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| IL GRANDE FRATELLO E IL TALENTO |
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23/5/2005 |
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Recentemente ho letto un articolo sul vostro "Tv Sorrisi e Canzoni" su Serena, la vincitrice del GF 4, che mi ha fatto indignare moltissimo. Serena raccontava di voler intraprendere la carriera di giornalista televisiva e questo mi ha fatto infuriare. Ma come è possibile che centinaia di giovani studenti italiani di giornalismo, volenterosi umili, si facciano letteralmente in quattro pagandosi da soli gli studi e poi, una volta laureati, facciano una fatica incredibile a trovare un posto di lavoro che premi i loro sforzi e il loro potenziale, perché magari non hanno la spintarella giusta, non hanno le conoscenze giuste, non sono capaci di scendere ai compromessi giusti, mentre una ragazza comune, senza magari una preparazione adeguata, riesca a fare carriera nel mondo del giornalismo, a farsi affidare la conduzione di programmi televisivi di rilievo solo perché ha partecipato a un programma che non aveva nulla di culturale, a cui chiunque poteva partecipare, che era (e dovrebbe restare) sempre e solo un gioco? E non mi dite che le serate (magari strapagate) in discoteca e la presenza fissa a "Buona Domenica" si chiamino gavetta!
Possibile che in Italia i quindici minuti di celebrità decantati Andy Warhol non bastino mai a nessuno e si debbano per forza sempre trasformare in quindici anni? Ma che paese è l'Italia, che non si interessa dei veri talenti e premia solo i più furbi e i fortunati? Allora già che ci siamo perché non mandiamo i concorrenti di "Passaparola" a fare i ministri e quelli della "Corrida" al Teatro della Scala di Milano?
Grazie per l'attenzione.
Alessia |
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