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Gli Anni 90
Tg e programmi di approfondimento caratterizzano l'intero decennio televisivo. Nel 1992 nasce il Tg5. E sull'onda di Mani Pulite si moltiplicano i talk show a tema socio-politico. Ma sono anche gli anni della riscossa della fiction all'italiana: dalle produzioni-monstre come "La piovra" alla lunga serialità di "Vivere" e "Un posto al sole". Senza dimenticare le nuove declinazioni della comicità
3/1/2004
di Aldo Dalla Vecchia

Gli Anni Novanta si aprono simbolicamente all'insegna dell'informazione: "Giovedì 17 gennaio 1991. Emilio Fede, direttore di VideoNews, è davanti alle telecamere con il programma "Studio aperto", che segue le fasi della crisi del Golfo. In collegamento da New York c'è Silvia Kramar, inviata del "Giornale" di Montanelli, che è sintonizzata sull'emittente Cnn. Sono le 0 e 39 e Silvia interviene concitata: "Si spara, si spara!". Così Fede è stato il primo a dare la notizia dell'attacco aereo degli americani in diretta" (Sorrisi n. 4/1991). Molti in Italia sentono parlare per la prima volta della Cnn, la tv via cavo fondata nel giugno del 1980 ad Atlanta dal magnate Ted Turner, e il cui slogan è "ventiquattro ore di notizie su ventiquattro".
E l'informazione (sotto forma di tg, talk-show o programmi di approfondimento) caratterizzerà l'intero decennio televisivo: dalla nascita del Tg5 (1992) ai programmi di Michele Santoro ("Il rosso e il nero", "Tempo reale", "Moby Dick"); da "L'istruttoria" di Giuliano Ferrara (1991) a "Milano, Italia" (condotta, nell'ordine, da Gad Lerner, Gianni Riotta, Enrico Deaglio). Senza dimenticare Mani Pulite, che prima di diventare, nel 1997, il titolo di un'inchiesta-reportage di Raidue, è l'evento più "mediatizzato" della decade (tanto per restare in ambito televisivo, basti ricordare i numerosi processi trasmessi in prima serata su Raitre, o i collegamenti durante il Tg4 di Emilio Fede, con "l'inviato a Palazzo di giustizia" Paolo Brosio).

Televisivamente parlando, sono tre le donne-simbolo del decennio: Ambra Angiolini, Alba Parietti, Mara Venier. La prima, all'inizio, è solo una delle tante ragazze che animano "Non è la Rai", programma di giochi e canzoni (scritto da Gianni Boncompagni e Irene Ghergo) in onda tutti i pomeriggi in diretta su Italia 1 dal 1991. Se la prima edizione è condotta da Enrica Bonaccorti, e la seconda da Paolo Bonolis, nel 1993 la trasmissione diventa autogestita dalle ragazze. È allora che diventa un "cult", prima mediatico, poi popolare, con tanto di gadget e merchandising dedicato (libri, diari, magliette, riviste, figurine, compilation musicali). E Ambra? "Chiedete a una delle nuove leve di "Non è la Rai" com'è Ambra, e avrete risposte del tipo: "Ambra è un mito, Ambra è la sorella che vorrei avere", "Ambra è bellissima". Se la stessa domanda arriva in contemporanea a tutte via megafono, dall'esercito di teen-ager scatenate sale un unico, entusiastico urlo: "Ambra è pazzescaaa!"" (Sorrisi n. 37/1994).

Di Alba Parietti fino al 1990 pochi avevano sentito parlare: moglie separata di Franco Oppini, uno dei Gatti di Vicolo Miracoli, è comparsa in "Galassia 2" (1983) di Gianni Bonconpagni e in "Giallo" (1987) con Enzo Tortora, nel ruolo di Mistiria. Durante i Mondiali di calcio Italia '90, complice uno sgabello, Alba Parietti diventa, con "Galagoal" su Telemontecarlo, la più concupita dagli italiani. Ancora quattro anni dopo, in occasione dei Mondiali Usa '94, lei e Valeria Marini saranno "Le sirene del mondiale" (Sorrisi n. 28/1994) delle prime serate di Raiuno.

Destino analogo per Mara Venier (anche lei ex compagna di un Gatto di Vicolo Miracoli, Jerry Calà): vent'anni di carriera ai margini, seguiti da un exploit fragoroso. Al debutto della "Domenica in" condotta da Luca Giurato (Sorrisi n. 43/1993), la Venier è solo uno dei nomi del cast, che comprende anche Monica Vitti, don Mazzi, Fiordaliso e Francesca Alotta. Poche settimane, e Mara è diventa "la signora della domenica". Un successo che dura quattro anni e altrettante edizioni di "Domenica in", prima dello scandalo telepromozioni che segna il (momentaneo) addio della Venier alla Rai e il (poco fortunato) approdo su Canale 5, con programmi-flop come "Ciao Mara", "Una goccia nel mare", "Forza papà", "La vita è meravigliosa".

Sul fronte della "fiction" (termine che entra nel linguaggio comune a partire dagli Anni Novanta), si registra la riscossa degli italiani. Non più soltanto "La piovra" (10 serie dal 1984 al 2001), ma anche "La dottoressa Giò " (dal 1995), "Il maresciallo Rocca" (dal 1996), "Un medico in famiglia" (dal 1998), "Ultimo" (dal 1998), e la lunga serialità inaugurata con "Un posto al sole" di Raitre (dal 1996) e "Vivere" di Canale 5 (dal 1999). Dall'estero, cattive notizie per i fan di "Dynasty" e "Dallas", che dopo molte stagioni chiudono i battenti, rispettivamente nel 1990 e nel 1992. Ma niente paura: al loro posto arrivano "Beverly Hills 90210" (dal 1992), "Baywatch" (dal 1993), "ER Medici in prima linea" (dal 1996), "Friends" (dal 1997) e naturalmente "Beautiful", la soap dei record (dal 1990, prima su Raidue, poi su Canale 5).

All'inizio degli Anni Novanta, l'Italia televisiva freme per "I segreti di Twin Peaks". "L'omicidio di una ragazza di diciassette anni sconvolge la vita della tranquilla cittadina di Twin Peaks mettendo a nudo insospettabili retroscena dell'esistenza dei suoi abitanti. A guidarci in questo viaggio inquietante nella provincia americana è David Lynch, vincitore a Cannes con il film "Cuore selvaggio". Alla sua prima regia televisiva ha colto uno strepitoso successo: l'episodio iniziale della serie è stato visto negli Stati Uniti da 35 milioni di spettatori" (Sorrisi n. 2/1991). Nel nostro paese "I segreti di Twin Peaks" viene programmato su Canale dal 9 gennaio 1991, con risultati strepitosi: audience altissima, gruppi di ascolto, critiche eccellenti, e la pubblicazione de "Il diario di Laura Palmer" scritto dalla figlia di Lynch. Una segnalazione a parte merita Mr. Bean. "Trasmesso in 94 nazioni, in patria è la commedia Tv Anni 90 di maggiore successo con oltre 18 milioni di spettatori" (Sorrisi n. 24/1997). Sui nostri schermi viene programmato da Canale 5, inizialmente come riempitivo, per poi diventare, a furor di popolo, un appuntamento fisso nel palinsesto.

Il genere televisivo di più eclatante successo del periodo è il cosiddetto "reality-show". Anticipato negli Anni Ottanta da trasmissioni come "C'eravamo tanto amati", "Gelosia", "Perdonami", "Scene da un matrimonio", dove per la prima volta sono protagoniste le persone comuni, il "reality" incrocia gli elementi della "tv verità" con i classici meccanismi dello show televisivo. I due esempi più significativi per successo e durata sono "Stranamore" con Alberto Castagna (dal 1994), e "Carràmba che sorpresa", che nel 1995 segna il ritorno in Italia di Raffaella Carrà dopo quattro anni di trasferta spagnola: "Clima da servizi segreti al quartier generale della Carrà, l'Auditorium del Foro Italico a Roma, tempio dei concerti di musica classica trasformato in studio televisivo. Per il suo ritorno a Raiuno, Raffaella ha voluto mantenere il massimo riserbo. I primi indizi per scoprire come sarà il suo nuovo show (nove puntate a partire da giovedì 21 dicembre in prima serata su Raiuno) li troviamo nel titolo: "Carràmba che sorpresa". C'è l'omaggio alla star ("Carrà"), c'è la Spagna portafortuna ("Caramba" vuol dire "Accidenti!") e c'è l'idea portante dello spettacolo, "la sorpresa" (Sorrisi n. 50/1995).

Fra gli altri successi del decennio, ci sono la corazzata "Scommettiamo che?" presentata da Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci (dal 1991), il "Karaoke" che fa conoscere a tutti il fenomeno Fiorello (dal 1992), "Le iene" di Simona Ventura (dal 1997), "Francamente me ne infischio" che segna il ritorno in video di Adriano Celentano (dal 1999), (quasi) tutti i programmi della banda de "La Tv delle ragazze" di Serena Dandini (dal 1988), tutti i programmi della Gialappa's (da "Mai dire Mundial" del 1990). E un fuoriclasse senza tempo come "Blob" (dal 1989).

L'8 giugno 1999 muore una delle colonne della televisione italiana di sempre: Corrado Mantoni. Nell'autunno del 1997 aveva presentato la decima edizione de "La corrida" televisiva, come sempre record di ascolti.
A giugno 1999, in seconda serata su Canale 5, vanno in onda le cinque puntate de "Il Mattatore. Corso accelerato di piccole verità", di e con Vittorio Gassman. "Il Mattatore è un programma fatto con leggerezza, in cui dico a una platea grande le cose che ho appreso attraverso un'esperienza teatrale assai lunga" (Sorrisi n. 26/1999). Sarà il suo congedo dal piccolo schermo.


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