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| GRANDE FRATELLO, BUONA LA PRIMA! |
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26/11/2004 |
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Verrebbe da dire usando il lessico cinematografico. E sì, perché fatto salva la prima edizione, quella di Taricone o’guerriero, l’unica dove dei ragazzi comuni venivano rinchiusi in una casa, chi per giorni, chi per mesi, senza contatti con l’esterno, monitor, giornali e sopresucole varie (nell’ultima edizione addirittura un matrimonio), e l’unica dove, a chi solamente abbia pensato di intraprendere una fantomatica carriera nel mondo dello spettacolo e suoi derivati (vedi televendite) prima di entrare nella casa (come direbbe la Bignardi) veniva precluso l’ingresso nella stessa. Dopo la squalifica farsa della seconda edizione, della ragazza con trascorsi in un concorso di bellezza, abbiamo assistito man mano nelle edizioni susseguenti, ad una vera e propria sfilata di gente già avvezza alle telecamere. Ma lo scopo del reality non era quello di spiare 24 ore su 24 dei perfetti sconosciuti alle prese con una convivenza resa ancora più difficile dalle rigide regole del format? Ora invece il GF, non è altro che una sorta di paradossale collocamento dello spettacolo, dove chi ha la fortuna (la chiamiamo così?) di entrare si mette in mostra recitando a dovere il copione impartitogli dagli autori. Non nego che ha un effetto mediatico sorprendente. Ma perché ostinarsi a prendere in giro tutti gli aficionandos del programma, e non giocare a carte scoperte? I comuni mortali sono serviti solo al lancio del programma, ma poi essendo troppo piatti per un programma del genere, sono stati destituiti da chi ha dell’apparire e dell’essere la prima regola di vita. Concludo con un viva l’isola dei famosi dove sappiamo dal primo momento che i protagonisti non sono gente comune, recitano davvero, ma almeno le prove sono reality ed appassionanti.
Mario Migliaccio (Napoli)
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D&R Domande e Risposte |
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