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GRANDE FRATELLO
8/12/2004
Caro Direttore,
le scrivo per protestare contro un termine che, grazie a trasmissioni di basso livello culturale come il Grande Fratello, è ormai usato ovunque, soprattutto in televisione, come se fossero scontati il suo significato e la sua validità linguistica. Mi riferisco alla parola "terrone". Mi ritengo una persona dalla mente aperta, ho una buona cultura, non ho pregiudizi di alcun tipo, soprattutto nei confronti dei connazionali che vivono nella parte settentrionale del paese. Ma, sentire pronunciare più volte quel fastidiosissimo termine, "terrone", mi fa imbestialire: non ci sono terroni, tantomeno montanari o categorie di questo tipo. Siamo tutti Italiani, non ci dovrebbero essere divisioni di alcun genere in una nazione! Credo che tali definizioni non siano più ammissibili dopo il 1861! Ed invece, c'è gente che non la pensa come me: la conduttrice di quel programma senza pudori quale il Grande Fratello ha pronunciato più volte il termine terrone: "Io sono terrona come te!" ha detto una volta durante la trasmissione rivolgendosi ad un concorrente di origine meridionale e credendo, grazie all'uso di quel neologismo separatista, di risultare simpatica. La signora D'Urso ha invece dato prova di essere una emerita ignorante, e, soprattutto dopo la giusta polemica levatasi contro il suo infelice riferimento agli abitanti di Caltanissetta, si è dimostrata irrispettosa e poco professionale. Contro tale gente si alza il mio grido di protesta: basta!
Marina (Foggia)
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