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| UN CONSIGLIO DA NEW YORK SUL CASO BRITTI |
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20/7/2003 |
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Caro Direttore,
mi chiamo Cristina e le scrivo da New York dove abito da 3 anni. Sono da sempre una lettrice di Sorrisi ed ora lo leggo online!
Le scrivo, oltre che per un saluto a lei e a tutta la sua redazione, per esprimere la mia modestissima opinione sul "caso Britti".
Mi dispiace per il suo fan Antonio, che ci sarà rimasto molto male, e mi spiace ancora di più dopo aver letto la rispostaccia di Britti...
Dall'"alto" dei miei 33 anni, però, vorrei dire una cosa ai giovani, stessa cosa che mi diceva sempre mio papà quando ero una ragazzina.
I cantanti, per quanto importanti sono nella nostra vita, sono figure effimere, ci piace la loro musica, ma deve finire lì. Noi fantastichiamo troppo su di loro, ma in realtà non li conosciamo affatto; attribuiamo loro un'importanza nella nostra vita che in realtà non hanno.
La nostra famiglia e i nostri amici, quelli si che sono parte della nostra vita;
i cantanti lasciamo che siano solo cantanti; ascoltiamo le loro belle canzoni, emozioniamoci, ma non aspettiamoci niente di più.
Sono persone come noi, con giorni sì e altri no, arroganti, simpatici, antipatici,
non mitizziamoli, perché non sono miti, sono persone normali come tutti noi!!
Grazie ancora per la compagnia che mi tiene Sorrisi online e un bacio all'Italia.
Cristina |
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D&R Domande e Risposte |
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