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| LA FATTORIA? NO, NON È SPETTACOLO... |
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14/5/2004 |
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Caro direttore,
mi chiamo Morena e le scrivo questa mail da semplice spettatrice molto idignata riguardo al reality show La Fattoria. Le sintetizzo in punti perché:
1) Ci mostra in modo assurdo ed eccessivo quello che è la cattiveria delle persone.
2) Non si può permettere che personaggi (per modo di dire), come Milton, Ducret, Roberto Da Crema partecipano a queste trasmissioni e parlino di religione, fede e bibbia quando usano tutta la cattiveria che hanno in corpo per emarginare chi non è come loro (come Danny Quinn).
3) I messaggi di violenza a livello psicologico ed emotivi sono continui e a volte veramente c'è da vergognarsi di far parte del genere umano.
4) Non è giusto che si dia la possibilità a certe persone di essere arroganti, maleducati, profanatori, poco rispettosi nei confronti delle cose e delle persone e soprattutto esserlo in televisione, che dovrebbe essere un mezzo di insegnamento e di esempio.
5) Nel 1870 non c'erano i valori dell'umiltà, della generosità, della fede e della collaborazione? Non credo, ma dove siamo.... E' spettacolo?
No!!! Non è spettacolo, mi dispiace a mio avviso è solo lo scarto dell'umanità.
Mi spiace, ma credo che certe cose dovrebbero essere regolarizzate in maniera diversa. Chi crede che solo lavorando possa essere considerata una grande persona ha sbagliato tutto.
Per essere persone vere, bisogna andare oltre, anche ai limiti di chi sta vicino.
Non ci si può riempire la bocca di belle parole come: amicizia, lealtà, sincerità e fede e fare vedere tutto ciò.
Mi raccomando credo che la fede debba essere qualcosa da rispettare e non si può insultare i telespettatori nella loro intelligenza e nei propri credo più intimi in questo modo.
Saluti
Morena Bertozzi
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