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No, non è la mia fidanzata segreta. È solo mia sorella
«I pacchi, la fama, l'affetto dei fan... le cose mi stanno andando bene. Ora mi manca solo una donna dopo la fine della mia storia d'amore. E i miei non aspettano altro: a loro andrebbe bene persino se portassi a casa una marziana»
6/2/2007
di Patrizia Guariento
(Foto R. Petrosino)

Da un certo punto di vista è l'eroe televisivo dell'anno: trionfatore del preserale di Raiuno, premiato come «conduttore rivelazione» con il Telegatto, insignito dalla critica di epiteti come «nuovo Bonolis» e «fenomeno della stagione». Ma a tanta gloria pubblica manca il contraltare privato: mai una paparazzata, mai uno scandalo, mai nemmeno la foto di «un'affettuosa amicizia». Sorrisi ha chiesto a Flavio Insinna di incontrare la sua famiglia. Lui, dopo molte insistenze, ha accettato di presentarne un campione, la sorella Valentina, che su Flavio ci ha anticipato un aneddoto rivelatore: «Da piccoli andavamo in vacanza in montagna, in Valle d'Aosta. Una sera, in albergo, manca la corrente elettrica... e io rivedo ancora oggi mio fratello, un bambino di dieci anni, peraltro timido, che nel buio, davanti alla fiamma del camino, intrattiene gli ospiti dell'hotel raccontando una barzelletta dietro l'altra. Ridevano tutti». Passiamo a lui, al fenomeno, la parola.
Scusi, com'è che dell'Insinna privato non si sa nulla? Perché lei, così corteggiato dalle donne, non ha una fidanzata?
«È il tasto dolente, l'ho avuta, ora non l'ho più. Vivo con mio padre e mia madre e sono single. Ragione per cui, come ho già raccontato, spesso mi domandano se sono omosessuale. La sera dei Telegatti ho riferito una di queste battute sulla mia presunta omosessualità pronunciata da un autore di “Affari tuoi”: davvero, era solo una battuta. Vladimir Luxuria ha presentato addirittura un'interrogazione parlamentare, ma credo che non abbia visto la tv, altrimenti avrebbe capito dal tono che era uno scherzo. Se, ripensando a quella battuta, la trovassi discriminatoria o offensiva, beh, chiederei scusa. Comunque, non sono omosessuale. Per dire, se mi danno del ladro, querelo. Ma non mi offendo se mi chiedono se sono omosessuale».
Che tipo di donna le piace? Che tipo cerca?
«Ho avuto relazioni importanti, sono stato molto amato, ma non è durata. Ora ci vorrebbe una donna solida, solare, tradizionale magari, che resti serena anche durante i miei momenti di malinconia o di silenzio. No, non c'è bisogno che assomigli a mia madre. I miei mi amano talmente che accetterebbero chiunque portassi a casa, anche una marziana, con sei figli marziani. Soprattutto quella che cerco dovrebbe essere una donna presente anche nei giorni di pioggia: nei giorni di sole sono capaci un po' tutti. Per ora, mi consolo con Lilly».
Chi è Lilly?
«Lilly è una tartaruga, ha la mia età, 41 anni, legalmente importata e registrata, mangia gli spaghetti col sugo e la mattina bussa per entrare».
In vacanza dove va?
«Lo so che a Roma prendono in giro Ladispoli, ma per me e gli amici con cui ci vado da sempre, cioè Antonio, Andrea, Romano e Paoletta, Ladispoli è meglio di Saint-Tropez».
Passioni nel tempo libero?
«Nel contratto degli attori c'è sempre la clausola “Si disinteresserà di tutto quello che può nuocere alla salute”. Per cui rinuncio sia a cose che mi piacciono molto, come la moto (ne ho venduta una nuova, grande, gialla, mai usata) o giocare a pallone, sia a cose di cui non m'importa niente, come i locali notturni e simili».
Musica?
«Tra i preferiti, al primo posto metto Frank Sinatra, per come riesce di colpo a sollevarti il morale. Al secondo Puccini. In macchina, però, sento Fiorello: sono un modugnano di ferro ma, nella raccolta “A modo mio”, Fiorello canta “Meraviglioso” meglio di Modugno».
Si è abituato al successo?
«Quando mi hanno chiamato per “Affari tuoi” ero mortificato perché sia la sitcom “Cotti e mangiati” che “Don Pietro Pappagallo” (che rifarei mille volte e ha avuto premi e recensioni molto lusinghieri) non avevano dato i risultati. Al provino di “Affari tuoi” ridevano tutti, cameramen e agenti della sicurezza, ma quando mi hanno preso ho provato un'incredulità di cui qualcosa ancora mi resta».
Il suo successo ha portato anche ombre, malignità: il Telegatto l'ha risarcita?
«Considero le malignità il termometro del nostro successo: basta uno sternuto e ne parlano tutti. Nascono leggende. Con gli autori all'inizio dicevamo: “Speriamo ci siano polemiche, se no vorrà dire che è un fiasco”. Quando vai bene dai sempre fastidio a qualcuno. Io sono totalmente sereno, mi spiace solo per quelli che lavorano con me e per mio padre. A lui ha fatto davvero molto male che qualcuno accusasse suo figlio».
Che farà ora?
«Come conduttore, esito. Che faccio, un monologo? E poi? I duetti sono stati fatti tutti, da Morandi, Celentano, Fiorello. E io non sono Fiorello, ho un numero 4 sulla schiena come i mediani, non il 9 del centravanti: sono prestato alla tv, sfrutto quell'elemento di teatro che c'è, ma non è il mio mestiere. Come attore invece mi aspetta una serie poliziesca per la Rai, “Ho sposato uno sbirro”».
E a Sanremo cosa farà?
«E chi lo sa? Ancora mi devo rimettere dalla sorpresa di Baudo che, collegandosi con “Affari tuoi” da “Domenica in”, mi ha detto “Ce l'hai lo smoking? Perché ti porto a Sanremo”. Voi non ci crederete, ma io l'ho saputo allora».

(Tv Sorrisi e Canzoni n.7 - 2007)
 La nostra vita oltre i pacchi
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Alfonso Signorini


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