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Il mio segreto di splendida 50enne
Un anno di separazione, trenta di carriera, e cinquanta candeline sulla torta. «Non sono mai stata così in forma e lo devo a Marco» spiega Barbara D'Urso. Una nuova fiamma? «Proprio no, è solo il mio motivatore atletico. In questo periodo sono single sto bene così». «Sorrisi» ha incontrato la conduttrice tv che ama i progetti e odia i bilanci
21/8/2007
di Aldo Dalla Vecchia
(foto I. Palombi / Studio Petrosino)

Barbara D’Urso ha finalmente vinto la paura dell’aereo per andare in vacanza, lasciandosi alle spalle un anno non facilissimo: nel privato, la separazione dal marito Michele Carfora; nella professione, la chiusura ancipata del suo «Reality Circus» su Canale 5, lo scorso autunno, e il difficile avvio, in primavera, di «Uno Due Tre... Stalla!» (che poi però si è ripreso, chiudendo al 25 per cento di share). Un anno indimenticabile, per la D’Urso, anche per altri motivi: il 7 maggio ha compiuto mezzo secolo, e in queste settimane festeggia il trentennale di carriera televisiva (il debutto nel 1977 a Telemilano 58, non ancora Canale 5).
E il cuore come sta?
«Meglio, grazie».
Le foto più recenti la ritraggono finalmente sorridente in compagnia degli amici e fra questi, sempre più spesso, c’è Marco Rustichelli. Lei però giura che è ancora single...
«Confermo».
E le foto?
«Marco è il mio “motivatore atletico”. È stato lui a mettere a punto l’Energy Age Program che sto seguendo anche in vacanza, un metodo che grazie all’allenamento, alla motivazione psicologica e a un’alimentazione personalizzata ti permette di essere sempre al meglio».
Scusi, cos’è un «motivatore atletico»?
«In parole povere, è colui che ti motiva ad andare avanti e che ti convince che puoi essere sempre il numero uno, ma solo se segui uno stile di vita preciso».
Parliamo di lavoro. Il prossimo autunno niente tv, ma teatro.
«Ogni anno mi arrivavano offerte, però dovevo sempre dire di no, perché a causa degli impegni in tv non posso permettermi tournée molto lunghe. Finché è arrivata questa proposta del Teatro Sistina. Ho chiesto a Pier Silvio Berlusconi e a Mediaset il permesso, che mi è stato accordato. Sarò in tournée 4 mesi, fino a tutto gennaio, in coppia con Maurizio Micheli in una classica commedia degli equivoci, “Il letto ovale”».
Poi, a inizio 2008, il ritorno in televisione. Con che cosa?
«Ancora non si sa. In questo momento in televisione si naviga a vista, i progetti prendono forma all’improvviso e in pochissimo tempo».
Com’era successo per il suo ultimo programma, «Uno Due Tre.. Stalla!».
«La “Stalla” abbiamo avuto un mese di tempo per prepararla e non è stata certo una produzione tranquilla. È cominciata in modo molto agitato e all’inizio gli ascolti non sono andati benissimo. Soprattutto, non c’era armonia tra alcune persone. Però non voglio essere polemica, e ci tengo a ringraziare gli autori di quella prima fase, che avevano accettato una sfida così ardua. Ancora di più però ringrazio Maria De Filippi e la produttrice Sabina Gregoretti che hanno poi preso in mano le redini del programma, permettendoci di chiudere al 25 per cento di share, che di questi tempi è un bel successo».
La sua ultima stagione non è stata fortunata. Prima della «Stalla», in autunno, c’era stato «Reality Circus», chiuso per mancanza di ascolti.
«“Circus” è, professionalmente parlando, uno dei miei ricordi più dolorosi. Era un bel programma nel quale credevo molto, con bei personaggi, una bella atmosfera e un bell’obiettivo: una volta tanto non una gara a chi litiga di più per mangiare più salsicce, ma una sfida vera, pulita, a superare le proprie paure. “Circus” non è stato capito. In quel momento andavano altre cose. Peccato».
Quest’anno festeggia i trent’anni di carriera televisiva. Il debutto nel 1977 a Telemilano 58, con il programma «Goal» accanto a Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Teo Teocoli.
«Sa che non se lo era ricordato ancora nessuno? Quest’anno si sono buttati tutti sui miei 50 anni. E invece io di quel debutto ho un ricordo meraviglioso. Si figuri che Canale 5 si chiamava Telemilano 58, e nel logo c’era ancora il biscione. Il direttore dei programmi era Mike Bongiorno, e facevamo le riunioni con Silvio Berlusconi nel suo ufficio viaggiante, un furgone grigio metallizzato dotato di un’enorme scrivania. Mi ricordo che all’epoca facevo qualsiasi cosa: non soltanto la trasmissione sportiva, ma anche gli annunci, i prossimamente, un programma con Claudio Lippi...».
Poco tempo dopo, nel 1980, è a «Domenica in» accanto a Pippo Baudo.
«Con Pippo Badudo c’è stato da subito un rapporto bellissimo, mi ha insegnato tanto. Fu lui ad affidarmi una trasmissione tutta mia in un’emittente privata siciliana, Antenna Sicilia».
Altro anniversario importante: i dieci anni della «Dottoressa Giò», la fiction che l’ha resa popolarissima.
«No, dài, dieci anni? Non ci posso credere! Ma è proprio sicuro? Non mi ero mai resa conto. Si figuri che è ancora talmente nel cuore della gente che ogni tanto mi fermano per la strada, soprattutto gli uomini».
Che cosa le dicono?
«“Dottoressa Giò, ho un dolore qui, che cosa posso fare?”».
E lei?
«Io gli rispondo: “Guardi che sono ginecologa”».
Un anno fa era nel pieno del suo «annus horribilis» sentimentale, culminato con la separazione da suo marito Michele Carfora. Ne vuole parlare?
«No. L’unica cosa importante è resistere e ancora resistere. Quando stai male e ti succedono cose cattive contro le quali non puoi fare nulla, penso che la cosa più importante sia la dignità. Adesso, un anno dopo, posso dirlo: ho mantenuto la mia dignità, nonostante tutto, e malgrado qualcuno abbia fatto il possibile perché ciò non accadesse».
A maggio ha compiuto 50 anni. Qual è stato il regalo più bello?
«I figli e gli amici mi hanno organizzato una festa a sorpresa molto divertente. Il regalo più bello però me lo sono fatto io, dichiarando i miei 50 anni. Non siamo in tante ad ammettere la nostra vera età. Una bella botta di autostima, no?».
È evidente che lei è in forma strepitosa. Non ci dirà che è tutto merito di madre natura e che non fa nessun sacrificio per tenersi in forma, vero?
«In realtà io mangio molto, perché costituzionalmente ho la fortuna di essere magra. Se dimagrisco mi si scava la faccia, mi vengono i buchi, e mi si rimpicciolisce il seno, motivo per cui devo fare una dieta ricca di carboidrati».
Lei dice di piacersi tanto. C’è una parte del suo corpo che magari non considera all’altezza del resto?
«Ho il complesso dei piedi brutti, anche se mi dicono che non è così».

(Tv Sorrisi e Canzoni n.35 - 2007)
Domande e Risposte
Alfonso Signorini


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