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| UNA LETTRICE PARLA DI DISCRIMINAZIONE TELEVISIVA |
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9/6/2004 |
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Egregio direttore Massimo Donelli,
sono un'affezionata lettrice del vostro giornale da quando avevo 10 anni, e ora che ne ho 20, mi sono finalmente decisa a scriverle, per comunicarle un mio sdegno e anche per chiederle consiglio.
Come molti, seguo con passione telefilm quali Angel e Buffy, e proprio a riguardo di quest'ultimo le parlo: da quando Mediaset ha iniziato a trasmettere le repliche, ne sono stata felice, ma, seguendolo, ho notato, con mio sconforto tagli, censure senza senso, ecc... tutto per rientrare nel palinsesto...
Certo, capisco le esigenze, ma non è leale nei confronti dei fan e dei produttori stessi (poveracci!).
Inoltre, cose come queste accadono solo per serie come queste e mai con produzioni italiane (Carabinieri, ecc) o con altre serie, (La signora del west, La signora in giallo, o Beautiful...).
Stiamo parlando quindi di discriminazione televisiva?! Nel 2000?
Assurdo.
Ho provato a scrivere a Mediaset, ma ho ricevuto risposta zero, e perciò, conscia del fatto che non sono la sola a pensarla così, chiedo consiglio a lei: a chi mi potrei rivolgere, per far sentire la mia voce?
Perché, se la televisone è di tutti, è giusto che questi "tutti" possano anche darsi da fare per cambiarla.
In meglio.
Cordiali saluti
Elisabetta Tosi |
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D&R Domande e Risposte |
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