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Sono single ma nessuno mi crede!
«Non ho alcun flirt né con Valentino Rossi né con altri. È così strano che una ragazza della mia età sia libera?». Così Elisabetta Canalis, alla vigilia della finale del Festivalbar, parla a cuore aperto con Sorrisi della sua vita privata, ma anche della sua carriera. «Vorrei dedicarmi al cinema ma c'è molta diffidenza verso chi proviene dalla tv». Eppure in molti si sono ricreduti sulle sue capacità. «Ora manca all'appello solo mio padre»
22/8/2007
di Alex Adami
(foto S. Guindani / SGP)

Elisabetta è bella oltre il lecito. E, come se non bastasse, migliora con il tempo. L'avvicinarsi dei trent'anni l'ha resa ancora più sexy, se possibile. È sotto pressione, e si vede: fuma davvero troppo. Ma come spesso capita dà la colpa a chi le sta intorno. «Non ne accendo più di dieci al giorno» assicura. «Ma tutte le persone che lavorano con me fumano. Come posso resistere alla tentazione?». Elisabetta sorride e di buon grado spegne nel posacenere la sigaretta ancora a metà. «L'esperienza del Festivalbar è fantastica. Per chi fa il mio mestiere trovarsi sul palco di fronte a centomila persone è un'emozione unica. Ma certo la tensione si sente e questo non è il momento migliore per smettere con le sigarette».
Soltanto 10 anni fa avrebbe fatto carte false per vedere il Festivalbar da spettatrice.
«Vero. Per me, come per tutti, è stato sinonimo di estate».
Qualche ricordo in particolare?
«Mi rivedo assieme agli amici sulla spiaggia, con il radiolone a pile che suonava le canzoni del momento».
Conserva degli «scheletri musicali» nell'armadio?
«Devo dire che ho molto amato gli Articolo 31».
Non si tratta di un vero scheletro...
«Impazzivo per “Sei come la mia moto” di Jovanotti».
Così va meglio.
«Ho dato il tormento ai miei finché non mi hanno comprato il cd. In generale non ho aneddoti particolari riguardo alla musica. Le mie estati sono state quelle di tutti i ragazzi della mia età. Mare, sole, canzoni, amici. Anche oggi amo fare una vita tranquilla. Stare con gli amici, appunto. Magari uscire a cena».
I suoi amici saranno un po' in soggezione. La sua faccia è sui cartelloni pubblicitari di tutte le città d'Italia.
«Mi conoscono, hanno imparato a non fare caso a certe cose. Semmai vengono a vedere i miei provini per ridere di me. Comunque la campagna pubblicitaria della quale sono protagonista mi è stata utilissima».
E ci mancherebbe.
«Parlo della sicurezza che mi ha dato. Mi fa sentire bene. Arrivare in aeroporto e vedere il mio volto dappertutto è una cosa che ho sempre segretamente sognato. Anche se io riesco sempre a complicarmi la vita».
E perché mai?
«Magari una mattina mi sento stanca e penso: “Ecco, ora le persone che incontro mi guardano, poi vedono il cartellone pubblicitario e fanno il confronto…”».
Sinceramente: che cos'ha da temere?
«Mi sono sempre sforzata di rimanere con i piedi per terra. Non mi sento la più bella del reame e, anche per questo, la campagna pubblicitaria rafforza la fiducia nei miei mezzi».
Non le ha dato più sicurezza il fatto di aver recitato in un film campione d'incassi come «Natale a New York»?
«Sono due cose diverse. Anche quella è stata una soddisfazione, ma io ero solo una parte del progetto. Il cinema è una faccenda complicata, devi dedicargli tempo e studio. E se vieni dalla tv magari non basta neppure, perché ti guardano con diffidenza. L'unica artista che ha fatto cinema sul serio arrivando dalla tv è Vanessa Incontrada. Lei, però, è proprio un tipo speciale».
In passato ha dichiarato che l'ambiente del cinema italiano è snob.
«Non voglio sembrare quella che spara sentenze senza avere titolo. Lo premetto, il cinema non è il mio ambiente, posso sbagliarmi. Neppure voglio generalizzare o mettere etichette. Però, da quel poco che ho sperimentato, ho l'impressione che manchi una mentalità internazionale. In Italia se sei un attore di cinema devi per forza essere arrabbiato, trasandato e in guerra con il mondo».
Un ruolo cinematografico che le sarebbe piaciuto interpretare?
«È una domanda seria o vale sognare?»
Vale eccome.
«Ho amato molto il ruolo di Angelina Jolie in “Ragazze interrotte” e quello di Keira Knightley in “Domino”».
Nessun film italiano.
«Penélope Cruz in “Non ti muovere” era straordinaria. Ma il nostro cinema crea pochi ruoli femminili».
Meglio la tv, allora.
«In questo momento per me è certamente così. In fondo le cose sono anche scritte nel destino. Leonardo Pieraccioni mi scartò al provino de “Il pesce innamorato” perché mi trovò acerba e in fondo aveva ragione. Poco dopo, però, partecipai al provino per “Striscia” e da lì in poi le cose hanno iniziato a funzionare. Ha presente il film “Sliding Doors”? Una porta si chiude e se ne aprono altre».
Oggi si è fatta un'idea del motivo per cui Antonio Ricci la scelse?
«Credo che lui fosse attratto dalla mia goffaggine, devo averlo fatto ridere parecchio. Diciamo che io non sono mai stata Carla Fracci. Più in generale, Ricci riesce a vedere quello che vali prima e meglio di tutti. Intuisce anche qualità che neppure tu sai di avere».
C'è qualcosa di lei che Ricci non ha capito?
«Non lo so, ma mi piacerebbe sorprenderlo di nuovo. Chissà, magari in futuro mi capiterà di lavorare ancora con lui».
Maddalena Corvaglia, che Ricci scelse come velina bionda quello stesso anno, ha avuto una carriera meno folgorante.
«Si sbaglia. Maddalena è una forza della natura. Non ha ottenuto quello che ho ottenuto io semplicemente perché non le interessava. Lei ha fatto scelte diverse dalle mie e quasi sempre ha tentato strade più difficili. Si è messa a fare la radio per migliorarsi, tanto per dirne una. D'altro canto non credo che lei parteciperebbe mai a un programma calcistico come “Controcampo”».
Qual è stata la scelta più difficile della sua carriera?
«La tv vive di pregiudizi. Se hai l'immagine della bella ragazza, rischi di restare solo quello. Io ho lavorato su di me e sugli altri per far vedere quello che valevo. Ho giocato sull'ironia e sulla comicità, quando mi è stata data la possibilità».
La sua scelta peggiore?
«Quella di fare uno spot per delle scarpe da bambina. Ricordo che mi ero ritrovata su questo set popolato di bambine alte un metro che sgomitavano per avere la scena. Dietro le quinte c'erano le loro mamme che facevano anche peggio. Lo spot andò in onda soltanto per poche settimane, perché nel frattempo era uscito il mio calendario e si resero conto che non ero esattamente la testimonial adatta per delle bambine».
Si è detto anche che lei fosse in ballottaggio per condurre le «Iene».
«Non capisco chi abbia messo in giro la voce. La cosa non è mai stata in programma».
Negli ultimi anni ha fatto cambiare idea a molte delle persone con le quali ha lavorato.
«Il primo è stato Sandro Piccinini, che aveva delle perplessità sul fatto di portare una velina a “Controcampo”».
Infatti ha fatto carte false per riaverla al suo fianco nella scorsa stagione. Ce la farà anche per la prossima?
«Sicuramente. “Controcampo” è un po' casa mia».
Tornerà a lavorare pure con la Gialappa's?
«Mi piacerebbe tantissimo, è stata un'esperienza fantastica. Se hai lavorato con loro e con Antonio Ricci, poi non hai più paura di nulla».
C'è ancora qualcuno che vorrebbe far ricredere sul suo conto?
«Mio padre. Lui crede che il mio mestiere sia solo un gioco».
Il suo contratto con Italia 1 è di due anni. Le affideranno qualcosa di nuovo nella prossima stagione televisiva?
«Ho visto che bollono in pentola numerosi progetti interessanti, però non dico niente per correttezza e per scaramanzia».
Si vocifera di un talk show tutto suo.
«Non ne so niente. E se anche sapessi qualcosa, non ne parlerei adesso».
Negli ultimi tempi i giornali hanno parlato di un flirt con Valentino Rossi.
«Ah, ne ho uno anche con lui? Bene, l'importante è saperlo. Chissà poi dove lo trovo, il tempo per stare con tutte queste persone».
Era una domanda obbligatoria.
«Guardi, se lei non vuole credere a me, chieda ai miei amici. Si faranno una bella risata. Sono single, perché nessuno mi crede? Ma che cosa c'è di tanto strano?».

(Tv Sorrisi e Canzoni n.35 - 2007)
Domande e Risposte
Alfonso Signorini


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