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| I vostri messaggi dedicati a MARCO PANTANI |
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25/3/2004 |
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Pantani infangato nuovamente (Mara Marteletti, 24/03/04)
Marco non si drogava (Bruno, 16/03/04)
Vai Panta! (Roby, 5/03/04)
Ancora su Pantani (Arianna, 4/03/04)
Una poesia per "il Grande" (Gigliola Mazzali, 3/03/04)
Pietà per il Pirata (Un lettore, 3/03/04)
Pantani (quasi) come Tortora (Carmen, 1/03/04)
L'ora del silenzio (Federica, 1/03/04)
Avete una vaga idea di che cosa sia la depressione? (Marina, 1/03/04)
Ma il doping non dà dipendenza (Una lettrice, 1/03/04)
Perché solo lui? (Elisa, 29/02/04)
Quel ragazzo "pelato" che non c'è più (Un lettore, 29/02/04)
Una poesia per ricordare Marco Pantani (Pino Tropeano, 29/02/04)
Pantani drogato? Sì, di ciclismo (Claudio Golinelli, 29/02/04)
Pantani ha pagato più degli altri (Arianna, 27/02/04)
Accaniti contro Pantani (Lele '84, 27/02/04) 
La legge è uguale per tutti? (F.C., 27/02/04)
Allibito per quella lettera e da quella risposta su Pantani (Giorgio, 27/02/04)
La morte di Pantani (Silvia C., 26/02/04)
Questa volta è un'infamia (Valentina, 26/02/04)
Il caso Pantani (Lorenza, 26/02/04)
Perché solo per Marco Pantani? (Max, 25/02/04)
Pantani (Marina, 25/02/04)
Una poesia per il Pirata (Adriana, 23/02/04)
La fine di Marco (Monica, 23/02/04)
Pantani, riflessioni sulla lettera di Paolo (Valentina, 23/02/04)
In risposta alla signora Giuliana D'Alba (Bruna, 23/02/04)
Pantani e i suoi genitori (Loredana Siciliano, 23/02/04)
La mamma di Pantani (Giuliana D'Alba, 20/02/04)
Un immenso vuoto (Biancamaria Falavigna, 20/02/04)
Il caso Pantani e i giornalisti (Giovanni La Rosa, 19/02/04) 
PER PANTANI
Buongiorno!
Mi chiamo Giulia Scatena ed ho 23 anni. Ho praticato
sport a livello agonistico per 11 anni. Facevo
atletica leggera ed ero una bella speranza. Mi sono
tolta le mie soddisfazioni, poi un anno fa per
problemi fisici e per la mia stanchezza a rialzarmi di
fronte all'ennesimo infortunio, ho deciso di attaccare
le scarpe al chiodo e di dedicarmi alla mia vita che
verrà, dato che comunque della mia atletica non avrei
potuto vivere con i guadagni che ci sono.
Questo solo per parlare due minuti di me. In realtà mi
sono decisa a scrivere guardando la replica del
Maurizio Costanzo Show. Personalmente stimo molto
Costanzo come persona, anche se talvolta non sono
d'accordo con ciò che dice, ma soprattutto per come lo
dice.
Stanno parlando del povero Pantani, che ci ha
lasciato, che ha lasciato questo mondo che lo ha
osannato e lo osanno quando era ed è troppo facile
farlo. E' stato troppo facile festeggiarlo e
divinizzarlo nel '98 come lo adesso che non c'è più.
Questa è pura ipocrisia, di tutti. Anche io che
comunque non ho mai scritto niente in suo favore prima
di adesso. Ma ora sarebbe veramente molto importante
se tutti quelli come Costanzo smettessero di indagare
su qualcosa che già si conosce. E' il momento di agire
per bloccare queste.. si indaga quando non si conoscono
i fatti.. ora si deve agire. Costa molto fermare questo
processo di doping?...credo che la vita di un 21enne
che muoie in campo in Portogallo, valga molto di più.
Per tornare a Pantani... si dopava, come tutti i suoi
colleghi, anche coloro che ora vengono osannati perchè
sono campioni. Qualcuno ha detto, a ragione, che
Pantani era un fuori classe, una tacca sopra gli altri
e che per rimanere tale, per mantenere la stessa tacca
quando gli altri si dopavano, ha dovuto farlo anche
lui. E' ingiusto, ma è comprensibile anche se da parte
mia non giustificabile. Ma di qui a dire, come
Costanzo, che uno come lui va compatito, ci deve fare
pena..mi dispiace ma non ci sto!!!
Mi spiace molto per la sua morte, davvero.. ma Pantani
era un tossicodipendente; non per la cocaina che è
stata trovata nella sua camera. Lui era già un
tossicodipendente da doping e se smetti quello, devi
prendere qualcos'altro. E' successo a lui, poteva
succedere a qualsiasi altro ciclista del suo giro.
Hanno voluto lui, perchè non lo so ma sono sicura che
se prendevano un altro succedeva la stessa cosa. Poi
lui era un carattere introverso.. non lo conoscevo.. ma
se è così di certo, il menefreghismo della gente,
anche di quella che ora si professa come suo caro, non
l'ha aiutato affatto.
Pantani era depresso.. ma era depresso e
tossicodipendente perchè a suo tempo, quando ancora
aveva un cervello "sano" aveva fatto delle scelte.. e
tutte le scelte prima o poi si pagano.
Quindi basta indagini, basta parole dott Costanzo!!
Tutto ciò non rende giustizia a Pantani..r ende solo un
altro po' di fama a lei che non ne ha certo bisogno.
Se fosse stato un qualsiasi altro tossicodipendente,
nessuno ne avrebbe parlato. Se non fosse morto, anche
lei dott. Costanzo non ne avrebbe parlato.. anche lei
lo ha lasciato solo come tutti gli altri. Lasciamo
stare Pantani.. la vita gli ha presentato il conto che
doveva pagare, e lui, da solo, ha saldato il suo
debito.
Spero che almeno qualcosa di questa mia lettera, venga
pubblicata. Non ho mai scritto niente in vita mia. Non
cerco pubblicità. Vorrei solo un po' di silenzio, per
non vedere più piangere gli anziani del bar...
Giulia Scatena
UN ULTIMO SALUTO AL PIRATA
Voglio esprimere tutto il mio dolore per la morte del Pirata; quando sono
venuta a conoscenza della notizia mi è scesa una lacrima e non ci credevo e
tutto oggi ancora è così. Sembra impossibile che se ne sia andato lo
scalatore più acclamato di tutti i tempi, quello che non saliva le montagne
ma le guardava in faccia e poi le divorava. Provo quasi un puntina di odio
per tutti coloro che propongono agli atleti di usare sostanze per essere più
forti e per tutti quelli che accettano e che non vengono scoperti. Mi pongo
un domanda: perchè controllare solo alcuni ciclisti e non tutti? Con questo
dubbio, che mi porto avanti da parecchi anni ormai, faccio un ultimo saluto
a Marco che secondo me non è stato ne il primo e non sarà nemmeno l'ultimo a usare sostanze ma che è stato uno dei pochi ad essere un vero scalatore!
Addio Pirata.
Heyjude400
PERDONACI, PANTANI
Volevo rispondere a Massimiliano da Roma, il quale ha fatto un discorso fuori luogo, e ipocrita.
Ha scritto:
Facile per tutti noi ora ritrarre quel dito puntato,
e semplice è nel lutto elogiare l'uomo che si celava dietro l'errore commesso,
difficile è invece ammettere chè è proprio in quell'errore che l'uomo è morto,
e nella disperazione dell'ingiuria dopo il trionfo, che esso ha smesso di lottare...
addio Marco,
addio nei tuoi sbagli,
perché tutti ne commettiamo,
addio nei tuoi trionfi,
perché tutti ne siamo stati orgogliosi,
e addio nel tuo ricordo,
perché è l'unica cosa che ci rimane di te.
Massimiliano (Roma)
Cosa vuol dire ?... Pantani poteva essere l'atleta più dopato del mondo... ma per questo doveva morire ?
Avesse anche commesso l'errore... la giusta punizione è la morte ?
Guarda, io pratico Mountain Bike a livello agonistico, sono in una squadra, Ti posso garantire il doping è ovunque, nelle palestre, come nel ciclisimo amatoriale, io penso sia assurdo che un ciclista amatoriale possa arrivare a doparsi, ma è cosi.
Vedi ragazzi che dimagriscono in pochi mesi, prestazioni che aumentano a dismisura...
Io personalmente non ne faccio uso, perchè non mi voglio rovinare per un 50° posto su 1500.
Penso che Pantani abbia pagato per tutti, come Craxi nella politica.
Credo che dopo Madonna di Campiglio, lui avesse la sensazione che la gente potesse mettere in dubbio tutto quello che avevo fatto nella sua carriera.
Aveva paura che la gente pensasse che anche tutte le altre vittorie, fossero inquinate.
E io francamente, non penso che se lui avesse avuto la coscienza sporca, se avesse davvero preso delle sostanze, quale motivo avrebbe avuto di prendersela cosi tanto ?
Dario Frigo lo hanno beccato con le sostanze in camera, e lui ha confessato...si è vero mi dopavo, e Garzelli fermato anch'esso per ematocrito alto come Pantani.
Solamente che questi due non hanno avuto sette procure a tormentarli per 5 anni.
Gasparri ha detto che a suo figlio quando sarà grande racconterà di Coppi, Bartali, Mennea, mentre con Pantani dovrà fare un discorso più ampio...
Mi sembra incredibile che ancora oggi, ci sia gente che crede il doping sia un invenzione degli anni novanta!!
Pensate davvero che 60 anni fa, non prendessero niente ???!!
Negli anni '70 tiravano giù di quelle bombe, che avrebbero fatto collassare un cavallo.
Se i controlli ad alta tecnologia di oggi, ancora non riescono ad arginare questa piaga, pensate davvero che 60 anni fa, i controlli erano ottimi, e tutti erano puliti e lindi ??... Ma per piacere!!
Il doping e' sempre esistito, certo è bello pensare ai grandi del passato come eroi, puliti e forti....ma non siamo ipocriti.
Anzi è prevedibile pensare che con la bassa tecnologia nei controlli del passato, chissà quante vittorie sono state falsate. E guardate che i campioni del passato sono come quelli di oggi, si vuole sempre vincere, e per farlo anche una volta si faceva di tutto.
Un'altra cosa: Pantani non era un debole, era uno con due palle così!
Basta con queste fandonie, vorrei vedere chi avrebbe avuto la forza di rialzarsi dopo i mille incidenti avuti dal pirata, le gambe rotte, il ginocchio spaccato, è sempre ripartito a testa alta.
Vorrei proprio vedere chi avrebbe avuto il coraggio di ricominciare, lui invece l'ha fatto, ha trovato le vittorie, il giro, il tour...e poi...poi
Quando ti tolgono un giro già vinto, un'accusa mai provata, una colpa per un reato non perseguibile, l'accanimento giudiziario, le sette procure, i processi, l'addio della fidanzata, la solitudine, la diffidenza di alcuni tifosi, il dover dimostrare di essere sempre il campione...
A chi non verrebbe una depressione?
Aveva 34 anni, non meritava una fine cosi, anche se dopato...non avrebbero dovuto accanirsi cosi, quei maledetti infami giudici.
Era colpevole? Sono passati 5 anni: dove sono le prove?
Un'ultima cosa, se tutti in quel giro avessero usato sostanze dopanti, avrebbe vinto lo stesso perché era comunque il più forte.
Con o senza doping.
Addio coraggioso pantani.
Perdonaci.
Marco '76
ADDIO MARCO
Carissima redazione di Sorrisi,
volevo innanzi tutto fare le mie più sentite condoglianze
alla famiglia di Marco Pantani e anche dire due parole sulla sua
scomparsa... In questi giorni, dopo il tragico avvenimento, tutte le reti TV
e tutti i giornali hanno continuato a parlarne e a commentare ingiustamente
tutto ciò che succedeva, e lo continuano a fare!... io dico BASTA... facciamo
sì che ci resti un bel ricordo di lui e non l'immagine che la televisione ci
sta offrendo!!! Io personalmente non ho mai seguito con grande passione lo
sport e tantomeno il ciclismo, sono solo un ragazzo di 17 anni a cui non
piace che si parli in questa maniera di un uomo che è stato un garnde
ciclista italiano: addio Marco Pantani!
Distinti saluti
Matteo
UN PIRATA DIVENTATO LEGGENDA
Se n'è andato su, tra le nuvole, come quando partiva e non lo fermava più nessuno, mandando noi tra le nuvole per la gioia di vederlo vincere e scattare...
Se n'è andato lasciandoci il ricordo del suo viso sorridente, quando tutto e tutti sembravano sorridergli... Se n'è andato troppo presto, lasciando un vuoto incolmabile...
Grazie Marco, grazie per tutte le emozioni che ci hai fatto provare. Sarai per sempre un mito, una leggenda, un uomo da ammirare e rispettare in eterno...
Ciao pirata! G.
SPERIAMO CHE SERVA A QUALCOSA
A Marco ne hanno dette di cotte e di crude sul tuo conto (anche ieri);
forse la colpa di tutto è da attribuire a chi ha ridotto lo sport in un
business e ha fatto perdere il vero valore sportivo. Spero che la morte di
Marco non sia inutile, ma ci faccia aprire gli occhi su quello che accade
realmente nel mondo dello sport.
Chiacchiere a parte... Marco grazie.
Sarai sempre nei nostri cuori in una sola voce: vai, Pirata!
Un lettore
PANTANI, IL DOPING E I BROCCHI
Quanta retorica! Pantani è morto e i mea culpa si sprecano : "è colpa nostra che...," " è colpa di tutti noi....", "è stato
lasciato solo....". Tutti si affrettano a dare spiegazioni e si inventano profondi conoscitori della mente, psichiatri e via dicendo. Pantani ha sempre saputo quello che faceva, era pienamente cosciente che si dopava e forse incosciente delle
conseguenze. D'altronde non poteva certo stare a guardare gli altri che si impasticcavano, che facevano emotrasfusione
e arrivare mezz' ora dopo. Ho fatto sport agonistico (atletica) e posso assicurare che, nel mio piccolo, avrei da raccontarne parecchie.... Ma i campioni come Pantani rimangono campioni, perché il doping fatto sui brocchi non fa effetto (a parte qualche momento estemporaneo di gloria...). Il fisico e la mente di Pantani lo hanno portato a fare cose straordinarie, andava in salita a medie orarie spaventose (ricordo in una tappa del giro che doveva chiudere le curve in salita per non andare a battere contro il muro!), e alla fine di tutto il suo fisico e la sua mente gli hanno chiesto il conto di imprese sovrumane. Non mi sento colpevole della morte di Pantani, perche' è morto nella maniera in cui muoiono i grandi miti sportivi e non : era il suo destino di uomo che deve strabiliare fino alla fine.
E' morto come Coppi, come Villeneuve, Senna, James Dean e via di questo passo. Sicuramente diventerà un eroe del suo sport e tutti diranno "è stato il più grande", anche se l'ultima volta che hanno visto una bici erano ragazzini! Sono sicuro che Marco Pantani sta molto meglio ora e finalmente ha trovato la pace tanto cercata, ed io lo ringrazio per avermi fatto emozionare guardando le sue corse (sono stato sul punto di comprarmi la bici da corsa!).
Ma credetemi, non è colpa di nessuno.....
Il doping nello sport non è sparito, anzi non illudiamoci che qualcuno si spaventi: quello che prendeva Pantani è già stato superato da medicine ancora più pericolose e performanti e aspettiamoci ancora drammi di questo tipo.
Paolo
A MARCO PANTANI
"La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto"
(F. Pessoa)
Ciao Marco, continuerai a vivere per sempre nel cuore di chi ti ha amato.
Michela (prov. Macerata)
MARCO, VITTIMA DI MOSTRI
Uniamoci tutti per diffondere la cultura dello sport.
Non si può massacrare la gente dopandola per vincere.
Forza Marco, speriamo che si possa ripulire lo sport dalle sozzure.
Tu pirata sei stato vittima di mostri che ti succhiavano il sangue per vincere.
Grazie Marco
Rosalba
PANTANI E L'UOMO INVISIBILE
Caro Direttore, vorrei dire la mia sull'uomo invisibile.
"L'uomo invisibile" è la cattiveria (dovuta ad alcuni uomini, ad alcune corporazioni) che cammina indisturbata (perchè è invisibile) in tutto il mondo; l'uomo invisibile non sappiamo e non vediamo come agisce, ma le sue azioni sono sotto gli occhi di tutti (Pantani, Falcone e Borsellino, Nassyria, Iraq, Biagi, Israele, ecc...).
Siamo bravissimi ad incolpare (giudici, politici, tv, giornalisti, brigate rosse, mafia, Saddam, Bin laden, ecc...) ed a trovare le cause di queste tragedie, ma non si ha la volontà e/o la possibilità di fermare questo uomo invisibile; giudici, politici, tv, ecc...(ovviamente non parlo di tutte le persone di queste categorie) sono uomini visibili (ed anche molto), ma il loro potere rende le loro azioni invisibili (il caso Parmalat come si spiega???). Anche nel film "l'uomo senza ombra" si vede ciò che può fare un uomo invisibile!
Una soluzione? Per esempio: se Pantani è stato ucciso anche e sopratutto da un comportamento scorretto di certi giudici e giornalisti, cerchiamo di sopprimere questi comportamenti una volta per tutte; evitiamo (in ogni campo) il muro contro muro... Altrimenti usciremo tutti sconfitti!
Mi scuso per il disturbo; grazie e buona giornata.
Rimando queste considerazioni (poichè non ho visto nessun segnale di vita, forse perchè non è arrivata) aggiungendo un altro particolare molto pesante; infatti domando:
c'è un filo comune che lega le morti di Pantani, Tortora, Cagliari, Gardini, Craxi, Biagi (complimenti a politici e giornalisti), ed altra gente che purtroppo non ricordo (e di questo mi scuso)?
Capisco che sono provocazioni molto forti, ma qualcuno si deve svegliare in Italia per cambiare questa situazione, io sto provando ad far suonare la sveglia col suo aiuto!
Grazie
Tony
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Doping nel ciclismo, torna attuale un'inchiesta di Epoca del 1996 |
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"Andrò via in punta di piedi", la canzone di Pantani |
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D&R Domande e Risposte |
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