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| D'ACCORDO CON LEI, TRANNE CHE SU UN PUNTO |
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30/4/2004 |
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Gentile direttore,
la ringrazio per la risposta che mi ha dato. Sono d'accordo su tutto, tranne che sulla sua ultima affermazione. Forse sono più pessimista di lei, ma non penso proprio che sarebbe morta lì. L'intervento immediato in diretta di Daria Bignardi, oltre ad essere più professionale, avrebbe forse sollevato un po' la trasmissione dal peso dell'episodio, ma non avrebbe fermato l'arrivo, lancia in resta, dei paladini della giustizia televisiva, delle tre mitiche associazioni. Immagino e spero che queste tre associazioni si impegnino anche in altro oltre che a guardare la tv per trovarvi chissà che diritti lesi, ma per quanto riguarda lo stretto ambito televisivo giuro che ogni volta che le sento nominare mi prende un prurito fastidiosissimo. Ogni volta, non solo nell'ultimo caso del Baffo.
I minori hanno ben altri diritti lesi ogni giorno in cose ben più importanti di una trasmissione televisiva. Guardo quasi ogni giorno Forum, e troppo spesso mi capita di sentire per esempio di bambini che non possono venire allontanati da genitori violenti o pericolosi perché la legge non lo permette fino a fine processo. E dato che sappiamo la "velocità" dei tribunali italiani, possiamo capire cosa ciò implichi. Penso che sia più importante battersi maggiormente per questo, piuttosto che per ciò che trasmette una scatola sul mobile di casa.
Vorrebbero anche difendere i diritti dei consumatori, ma diamo un'occhiata in giro. Prendiamo il caso specifico del Baffo. Io sono un consumatore, i 3000 e più firmatari della petizione sono consumatori; bene, noi e tanti altri come noi non hanno visto affatto difeso il proprio diritto a ragionare con la propria testa. I nostri rappresentanti (perché penso che ciò vogliano essere) si sono scagliati contro, indipendentemente da ciò che coloro che rappresentano possano pensare. E, per contro, quando effettivamente c'è da fare qualcosa... calma piatta (vedi la trasmissione Amici e il bello e cattivo tempo che hanno fatto quest'anno).
I rappresentanti dei genitori invece mi fanno venire la pelle d'oca. Non sopporto questo "ostracismo" dei minori dalla tv. Sembra che non abbiano una testa loro per pensare. Al giorno d'oggi è più comodo cercare di non far vedere piuttosto che insegnare. Io penso che i figli vadano sostenuti, ma non legati. Che vada loro insegnato, ma non negato. Dirò di più: secondo me bisognerebbe dialogare con loro, vedere anche cosa ne pensano loro, perché hanno un cervello e potrebbero stupirci. Se tutte le energie spese per combattere contro una tv non proprio brillante le si usasse per stare di più con i propri figli, allora sì che il mondo sarebbe migliore. Se guardiamo ai tempi passati, ciò che si vede è che da quando esiste il mondo i bambini hanno imparato cadendo e rialzandosi, piangendo e rasserenandosi, provando e riprovando, ascoltando ciò che chi ci è passato prima di loro aveva da dire.
Ora siamo qua e la maggior parte di noi non ha preso una brutta strada, nè io e quelli come me nati negli anni 70, quindi già in epoca di tv ma senza le varie associazioni (almeno non così accanite), nè quelli nati prima, che forse avevano poco da combattere contro la tv ma avevano cose ben più importanti a cui pensare.
E poi io rimango della mia idea: chiudere un po' di più quella scatola e far vedere ai figli il mondo. Sono stata cresciuta così, e non finirò mai di ringraziare i miei genitori per questo e per esserci stati sempre, vicino a me e non a combattere contro i mulini a vento.
Scusi lo sfogo. Forse non la pubblicherà, ma non importa; so che è un attacco duro, ma veramente non ce la faccio più a subire queste crociate che hanno come unico risultato l'amplificazione del problema.
Buona giornata
Elisa
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