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| CI TERREI CHE ALEX BRITTI... |
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24/7/2003 |
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Caro direttore,
mi chiamo Maurizio e le scrivo da Pontedera. Ho seguito un po' la vicenda tra Alex Britti e un suo fan e vorrei esprimere un'opinione. Io capisco Alex quando dice che avendo praticamente i concerti uno dopo l'altro arriva ad un punto che è stanco e non solo fisicamente, e che quindi abbia bisogno di tranquillità e di riposarsi. Però in questo caso non me la sento di dargli tutta la ragione perché quello in questione era un concerto per beneficenza e per persone meno fortunate, per le quali una semplice carezza vale oro, tanto più da un loro idolo. Non è questione di idealizzare troppo i cantanti o meno: in questo caso è solo un problema di sensibilità e di educazione che, mi spiace dirlo, Alex non ha avuto. Sbagliare è umano. Anche se si è stanchi, 5 minuti per salutare un ragazzo disabile secondo me se si vuole si trovano lo stesso, perché per te che canti, fai il mestiere che volevi e hai tutto 5 minuti non sono niente (e non sarebbero niente neanche per un minatore....), mentre per un bambino o comunque una persona con handicap sono molto. Tanto più che per i disabili non sempre è possibile assistere a dei concerti.
Tutti sbagliamo e Alex in questo caso ha proprio sbagliato.... sarebbe già tanto che lo ammettesse, non c'è niente di male. Tutto sta nel dare la giusta importanza alle situazioni. Comunque ora non facciamone un caso mondiale, per piacere.
Grazie per l'attenzione, direttore, e ci terrei che Alex Britti leggesse questa mia lettera per sapere cosa ne pensa e se ho detto solo bischerate oppure è proprio così.
Arrivederci
Maurizio |
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