimenti sul suo look...».
Giulia: «Farlo sorridere!».
Francesco: «Basta alzarsi con lui alle 6 del mattino per fare footing o, quando arriva l’estate, accompagnarlo a fare il bagno in mare nell’acqua gelata, sempre rigorosamente all’alba».
Valentina: «In realtà basta semplicemente sorridere! Al contrario, è più difficile farlo arrabbiare: succede però quando non si rispettano le sue passioni».





IL BASSISTA
Red Canzian (Treviso, 30/11/1951, Sagittario) con i figli Chiara (17 anni il 13/12) e Philipp Mersa (24). Chiara è nata dalle prime nozze (con la cantante Delia Gualtiero), mentre Philipp (che ha da poco esordito come batterista nel gruppo Capsicum Tree) è figlio di Beatrice, l’attuale moglie di Red che si considera suo padre putativo.
Il più grande pregio di papà è...
Chiara: «Non saprei quale scegliere: è comprensivo, simpatico, sempre presente pur viaggiando in continuazione. Insomma, lui è un vero amico!».
Philipp: «Red è davvero un grande comunicatore: sa sempre trovare le parole giuste per farti capire bene una cosa».





IL BATTERISTA
Stefano D’Orazio (Roma, 12/9/1948, Vergine) con Silvia Di Stefano (27), figlia della cantante Lena Biolcati, la sua ex compagna: D’Orazio la considera una figlia.
Qual è il regalo più bello che ti ha fatto?
Silvia: «Me ne fa tanti. Il più bello in assoluto è quando mi chiede di passare del tempo con lui, anche solo per una cena. Abbiamo un rapporto fantastico e ci compensiamo: lui è molto preciso, io tutto il contrario. La sua ironia mi aiuta nei momenti no».










ASSENTI GIUSTIFICATE DAI GENITORI


Nella foto di gruppo non le vedete perché erano assenti. Tutte giustificate, però. Alessandra Facchinetti (34 anni, a destra), stilista, aveva la febbre. Serena Battaglia (31 anni, al centro), vive invece a New York (anche lei lavora nella moda). La sorellina Sofia (1 anno, a destra), è rimasta a casa.
Alessandra: «Per fare felice mio padre basta trascorrere del tempo assieme a lui. Si arrabbia invece quando non rispondo al telefono. E ultimamente succede spesso!».
Serena: «Il regalo più bello che mi ha fatto papà è stata la "Barbie fior di pesco". laricordo ancora: bellissima! Il regalo più bello che potrei fargli io sarebbe tornare in Italia...».



(Tv Sorrisi e Canzoni n.51 - 2006)
Domande e Risposte
Alfonso Signorini


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