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| BUFFY E NEMO |
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28/4/2004 |
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Caro direttore,
è sempre una lotta. Perché ogni volta che qualcosa di lontanamente intelligente compare in
televisione ad orari pomeridiani questo deve lottare contro tutti?
Le scrivo in merito alla lettera della madre che protesta per la messa in onda di Buffy alle 15, invocando la fascia protetta. Fascia protetta, che per inciso, inizia alle 16 e non alle 15, ma certo molta gente, quelle stesse persone che l'hanno voluta, paiono dimenticarlo. Non è la prima volta che vedo cose di questo di genere, ed ogni volta ne ricavo la stessa impressione. Che le madri non vogliano una tv formativa, ma si limitino unicamente a desiderare la Baby sitter davanti a cui, "parcheggiare" il pupo per ore e ore.
Paiono insomma dimenticare che il vero scopo del bambino è crescere, non aspettare di crescere.
Mi presento, io ho 35 anni e certo non corrispondo all'immagine dello spettatore medio di Buffy che dà Italia1. Ma io sono uno di quei ragazzi che è cresciuto di fronte alla tv, quando la fascia protetta non esisteva. Fatevi due conti, ero piccolo negli anni 70, quando impazzavano le piccole tv private, quando i teleschermi erano pieni di cartoni animati giapponesi di tutti i generi, anche molto intelligenti, non certi quelli di oggi, che sono solo mega-spot pubblicitari per giocattoli. Quando i film di fantascienza degli anni 50, quelli pieni di mostri e gente ammazzata, andavano in onda tranquillamente alle 16, con pochissime censure.
E i miei valori nascono da quella televisione. Ma non perché mia madre si rifiutasse di fare il proprio dovere, ma perché ho perso mio padre a 7 anni e poveretta era costretta a mantenere me e mia sorella maggiore. Era costretta a buttare la mia vita per mantenerci.
Ora non voglio certo ponderare se quei valori che mi sono stati dati siano giusti o no.
Ma non riesco a comprendere perché il Moige si scagli tanto contro la violenza in sè, senza guardare altro.
Perché nessuno sembra scagliarsi contro i reality show che impazzano ad ogni ora? O con quegli assurdi programmi in cui la gente va in tv a sbandierare i propri panni sporchi di fronte al mondo intero. Perché nessuno se la prende mai con la pubblicità?
La pubblicità porta a comportamenti imitativi.
Compra questa bicicletta e farai invidia agli amici. Compra queste scarpe e sarai alla moda. Compra questa bambola e sarai felice. Poi il bambino vede un cartone animato come i Pokemon in cui la violenza è totalmente svuotata delle sue conseguenze negative. E' solo un gioco in cui tutti si danno le botte ma nessuno si fa male veramente. Cosa potrebbe essere portato a pensare? Insomma perché tante ragazze sembrano sognare unicamente di fare la velina? Perché programmi con le veline hanno tanto successo? Perché l'unico scopo nella vita di questo nuovo millennio pare essere andare in televisione? Parafrasando Albert Finney in "Quinto potere", "Noi siamo la realtà, non la televisione."
Ma queste considerazioni non le fa mai nessuno.
Io invito tutte queste persone a fare un piccolo esperimento. Spegnete il televisore. Andate in libreria e acquistate due volumi editi dalla Bompiani: "Fiabe italiane" di Italo Calvino, ve lo portate a casa e ve ne leggete un paio ogni sera prima di andare a dormire. Non è molto impegnativo, perché le fiabe non sono più lunghe di 6 pagine. Tenete sul comodino un blocchetto degli appunti e segnatevi ogni atto di violenza che viene perpetrato in quelle fiabe. Probabilmente ce ne vorrà più di uno. Vi giuro, è uno stillicidio, intere scuderie di cavalli squartati, gente ammazzata, alberi che nascono sulle loro tombe e flauti che, ricavati da quelle piante, accusano gli assasini portandoli al rogo, tutte così.
E sono le nostre radici, la nostra storia. I nostri padri, i nostri nonni derivano da questo. Ancora dubbiosi? Immagino che la madre autrice di quella famosa lettera abbia acquistato "Alla ricerca di Nemo", in vhs, magari in dvd. E lo dà sicura al proprio figlio.
..........
Signora, si è resa conto che Nemo è un film di una violenza incredibile?
No?
Nei primi 5 minuti vengono sterminati la moglie di Merlin, Coral e ben 400 piccoli della coppia che, come viene detto: "sognano". Nemo, che ha una pinna atrofica, cioè è un handicappato, viene rapito e separato dal padre nei successivi 10 minuti (il terrore di ogni bambino). Bruce, lo squalo bianco che fino ad un attimo prima è un pacioccone simpatico annusa un pò di sangue (non solo violento, è pure un film feticista) e si trasforma in un mostro. L'acquario in cui finisce Nemo è una sorta di manicomio in cui i pesci sono nevrotici fino alla follia, c'è quello che è maniaco delle bolle, quello che teme i germi, la pazza che non capisce che sua sorella non esiste e sono capitanati da un pesce che di fatto è sfigurato, e non esita a usare Nemo per scappare (sfruttamento dei minori). E che dire della smemorata Dory (altra handicappata) che dopo lo scontro con le meduse porta una cicatrice per lungo tempo. Notevole eh? Eppure non sento nessuna madre protestare per la violenza di Nemo. Forse in fondo è tutta una questione di mera apparenza.
Si guarda i pesci saltellanti, si ride alle battute e non si ragiona su ciò che c'è dietro.
Già, ciò che c'è dietro.
Perché il messaggio di quel film apparentemente così innocente è invece straordinario e adulto.
La crescita avviene attraverso le esperienze, anche brutte e cercare di evitarle è un fondamentale errore.
Per inciso, se avessi dei figli lotterei perché guardassero Nemo, non certo per la violenza, ma perché è un film che insegna a "vivere".
E torniamo a Buffy. Già, perché è chiaro che cosa vedono gli altri in questo tf. Vedono i mostri, vedono le battute e lo reputano una scemenza. Eppure in tanti anni che seguo TV, il cinema, non ho mai visto argomenti seri meglio trattati che in questa serie, senza pregiudizi ne bigottismi. Vedete, in realtà la madre di cui sopra ha ragione. Buffy non è una serie per ragazzi, ma una serie per adulti, che non mi vergogno minimamente di amare. Quando ho accennato alla mia perdita, non lo fatto per esibizionismo, ma unicamente per dire che l'unica volta che ho visto i sentimenti che provai in quell'occasione fedelmente riportati sullo schermo è stato in questa serie.
Chi la segue sa già a cosa mi riferisco. Non è successo in un film, in fiction, non è successo neanche nei romanzi che ho letto. E' successo in questa stramba serie il cui tema pare essere una biondina che fa Karatè con dei vampiri.
Ma la televisione di oggi cosa premia? L'onestà? La voglia di comunicare? Di insegnare? No. Premia l'esibizionismo. La vuotezza di intenti e di valori. E così capita che questa serie invece di andare in onda alle 21, quale sarebbe il suo diritto sia costretta a vivacchiare ad orari assurdi e venire giudicata da gente che non ne guarda la sostanza, ma unicamente la forma. Intendiamoci, non ne faccio una colpa alla signora.
Anzi, sono d'accordo con lei. Buffy non è adatta a suo figlio, non sto scherzando, non sono ironico, non voglio farle la paternale, usi il telecomando e cambi canale. Perché è giusto, lei ha ragione.
Solo non protesti contro ciò che non riesce a comprendere.
Zocivan
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