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| BRITTI IMPARI A ESSERE PIÙ UMILE |
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20/7/2003 |
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Caro Direttore,
non amo le polemiche, mi annoiano e spesso si esauriscono in sé con la
stessa
consistenza dei fuochi fatui. Questa volta tuttavia faccio volentieri
un'eccezione.
Ho letto con interesse sia la lettera del fan di Britti sia la sua garbata
risposta. Mi ha lasciato invece francamente stupito e mortificato lo sfogo
volgare e spocchioso del cantante romano: uno sfogo che, a quanto mi è dato
vedere, mi sembra che corrobori piuttosto che smentire la delusione del
suo fan.
Non mi sembrava proprio il caso che in una circostanza come questa il signor
Britti dovesse fare sfoggio di certi superinflazionati aulicismi (le lascio
indovinare a quale parola alludo). Penso che un cantante (non me la sento
di chiamarlo artista), che deve il suo successo economico e mondano ad un
pubblico affezionato che paga profumatamente per andare a vedere i suoi
concerti tra applausi ed ovazioni, dovrebbe conservare almeno formalmente
un minimo di buona educazione e di stile. Forse il signor Britti ignora
che c'è gente che ha passato la vita a studiare nel tentativo di valorizzare
il proprio talento ed è costretta quotidianamente ad affrontare immani
sforzi e sacrifici per... sbarcare il lunario. Mi sembra che se c'è una cosa che
rischi oggi giorno di essere irrisa e calpestata, anche se verbalmente,
continua
ad essere conclamata a vanvera, sia proprio il talento, e non c'è cosa più
penosa e cattiva che stare qui ad ascoltare l'autore di.... 7000
caffè....... che, come un eroe tragico, si mette in posa per esibire come un rosario di doveri
e sacrifici i suoi privilegi ingombranti e offensivi.
Io fossi in lei, caro Britti, imparerei ad essere più umile e, ogni tanto, a chiedere scusa.
Adriano |
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D&R Domande e Risposte |
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