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Avvocato Luca Olivetti online
Casa, salute, famiglia, bambini, disabilità, animali... Se avete problemi adesso potete scrivere a Ci pensa Sorrisi. L'avvocato Luca Olivetti sarà a vostra disposizione con prontezza e competenza. E senza presentarvi il conto. Basta inviare una e-mail a info@olivettiluca.it: risponderà su queste pagine e, a chi lo desidera, direttamente!
14/9/2007
SOMMINISTRAZIONE DI BEVANDE ALCOLICHE

Preg.mo Olivetti,
gestisco un bar e talvolta accade che un cliente in stato di ubriachezza mi chieda di servirgli un alcolico; posso rifiutarmi?

Grazie anticipatamente.
Luca


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Luca,
la legge prevede che il gestore debba rifiutare il servizio nel caso di persone ubriache, di minori e di infermi di mente.
In particolare, l’articolo 689 del codice penale punisce, con pena pecuniaria da 516 a 2.582 euro o pena della permanenza domiciliare da 15 giorni a 45 giorni, o del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a sei mesi, oltre alla pena accessoria della sospensione dell’esercizio, l’esercente che somministra in un locale pubblico bevande alcoliche ai minori di anni 16 e alle persone che appaiano affette da malattia di mente o che si trovino in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità.
L’articolo 691 del codice penale punisce con le stesse pene gli esercenti che somministrano bevande alcoliche a una persona in manifesto stato di ubriachezza.
Va ricordato, infine, che la Corte di Cassazione con la sentenza n. 42248 del 28 ottobre 2004 ha reso definitiva la sospensione dell’esercizio di un bar per quindici giorni e confermato l’ammenda di 517 euro a carico di una barista colpevole di aver servito un cliente in evidente stato di ubriachezza.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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PARTO PREMATURO

Preg.mo Olivetti,
in caso di parto prematuro possono essere aggiunti ai tre mesi successivi al parto i giorni di astensione obbligatoria non goduti?

Grazie e complimenti.
Viviana


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Viviana,
la nuova legge n. 53 del 2000, recependo una sentenza della Corte Costituzionale (n. 270 del 1999), prevede che, qualora il parto avvenga in anticipo rispetto alla data prevista, si possano aggiungere ai 3 mesi post-partum i giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto, nel limite massimo di 5 mesi.
La lavoratrice ha l’obbligo di presentare, nel termine di 30 giorni dalla data del parto, il certificato che ne attesta la data.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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INTRATTENIMENTI MUSICALI NEI LOCALI PUBBLICI

Preg.mo Olivetti,
quali licenze necessitano per organizzare intrattenimenti musicali in un bar?

Grazie.
Salvatore


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Salvatore,
le attività di intrattenimento danzante nei luoghi pubblici o aperti o esposti al pubblico sono soggette ad apposita licenza di esercizio ex art. 68 del TULPS, previa approvazione da parte della competente Commissione Provinciale o Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, i cui pareri prendono in considerazione tutti gli aspetti della sicurezza all’interno e all’esterno del locale, e sono finalizzati al rilascio di apposita licenza di agibilità ex art. 80 del TULPS.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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ATTIVITA' SPORTIVA E CERTIFICATO MEDICO

Preg.mo Olivetti,
è ancora necessario il certificato medico per l’iscrizione nelle palestre?

Grazie e complimenti.
Lorella (Imperia)


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Lorella,
il D.M. 18 febbraio 1982 ed IL D.M. 28 febbraio 1983 impongono a chiunque si appresti ad iniziare un’attività sportiva di sottoporsi ad una visita medica per il rilascio del certificato di idoneità.
Questo può essere di due tipi, a seconda che venga rilasciato per l’attività agonistica o per la pratica non-agonistica.
Gli sportivi cui è richiesto il certificato di idoneità agonistica, rilasciato da un medico specialista in medicina dello sport, sono coloro che praticano attività sportive denominate agonistiche dalle Federazioni Sportive Nazionali, dal CONI, dagli Enti di promozione sportiva riconosciuti ed i partecipanti alle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù. Per i praticanti attività sportive qualificate non-agonistiche dalle Federazioni Sportive Nazionali, dagli Enti di promozione sportiva riconosciuti, dal CONI e per i partecipanti alle attività scolastiche ed alle fasi precedenti quelle nazionali dei Giochi della Gioventù è invece sufficiente il certificato di idoneità non-agonistica (c.d. certificato di buona salute), rilasciato dal medico di famiglia, o da un pediatra autorizzato.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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AFFITTO DI AZIENDA E LOCAZIONE AD USO COMMERCIALE

Preg.mo Olivetti,
quali sono le differenze principali tra il contratto di affitto di azienda e quello di locazione di immobili ad uso commerciale?

Grazie.
Roberta


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Roberta,
effettivamente, il contratto di affitto di azienda e il contratto di locazione di immobile presentano notevoli differenze. Ecco le principali.
1) Durata
Nell’affitto d’azienda la durata è rimessa alla libera disponibilità delle parti. Nel contratto di locazione di immobile commerciale, invece, la legge n. 392/1978 prevede che la durata non può essere inferiore a 6 anni, con rinnovo per i sei anni successivi, fatta salva l’ipotesi dell’albergo per il quale la durata minima è di nove anni, con rinnovo per ulteriori nove anni.
2) Indennità di avviamento
Alla cessazione del contratto di affitto di azienda non è previsto il diritto dell’affittuario di ricevere somme a tale titolo da parte del concedente, mentre la legge n. 392/1978 prevede l’obbligo del locatore, alla cessazione del contratto, di corrispondere l’indennità di avviamento, pari a 18 mensilità (21 mensilità per gli immobili adibiti ad attività alberghiera) dell’ultimo canone corrisposto.
3) Diritto di prelazione.
La legge n. 392/1978 prevede un diritto di prelazione per l’acquisto dell’immobile locato e un diritto di prelazione per la locazione dell’immobile, alla scadenza del contratto di locazione rinnovato ai sensi dell’articolo 28.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE ALBERGHIERE

Preg.mo Olivetti,
la classificazione per stelle è veramente attendibile e, soprattutto, come funziona?

Grazie.
Rita


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Rita,
la classificazione degli hotel varia non solo da paese a paese, ma nel caso dell’Italia anche da regione a regione. La legge quadro sul turismo - legge n. 135/2001 - attribuisce infatti il potere legislativo in materia di turismo e industria alberghiera alle singole regioni.
In Italia gli alberghi sono classificati da una a cinque stelle in base agli standard qualitativi obbligatori minimi che devono essere offerti ai clienti. Tra i parametri che vengono presi in considerazione dalle varie leggi regionali vi sono: la metratura e le dotazioni delle camere, la metratura e le caratteristiche delle zone comuni, il rapporto numerico tra posti letto e personale di servizio.
Tutte le leggi regionali in materia sono concepite in maniera simile, tuttavia può capitare - e capita - che un hotel tre stelle di una regione sia pari a un hotel quattro stelle di un’altra.
Per evitare brutte sorprese non resta dunque che accertarsi, prima del soggiorno, dei servizi offerti dall’hotel.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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IMPRESA FAMILIARE

Preg.mo Olivetti,
quali sono le regole principali dell’impresa familiare?

Grazie.
Teresa


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Teresa,
dal punto di vista legale, l’impresa familiare è considerata una forma particolare di impresa individuale: l’impresa fa capo ad un solo ed unico titolare, che ne assume la gestione ordinaria, ne promuove l’attività e ne risponde verso i terzi con tutto il suo patrimonio personale presente e futuro. Ne consegue che in caso di insolvenza sarà lui - e soltanto lui - ad essere coinvolto nella procedura concorsuale di fallimento.
Ai sensi del codice civile, il termine “familiare” indica il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo.
I familiari devono prestare in modo continuativo il loro lavoro nell’impresa, senza essere legati da un contratto di lavoro con l’imprenditore (diversamente sarebbero dei lavoratori dipendenti).
Inoltre, hanno diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia, a partecipare agli utili in proporzione alla qualità e quantità del lavoro prestato ed a prendere parte alle decisioni inerenti la gestione straordinaria dell’impresa stessa.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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RAVVEDIMENTO OPEROSO

Preg.mo Olivetti,
con quali limiti si può ricorrere al ravvedimento operoso?

Grazie.
Romina


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Romina,
l’istituto del ravvedimento operoso - introdotto dall’articolo 13, comma 1, del D.Lgs. n. 472/1997 - è uno strumento che consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente la propria posizione contributiva relativamente a violazioni ed omissioni commesse nel versamento dei tributi.
Nel rispetto delle limitazioni previste dalla legge, il ravvedimento operoso consente al contribuente “ravveduto” di pagare una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.
A seconda che il contribuente regolarizzi la propria posizione entro 30 giorni dalla commissione della violazione, oppure entro 1 anno dalla medesima, si parla di ravvedimento operoso breve oppure lungo: nel primo caso, ovviamente, la sanzione a carico del contribuente è inferiore a quella dovuta in caso di ravvedimento lungo.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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VOLUME D’AFFARI

Preg.mo Olivetti,
con l’espressione volume d’affari che cosa si intende?

Grazie.
Andrea


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Andrea,
con l’espressione “volume d’affari” (o “fatturato”) di una certa impresa si indica l’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate dall’impresa in questione nell’arco di un anno solare, escluse le vendite di beni ammortizzabili.
Si tratta di un elemento fondamentale per determinare la dimensione dell’impresa e quando non supera un determinato ammontare previsto dalla legge può determinare il diritto a particolari facilitazioni fiscali.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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IL CALCOLO DEI MILLESIMI

Preg.mo Olivetti,
in tema di suddivisione di spese condominiali si parla di millesimi. Quale è il metodo per calcolare i millesimi?

Grazie.
Gianluca


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Gianluca,
la determinazione dei valori millesimali, è un'operazione tecnica assai complessa, che deve essere eseguita misurando la superficie reale di ogni unità immobiliare e confrontandola, in millesimi, al volume totale dell'edificio.
Il calcolo, di solito, viene fatto moltiplicando la superficie reale dell'appartamento per determinati coefficienti che modificano i metri quadri in funzione dell'effettivo utilizzo della superficie dell'appartamento. Questi coefficienti di solito vanno da 0,20 a 1,20 e possono essere scelti anche con riferimento a tabelle (come alla circolare ministeriale n. 12480 del 1966).
Nell'accertamento dei valori vengono considerati molti fattori, tra i quali ad esempio il coefficiente di piano, di orientamento, di luminosità.
Potrebbe quindi accadere che due appartamenti, anche se posti nello stesso stabile e della stessa superficie, possano avere valori millesimali diversi.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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BALNEAZIONE LIBERA

Preg.mo Olivetti,
ho sentito parlare recentemente di “libera balneazione” anche in presenza di stabilimenti balneari. Di che cosa si tratta?

Grazie.
Salvatore


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Salvatore,
un emendamento alla legge Finanziaria per il 2007, al momento in fase di approvazione – prevede l’accesso libero e gratuito alle spiagge per il raggiungimento della battigia, anche ai fini della balneazione.
Va evidenziato che permane, invece, il divieto di sostare nelle spiagge a pagamento prima e dopo il bagno per tutti coloro che non hanno pagato l’ingresso allo stabilimento.
Un altro punto importante dell’emendamento citato è rappresentato poi dalla revoca della concessione per chi commette abusi edilizi: una misura introdotta per salvaguardare ambiente e paesaggio.
L’emendamento in esame, infine, ha disposto la riduzione della durata delle concessioni agli stabilimenti balneari da cinquanta a venti anni.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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ACQUA PURIFICATA

Preg.mo Olivetti,
alcuni bar servono “acqua purificata”: è legale?

Grazie.
Anna


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Anna,
l’“acqua purificata”, nota anche come acqua “naturalizzata” o “naturizzata”, è nella sostanza la comune acqua potabile di rubinetto opportunamente trattata da apparecchi ad hoc, che, dopo averla filtrata e refrigerata, possono eventualmente renderla frizzante addizionandola di anidride carbonica.
La somministrazione di questa acqua è consentita.
In ogni caso, a tutela del consumatore, la legge prevede che quest’ultimo sia sempre informato correttamente circa i prodotti che consuma: etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti devono sempre essere improntate alla massima correttezza e trasparenza.
In particolare, ai sensi del decreto legislativo n. 181/2003, attuativo della direttiva comunitaria 2000/13/CE, le acque idonee al consumo umano non preconfezionate, somministrate nelle collettività ed in altri esercizi pubblici, devono riportare, ove trattate, la specifica denominazione di vendita “acqua potabile trattata” oppure “acqua potabile trattata e gassata” se addizionate di anidride carbonica.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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FURTI NEI BAR

Preg.mo Olivetti,
vorrei sapere se il gestore di un bar è responsabile dei furti di oggetti (ad esempio abiti) depositati al suo interno.

Grazie e complimenti.
Isabella


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Isabella,
se nel locale non è presente un vero e proprio servizio guardaroba a pagamento, ma semplici appendiabiti a disposizione della clientela, non trovano applicazione le severe norme sul deposito in albergo, ma quelle meno rigorose sul deposito in generale.
La norma di riferimento è rappresentata dall’art. 1768 del Codice civile, secondo cui il depositario deve usare nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia, e, nel caso in cui il deposito sia gratuito, la responsabilità per colpa è valutata con minor rigore.
In linea generale, tenuto conto delle sentenze della Cassazione in materia, si può dire che sussiste la responsabilità del gestore quando la consegna di una cosa avviene in un contesto e con modalità che dimostrano inequivocabilmente la finalità di custodia (si pensi al caso di consegna del cappotto al barista prima di andare alla toilette e questo venga rubato).


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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VIAGGI A RISCHIO

Preg.mo Olivetti,
che effetti può avere in un contratto di viaggio già stipulato l’improvviso “sconsiglio” del Ministero degli Affari Esteri”?

Grazie e complimenti.
Alberto


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Alberto,
con il termine “sconsiglio” si indicano, nella prassi, le comunicazioni ufficiali del Ministero degli Affari Esteri (anche noto, colloquialmente, come Farnesina) con cui quest’ultimo dichiara la propria posizione ufficiale relativamente alla pericolosità di un certo paese straniere, segnalandone le zone di rischio ed invitando eventualmente i cittadini a non partire per la destinazione in questione.
Ai sensi delle normative vigenti e delle consuetudini, finché perdura lo “sconsiglio” del Ministero si ha diritto a recedere da un contratto di viaggio già stipulato senza pagare alcuna penale all’agenzia di viaggi o al tour operator.
In questi casi, infatti, la disdetta del viaggio non è dettata “solo” da ragioni di comprensibile prudenza, ma risponde a vere e proprie esigenze di pubblica sicurezza.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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GIUDICE DI PACE

Preg.mo Olivetti,
per una questione di immissioni di fumo è vero che devo rivolgermi al Giudice di Pace? Quali altre competenze ha tale Giudice?

Grazie.
Lorella


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Lorella,
il Giudice di Pace ha competenza per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a euro 2.582,28 (quando dalla legge non sono attribuite ad altro giudice) e, a prescindere dal loro valore, per le questioni relative all’uso dei servizi di condominio e ai rapporti tra proprietari di immobili in materia di immissioni di rumore, fumo, ecc.
Il Giudice di Pace è anche competente per le cause di risarcimento del danno da circolazione stradale, purché il loro valore non superi euro 15.493,71.
Dal 2002 il Giudice di Pace ha iniziato a svolgere anche le funzioni di giudice penale per i reati minori più diffusi (percosse, lesioni, ingiuria, diffamazione, danneggiamento).


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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MANSIONI DEL DIPENDENTE

Preg.mo Olivetti,
il lavoratore dipendente può essere adibito a mansioni superiori a quelle per le quali è stato assunto?

Grazie.
Valerio


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Valerio,
la fattispecie è disciplinata dall’art. 2103 c.c, il quale così recita:
“Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione.
Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta, e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi.
Egli non può essere trasferito da una unità produttiva ad un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
Ogni patto contrario è nullo”.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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REGOLAMENTO DI CONDOMINIO

Preg.mo Olivetti,
Quando è obbligatoria l’adozione di un regolamento di condominio?

Grazie per la risposta e complimenti.
Valerio


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Stefania,
quando in un palazzo il numero dei condomini è superiore a dieci, è obbligatoria l'approvazione di un regolamento di condominio, che può essere di due tipi, contrattuale o assembleare.
Per quanto riguarda il primo (regolamento di tipo contrattuale), di solito esso viene predisposto dal costruttore e approvato automaticamente da tutti i proprietari perchè inserito nei vari atti di acquisto.
Questo tipo di regolamento può contenere clausole che limitano l'utilizzo e la disponibilità dell’immobile. Tali clausole, presenti in un regolamento contrattuale, non potranno in alcun modo essere trasgredite.
Per quanto riguarda, invece, il regolamento di tipo assembleare, esso è il regolamento approvato dall'assemblea secondo le maggioranze di cui all'articolo 1136: il regolamento assembleare, a differenza di quello contrattuale, non può imporre limiti alla proprietà individuale, salvo il caso in cui si tratti di regolamento approvato all'unanimità dall'assemblea.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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GIOCO DI AZZARDO

Preg.mo Olivetti,
quali sono le sanzioni previste per il gioco d’azzardo?

Grazie.
Tatiana


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Tatiana,
le sanzioni sono previste dall’art. 718 codice penale “Esercizio di giuochi di azzardo”, il quale recita “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un giuoco d'azzardo o lo agevola è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a euro 206,00”.
L’art. 719 codice penale, poi, individua le seguenti circostanze aggravanti, che comportano il raddoppio della pena:
1) se il colpevole ha istituito o tenuto una casa da giuoco;
2) se il fatto è commesso in un pubblico esercizio;
3) se sono impegnate nel giuoco poste rilevanti;
4) se fra coloro che partecipano al giuoco sono persone minori degli anni diciotto.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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RUMORI DEI LOCALI

Preg.mo Olivetti,
sono il gestore di un locale. E’ vero che posso essere ritenuto responsabile se i clienti rumoreggiano fortemente fuori dal locale?

Grazie e complimenti vivissimi.
Robero


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Roberto,
la questione è già stata affrontata dalla Corte di Cassazione che con la sentenza n. 16686 del 28 marzo 2003, n. 16686 (sez. I - Cass. penale) ha confermato la condanna di una proprietaria di un locale, ritenendola colpevole di aver omesso di impedire che gli avventori si producessero in schiamazzi all'esterno del suo locale e fino ad ora tarda, essendo suo dovere impedire condotte contrastanti con le norme relative alla polizia di sicurezza, mediante il ricorso all'autorità”.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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TRASFERIMENTO DELLA QUOTA DELL’ACCOMANDANTE

Preg.mo Olivetti,
vorrei conoscere le regole relative al trasferimento di quote dell’accomandante in una società in accomandita semplice.

Grazie.
Rosalba


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Rosalba,
il trasferimento delle quote dell’accomandante è disciplinato dall’art. 2322 c.c.
Il predetto articolo dispone quanto segue:
“La quota di partecipazione del socio accomandante è trasmissibile per causa di morte.
Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, la quota può essere ceduta, con effetto verso la società, con il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale”.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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REGOLAMENTI CONDOMINIALI

Preg.mo Olivetti,
ho sentito dire che esistono due tipi di regolamenti condominiali, uno contrattuale e l’altro assembleare: può spiegarmi in che cosa si differenziano?

Grazie.
Maurilio


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Maurilio,
il regolamento di tipo contrattuale viene predisposto dal costruttore e approvato automaticamente da tutti i proprietari perchè inserito nei vari atti di acquisto.
Questo tipo di regolamento può contenere clausole che limitano l'utilizzo e la disponibilità dell’immobile.
Il regolamento di tipo assembleare è quello approvato dall'assemblea secondo le maggioranze di cui all'articolo 1136.
Il regolamento assembleare, a differenza di quello contrattuale, non può imporre limiti alla proprietà individuale, salvo il caso in cui si tratti di regolamento approvato all'unanimità dall'assemblea.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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MINACCE E INGIURIE

Preg.mo Olivetti,
vorrei conoscere la differenza tra i concetto di minaccia e di ingiuria.

Grazie e cordiali saluti.
Michela


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Michela,
il codice penale attribuisce il reato di ingiurie a chiunque offenda l’onore o il decoro di una persona; le pene sono poi aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone.
Chiariamo che l’ingiuria, sia che riguardi l’onore, sia che si riferisca al decoro, è sempre una definizione di disprezzo.
Per quanto riguarda le minacce, secondo il codice penale è punibile ”chiunque minacci ad altri un ingiusto danno”.
La minaccia consiste così nel prospettare a qualcuno un danno futuro, che dipenda dalla volontà di chi minaccia e riguarda la persona, o i suoi cari, o i beni di sua proprietà.
Come l’ingiuria, anche la minaccia è perseguibile a querela della persona che ha subito l’offesa.
Va ancora sottolineato che il Giudice di Pace ha la specifica competenza per i reati minori, quali ingiurie e minacce.



Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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REVOCA DEL TESTAMENTO

Preg.mo Olivetti,
ho predisposto un testamento olografo; posso revocarlo?

Grazie e complimenti.
Eleonora


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Eleonora,
l'art. 679 c.c. sancisce la revocabilità del testamento.
Infatti, l’articolo predetto così recita: “ Non si può in alcun modo rinunciare alla facoltà di revocare o mutare le disposizioni testamentarie; ogni clausola o condizione contraria non ha effetto”.
La ratio della norma è evidente: il testatore deve potere modificare le proprie disposizioni testamentarie, poiché la volontà in esse espressa può mutare anche all'ultimo momento della sua vita.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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LOCAZIONE E SUBLOCAZIONE DI UN IMMOBILE

Preg.mo Olivetti,
ho in locazione un immobile ad uso commerciale; vorrei sapere se è possibile sublocarlo.

Grazie.
Alberto


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Alberto,
sul tema, Le riporto qui di seguito la massima di una sentenza della Corte di Cassazione:
“Con riguardo a locazione di immobile urbano ad uso diverso da quello abitativo, l'art. 36 l. n. 392 del 1978 disciplina nello stesso modo il caso della sublocazione dell'immobile e quello della cessione del contratto di locazione stabilendo che il conduttore può, senza il consenso del locatore, sublocare l'immobile o cedere il contratto di locazione purché venga, insieme, ceduta o locata l'azienda o parte di essa, e cioè di una porzione dei beni destinati all'attività esercitata nell'immobile autonoma e funzionalmente sufficiente per tale attività; conseguentemente detta possibilità deve essere negata nel caso di mera alienazione di singoli beni privi degli indicati requisiti, nella quale ipotesi è necessario il consenso del locatore” (Cassazione civile , sez. III, 19 aprile 2001, n. 5817).


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUTIVO

Preg.mo Olivetti,
mi è stato notificato un decreto ingiuntivo che ritengo infondato. Con quale procedura si può fare opposizione?

Grazie.
Giusino


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Giusino,
si può proporre opposizione ad un decreto ingiuntivo mediante la notifica dell’atto di citazione (art. 645 c.p.c.) nel termine previsto nel decreto stesso (di regola 40 giorni).
I motivi per cui ci si può opporre ad un decreto ingiuntivo possono essere i più diversi, ad esempio quando si ritiene che il credito non esista perché mai sorto, o perché già estinto a seguito di pagamento.
Con la notifica dell’atto di citazione si instaura un giudizio che si svolge secondo le norme del procedimento ordinario.
Se ricorrono i presupposti giuridici, su istanza dell'opponente, il giudice, ai sensi dell’art. 649 c.p.c., può sospendere l'esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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BUONI PASTO

Preg.mo Olivetti,
la nuova normativa sui buoni pasto prevede che essi siano cumulabili?

Grazie anticipatamente.
Rosanna


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Rosanna,
i buoni pasto non sono cumulabili.
Essi hanno anche altre caratteristiche:
1) non sono cedibili,
2) non sono commerciabili,
3) non danno diritto a resto,
5) non sono convertibile in moneta.
Il buono, inoltre, ha una scadenza precisa riportata sul fronte del buono a destra e può essere accettato dal gestore fino all'ultimo giorno del mese riportato sulla data.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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INQUINAMENTO ACUSTICO

Preg.mo Olivetti,
vorrei sapere quale definizione l’ordinamento fornisce di “inquinamento acustico”

Complimenti e grazie.
Mario


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Mario,
il rumore può essere considerato una immissione nociva per l’uomo, e quindi un danno al suo fondamentale diritto alla salute, qualora superi la soglia della “normale tollerabilità”.
L’inquinamento acustico, derivato dal rumore, trova una definizione nella L. 447/95, la quale stabilisce che per inquinamento acustico si intende “quel rumore che, introdotto nell’ambiente abitativo o esterno, provoca fastidio o disturbo al riposo ed alle attività dell’uomo, crea pericolo per la sua salute, danneggia gli ecosistemi ambientali, i beni materiali ed i monumenti”.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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MANSIONI LAVORATIVE E GRAVIDANZA

Preg.mo Olivetti,
in quanto lavoratrice ho il diritto di vedere adeguate le mansioni al mio stato di gravidanza?

Cordiali saluti
Anna


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Anna,
affinchè la mansione lavorativa possa serenamente coesistere con lo stato di gravidanza, vi è già da tempo la tutela contenuta nella L. 1204/71.
Più recentemente, invece, il decreto legislativo n. 645/96, che recepisce una Direttiva Europea riguardante il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in eventuale periodo di allattamento, ha stabilito che il datore di lavoro deve considerare, all’interno di precisi criteri valutativi dei rischi, gli aspetti particolari legati alla salute e alla sicurezza di questa particolare categoria di dipendenti, per la corretta individuazione dei compiti vietati e la predeterminazione degli eventuali spostamenti di mansione.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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PROBLEMI CON LA BANCA

Preg.mo Olivetti,
ho avuto seri problemi con la mia banca. Mi è stato consigliato di ricorrere all’Ombudsman. In che cosa consite?

Grazie.
Annamaria


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Annamaria,
se sorgono questioni tra la banca ed il cliente, quest’ultimo può rivolgersi all’Ombudsman. Questo organismo, infatti, permette di risolvere gratuitamente e rapidamente le controversie sorte.
Le condizioni per poter ricorrere all’Ombudsman sono le seguenti:
1) Il cliente può far ricorso all’Ombudsman solo dopo essersi già rivolto inutilmente all’Ufficio reclami della sua banca.
2) Il danno economico subito dal ricorrente deve essere inferiore a 10 mila euro.
3) La controversia non deve essere già stata sottoposta all’esame dell’autorità giudiziaria.
In presenza di queste condizioni, l’Ombudsman emette il suo giudizio entro 90 giorni dalla data di ricevimento del reclamo, se quest’ultimo è corredato della documentazione necessaria; ovvero entro 120 giorni, se la documentazione è carente e l’Ombudsman ne chiede l’integrazione.
Una volta decisa la vertenza, in caso di decisione favorevole al ricorrente l’Ombudsman assegna alla banca un termine per eseguire quanto deciso; in caso di decisione sfavorevole, il consumatore mantiene comunque il diritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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SPAMMING ED E-MAIL PUBBLICITARIE

Preg.mo Olivetti,
vorrei capire come si pone l’ordinamento rispetto all’indebito utilizzo della posta elettronica per finalità promozionali, pubblicitarie e di vendita, senza che gli interessati abbiano manifestato in precedenza il proprio consenso.

Grazie.
Teodoro


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Teodoro,
con il provvedimento del 20 aprile 2006, il Garante ha ribadito che non si possono inviare e-mail per pubblicizzare un prodotto o un servizio senza prima aver ottenuto il consenso del destinatario, anche quando si tratta solo del primo invio.
Va ricordato infatti che, ai sensi del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative e le newsletter possono essere inviate solo con il consenso del destinatario.
Detto consenso, da documentare per iscritto, deve essere libero, specifico e informato.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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LOCAZIONE: DINIEGO DEL RINNOVO

Preg.mo Olivetti,
vorrei sapere in quali casi il proprietario può legittimamente negare il rinnovo del contratto di locazione ad uso commerciale alla prima scadenza dei 6 anni?

Complimenti per la Sua rubrica.
Katia


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Katia,
Ai sensi dell’art. 29 della Legge 392 del 1978, sommariamente il locatore può negare il rinnovo del contratto alla prima scadenza, dopo 6 anni, ma soltanto per prestabiliti motivi.
In particolare:
a) qualora il locatore intenda adibire l'immobile ad abitazione propria o del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta;
b) qualora il locatore intenda adibire l'immobile all'esercizio, in proprio o da parte del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta, di una attività fra quelle indicate dalla legge, o, se si tratta di pubbliche amministrazioni, enti pubblici o di diritto pubblico, all'esercizio di attività tendenti al conseguimento delle loro finalità istituzionali;
c) qualora il locatore intenda ristrutturare o demolire l'immobile per ricostruirlo, ovvero per procedere alla sua integrale ristrutturazione o completo restauro, ovvero per eseguire su di esso interventi sulla base di un programma comunale pluriennale di attuazione ai sensi delle leggi vigenti.
d) qualora il locatore intenda ristrutturare l’immobile al fine di rendere la superficie dei locali adibiti alla vendita conforme a quanto previsto nell’articolo 12 della legge 11 giugno 1971, n. 426 e ai relativi piani comunali, sempre che le opere da effettuarsi rendano incompatibile la permanenza del conduttore nell’immobile.

Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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PRODUCT PLACEMENT

Preg.mo Olivetti,
in tema di pubblicità ho sentito parlare di “product placement”; di che cosa si tratta?

Grazie e complimenti.
Chiara


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Chiara,
il “product placement” è una forma di pubblicità indiretta e consiste nel presentare un prodotto più volte all’interno di un programma audiovisivo in modo apparentemente casuale.
Si tratta di un escamotage ora vietato.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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PARTI COMUNI DI UN EDIFICIO

Preg.mo Olivetti,
vorrei sapere quali parti di un edificio vengono dall’ordinamento considerate “parti comuni”.

Grazie in anticipo.
Antonio


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Antonio,
l’articolo 1117 codice civile indica le cose che sono oggetto di proprietà comune. Tale elenco non ha carattere tassativo.
Sono comuni, per esempio:
- il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti, i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune;
- i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;
- le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso comune, come gli ascensori.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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LAVORO A PROGETTO

Preg.mo Olivetti,
non mi sono chiari i requisiti del contratto a progetto previsto dalla riforma Biagi. Può sinteticamente, indicarmeli?

Grazie e complimenti.
Gianluca


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Gianluca ,
il contratto di lavoro a progetto deve essere stipulato in forma scritta e contenere ai fini della prova i seguenti elementi:
1. indicazione della durata della prestazione
2. indicazione del progetto o del programma di lavoro (o di alcune fasi di esso)
3. corrispettivo stabilito per la prestazione
4. tempi e modalità del pagamento
5. forme con cui il lavoratore a progetto può coordinarsi con il committente
6. eventuali misure per la tutela della salute e la sicurezza del collaboratore.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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INQUINAMENTO ACUSTICO

Preg.mo Olivetti,
vorrei sapere quando il rumore diventa inquinamento acustico.

Grazie.
Annalisa


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Annalisa,
il rumore può essere considerato una immissione nociva per l’uomo, e quindi un danno al suo fondamentale diritto alla salute, qualora superi la soglia della “normale tollerabilità”.
L’inquinamento acustico, derivato dal rumore, trova una definizione nella L. 447/95, la quale stabilisce che per inquinamento acustico si intende “quel rumore che, introdotto nell’ambiente abitativo o esterno, provoca fastidio o disturbo al riposo ed alle attività dell’uomo, crea pericolo per la sua salute, danneggia gli ecosistemi ambientali, i beni materiali ed i monumenti”.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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CINQUE PER MILLE

Preg.mo Olivetti,
in tema di finanziaria 2006 ho sentito parlare del cinque per mille. Di che cosa si tratta?

Grazie.
Roberta


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Roberta,
la recente legge finanziaria (legge 23 dicembre 2005 n. 266), a titolo sperimentale per l’anno 2006, consente al contribuente di destinare a determinati enti una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).
Fermo restando che il cinque per mille rappresenta una quota delle imposte che deve comunque essere versata allo Stato, la particolarità del provvedimento consiste nel fatto che l’ente beneficiario del finanziamento viene deciso direttamente dal contribuente, attraverso l’indicazione del codice fiscale dell’ente.
In particolare, il cinque per mille è previsto a sostegno di quattro aree: 1) volontariato e no-profit, 2) Università e ricerca scientifica, 3) ricerca sanitaria, 4) iniziative sociali comunali.
Il cinque per mille, pertanto, è destinato a sostenere le attività di volontariato, le ONLUS (acronimo per Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), le associazioni e fondazioni di promozione sociale, oppure il finanziamento della ricerca scientifica, le università, il finanziamento della ricerca sanitaria, oppure ancora le attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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LA NUOVA DISCIPLINA DELL’AGRITURISMO

Preg.mo Olivetti,
secondo la nuova disciplina, quale è la definizione di “agriturismo?”?

Grazie.
Anna


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Anna,
la legge n. 96 del 20 febbraio 2006 ha innovato la disciplina dell’agriturismo.
Ai sensi dell’art. 2, comma 1, della legge citata, si considerano attività agrituristiche “le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali”.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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LEGITTIMA DIFESA

Preg.mo Olivetti,
vorrei capire che cosa è cambiato nell’istituto della “legittima difesa”.

Grazie e complimenti.
Rosaria


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Rosaria,
la legittima difesa è disciplinata dall’art. 52 Cod. Pen. che recita “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un proprio diritto o altrui contro il pericolo attuale dell’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”.
La legge 13 febbraio 2006 n. 59 ha modificato l’articolo citato, innovando la disciplina della legittima difesa.
In particolare, la proporzionalità fra difesa ed offesa viene ora ritenuta sempre sussistente allorché la prima - nel contesto della violazione di domicilio di cui all’art. 614 Cod. Pen., allargato ad ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale (ossia, negozio, studio professionale, o azienda) - sia consistita nell’uso di un’arma legittimamente detenuta o di altro mezzo idoneo, al fine di difendere la propria o altrui incolumità ovvero ancora i beni propri od altrui nell’ipotesi di pericolo d’aggressione, e sempre che non vi sia stata desistenza da parte del malvivente.
Secondo la nuova legge, dunque, non esiste più l’eccesso di difesa, per il quale si poteva venire condannati qualora la reazione fosse sproporzionata.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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CONSERVAZIONE DI DOCUMENTI

Preg.mo Olivetti,
fino a quando devono essere conservate fatture, estratti conto, multe, bollette, ecc.?

Grazie e complimenti.
Anna


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Anna,
per quanto riguarda la conservazione delle ricevute di pagamento in generale il nostro ordinamento non prevede un termine unico ed uniforme, ma dispone termini variabili, a seconda del documento.
A titolo meramente informativo si riportano qui di seguito le scadenze previste per i principali documenti che caratterizzano la nostra vita quotidiana, con l’avvertenza che al fine di evitare possibili inconvenienti è consigliabile in ogni caso trattenere copia delle ricevute per almeno altri 2-3 anni oltre le scadenze indicate.
Affitto (appartamento): per 5 anni
Assicurazioni: per 1 anno dalla scadenza
Bollette/fatture energia elettrica, gas, telefono fisso, rifiuti: per 5 anni
Bollette telefoni mobili-cellulari: per 10 anni
Bollo auto: per 3 anni dalla scadenza
Canone RAI TV: per 10 anni
Estratti conto bancari: per 60 giorni
Fatture di alberghi e ristoranti: per 6 mesi
Multe stradali: per 5 anni
Pagamenti rateali: per 5 anni
Parcelle/fatture di liberi professionisti (avvocati, notai, ecc.): per 3 anni dalla fine del rapporto


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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BUONI PASTO

Preg.mo Olivetti,
vorrei sapere se i buoni pasto o i ticket restaurant sono cumulabili”?

Grazie e complimenti.
Antonello


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Antonello,
I buoni pasto non sono cumulabili. Non solo.
Essi hanno anche altre caratteristiche:
1) non sono cedibile,
2) non sono commerciabili,
3) non danno diritto a resto,
5) non sono convertibile in moneta.
Infine, occorre rilevare che il buono ha una data scadenza entro la quale deve essere utilizzato.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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IMPRESA, AZIENDA E DITTA

Preg.mo Olivetti,
quale è la differenza tra i concetti di impresa, azienda e ditta?

Grazie anticipatamente della risposta.
Tatiana


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Tatiana,
mentre nel linguaggio quotidiano, i termini “impresa”, “azienda” e “ditta” vengono usati come sinonimi, da un punto di vista giuridico tali termini definiscono tre concetti distinti.
Nel dettaglio:
- l’impresa è l’attività svolta dall’imprenditore, e a seconda dei casi può essere di natura agricola, commerciale o artigiana;
- l’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per svolgere tale attività (art. 2555 Codice Civile) e comprende locali, arredi, macchinari, attrezzature, ecc.;
- la ditta, infine, è la denominazione commerciale dell’imprenditore (art. 2563 Codice Civile), cioè il nome con cui egli esercita l’attività di impresa distinguendo la propria azienda da quelle concorrenti.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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INQUINAMENTO ACUSTICO

Preg.mo Olivetti,
quando il rumore si trasforma in “inquinamento acustico”?

Grazie e complimenti.
Andrea


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Andrea,
il rumore può essere considerato una immissione nociva per l’uomo, e quindi un danno al suo fondamentale diritto alla salute, qualora superi la soglia della “normale tollerabilità”.
L’inquinamento acustico, derivato dal rumore, trova una definizione nella L. 447/95, la quale stabilisce che per inquinamento acustico si intende “quel rumore che, introdotto nell’ambiente abitativo o esterno, provoca fastidio o disturbo al riposo ed alle attività dell’uomo, crea pericolo per la sua salute, danneggia gli ecosistemi ambientali, i beni materiali ed i monumenti”.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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ONLUS

Preg.mo Olivetti,
quali sono i requisiti che devono caratterizzare un ente affinché possa essere qualificato “ONLUS”? Gli enti pubblici possono essere “ONLUS”?

Grazie.
Roberta


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Roberta,
in linea generale, i requisiti per inquadrare un ente come ONLUS sono i seguenti:
a) natura privatistica dell’ente;
b) perseguimento esclusivo di fini solidaristici;
c) attività dell’ente svolta in uno dei seguenti campi: assistenza, beneficenza, istruzione, ricerca, tutela naturalistica e dell’ambiente, cultura, arte, sport;
d) democraticità dello statuto;
e) trasparenza dei bilanci;
f) obbligo di destinazione dei beni, residuati allo scioglimento dell’ente, a favore di altre ONLUS o a fini di pubblica utilità;
g) limitazioni sugli emolumenti degli amministratori e sui compensi a terzi;
h) divieto di distribuire utili;
i) divieto di cedere beni o servizi agli associati a condizioni più favorevoli.
Si noti che da quanto menzionato al punto a) consegue che gli enti pubblici non possono mai essere qualificati “ONLUS”.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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MOBBING ORIZZONTALE E VERTICALE

Preg.mo Olivetti,
ho sentito parlare di mobbing orizzontale e verticale. Mi può spiegare di che cosa si tratta.

Grazie.
Andrea


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Andrea,
il termine “mobbing” è di origine anglo-sassone e proviene dal verbo “to mob”, ossia attaccare, assalire. Il significato ha radici nell’etologia e si riferisce, in particolare, al comportamento di alcune specie animali, solite circondare minacciosamente un membro del gruppo per allontanarlo.
Oggigiorno il termine è passato ad indicare tutti quei comportamenti e quelle azioni tenute nei confronti di un lavoratore da parte dei colleghi (c.d. mobbing orizzontale) o dai superiori (c.d. mobbing verticale) al fine di indurlo a lasciare il posto di lavoro.
Nonostante la diffusione e la gravità del fenomeno, in Italia, una normativa di legge specifica per il mobbing tarda ad essere realizzata.
Vi sono state, infatti, alcune proposte di legge e diverse sentenze dei Tribunali del Lavoro che hanno affrontato il problema, senza tuttavia arrivare a soluzioni definitive.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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DIRITTO D'AUTORE

Preg.mo Olivetti,
vorrei sapere quale è la norma di riferimento in materia di diritto d'autore e se oltre alla SIAE vi sono altri enti analoghi in Italia.

Grazie.
Luca


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Luca,
nel nostro ordinamento la normativa di riferimento in materia di diritto d’autore è rappresentata dalla legge n. 633/1941 e sue successive integrazioni e modifiche, tra cui, da ultimo, la legge n. 248/2000 che dispone “nuove norme di tutela del diritto d’autore”. Il nostro ordinamento attribuisce alla Società Italiana degli Autori e degli Editori (SIAE) l’attività di intermediazione per la gestione dei diritti d’autore in esclusiva.
La SIAE, pertanto, concede le autorizzazioni per l’utilizzazione delle opere protette, riscuote i compensi per diritto d’autore e ripartisce i proventi che ne derivano.
Come detto, questa attribuzione è fatta in esclusiva, pertanto non esistono in Italia enti analoghi alla SIAE che svolgono la medesima attività istituzionale.
Si noti, infine, che l’iscrizione alla SIAE non è obbligatoria, tuttavia, l’autore che abbia aderito alla SIAE deve sempre avvalersi della sua intermediazione, e qualora venga interpellato direttamente, dovrà indirizzare alla SIAE gli utilizzatori per il rilascio delle autorizzazioni.
Per la normativa italiana, il singolo autore - se iscritto alla SIAE - non può concedere direttamente le autorizzazioni, non può rinunciare ai propri diritti e non può accordare sconti o riduzioni.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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PUBBLICITA’ SUBLIMINALE

Preg.mo Olivetti,
ho sentito parlare della pubblicità subliminale e che è vietata. Di che cosa si tratta di preciso? Con stima. Grazie e complimenti.

Grazie.
Laura


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Laura,
contenuto in un singolo e rapidissimo fotogramma che, contenuto all’interno di un filmato, non forma alcuna immagine visiva di per sé, ma che la mente, inconsapevolmente percepisce.
A tutela del consumatore, la pubblicità subliminale è ovviamente vietata, come disposto espressamente dall’art. 23, comma 3, del Codice del Consumo (decreto legislativo n. 206/2005). Cordiali saluti.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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DECRETO INGIUNTIVO

Preg.mo Olivetti,
ho sentito spesso parlare di decreto ingiuntivo, ma non so bene di che cosa si tratta. Mi potrebbe chiarire le idee? Grazie e complimenti.

Grazie.
Piero


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Piero,
il decreto ingiuntivo o ingiunzione di pagamento è uno strumento diffusissimo nella pratica previsto dal nostro ordinamento in favore del creditore in grado di offrire una prova scritta del proprio debito, che deve essere certo nel suo ammontare, liquido ed esigibile, cioè già scaduto.
Tra le prove scritte più utilizzate rientrano le fatture, i documenti di trasporto e gli estratti autentici delle scritture contabili.
In particolare, il decreto ingiuntivo è un provvedimento giudiziario di condanna concesso dal giudice competente - Tribunale o Giudice di Pace, a seconda del valore della causa - su richiesta del creditore, con il quale il giudice ingiunge (ossia, ordina) al debitore il pagamento di una somma - o la consegna di un bene - a favore del creditore.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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CONTROLLI SUI LAVORATORI

Preg.mo Olivetti,
vorrei sapere se è legittimo il controllo sulle telefonate private dei dipendenti da parte del datore di lavoro.

Grazie e congratulazioni.
Romeo


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Romeo,
una recente decisione della Corte di Cassazione (n. 4746 del 3.4.2002) ha legittimato il controllo sulle telefonate private del dipendente, escludendo che questa vigilanza violi l’art. 4 dello Statuto del lavoratori.
Secondo la Corte, sono possibili i controlli diretti ad accertare condotte illecite del lavoratore (c.d. controlli difensivi), come quelli effettuati attraverso apparecchi di rilevazione di telefonate ingiustificate.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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IMPRENDITORE COMMERCIALE

Preg.mo Olivetti,
quale è secondo l'ordinamento la definizione di imprenditore commerciale?

Grazie anticipatamente della sua risposta.
Anna


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Anna,
il codice civile definisce l’imprenditore commerciale all’articolo 2082, specificando che si tratta di un soggetto (singolo o collettivo) che “esercita professionalmente una attività economica organizzata, al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”.
In altre parole è imprenditore chi si avvale del capitale e del lavoro a sua disposizione al fine di soddisfare la domanda di beni e servizi del mercato.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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CONCORRENZA SLEALE

Preg.mo Olivetti,
l'assunzione di dipendenti altrui può costituire una forma di concorrenza sleale?

Grazie molte.
Sabrina


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Sabrina,
la Cassazione ha stabilito che costituisce concorrenza sleale, a norma dell’articolo 2598, n. 3, cod. civ., anche l’assunzione di dipendenti altrui o la ricerca della loro collaborazione, non per la capacità di lavoro loro proprie, ma per l’utilizzazione delle conoscenze tecniche apprese in un determinato ambiente lavorativo.
L’atteggiamento è scorretto quando è provato che mirava unicamente a danneggiare un altrui esercizio, nella contesa della clientela.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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REGIME PATRIMONIALE TRA CONIUGI

Preg.mo Olivetti,
quale è il regime patrimoniale tra i coniugi operante per legge?

Grazie e complimenti.
Luca


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Luca,
salvo diversa pattuizione, il regime legale tra i coniugi operante per legge è quello della comunione dei beni.
Occorre rilevare che i coniugi possono scegliere un regime patrimoniale diverso (ad esempio la separazione dei beni), mediante una convenzione matrimoniale, oppure con dichiarazione inserita nell'atto di celebrazione del matrimonio.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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DIRITTO DI ABITAZIONE

Preg.mo Olivetti,
che cosa si intende per diritto di abitazione?

Grazie.
Andrea


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Andrea,
il diritto di abitazione è un diritto a carattere personale ed è disciplinato dall’art. 1022 c.c. Esso consiste nell’abitare una casa limitatamente ai bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia.
Secondo l’orientamento costante della giurisprudenza, il diritto di abitazione può essere costituito solo a favore di persone fisiche e mediante testamento, usucapione o contratto, per il quale è richiesta la forma scritta dell’atto pubblico o scrittura privata.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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RESPONSABILITA’ LIMITATA

Preg.mo Olivetti,
ho sentito parlare responsabilità limitata in tema di società. Che cosa si intende?

Grazie.
Antonio


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Antonio,
con l’espressione “responsabilità limitata” si intende che il socio non è obbligato patrimonialmente per i debiti contratti dalla società; ne deriva che i creditori possono avviare esecuzioni solo nei confronti dei beni di proprietà della società, mentre il patrimonio personale del socio non può essere aggredito. Viceversa nel caso di società di persone (ditta individuale, società semplice ecc.), i creditori possono agire anche contro i beni personali del socio, che ne risponderà con tutto il suo patrimonio personale.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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LUTTO VEDOVILE

Preg.mo Olivetti,
ho sentito parlare di “lutto vedovile”. Mi potrebbe dire di che cosa si tratta di preciso? Con stima.

Grazie e complimenti.
Annalisa


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Annalisa,
con l’espressione “lutto vedovile” si intende il divieto temporaneo di nuove nozze, che il nostro ordinamento prevede per le donne al fine di evitare che il figlio concepito nel precedente matrimonio nasca in costanza del nuovo matrimonio, generando così incertezza sulla paternità. In particolare, l’art. 89, comma 1, del Cod.Civ. dispone che la donna non può contrarre matrimonio se non sono trascorsi almeno trecento giorni dallo scioglimento o dall’annullamento del precedente matrimonio, salvo che questo non sia stato dichiarato nullo per impotenza di uno dei coniugi. Il divieto, comunque, può essere rimosso con autorizzazione del Tribunale se è “inequivocabilmente escluso lo stato di gravidanza” (art. 89, comma 2).
Ovviamente, la ragione del divieto cessa dal giorno in cui sia terminata l’eventuale gravidanza (art. 89, comma 3).
Si noti infine che il mancato rispetto del lutto vedovile rende il matrimonio irregolare, e pertanto l’ufficiale di stato civile di non dovrebbe celebrarlo.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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CONCORRENZA SLEALE

Preg.mo Olivetti,
sono un imprenditore e vorrei sapere che cosa intende la legge per “concorrenza sleale”.

Grazie e complimenti.
Sandro


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Sandro,
la concorrenza sleale nel nostro ordinamento è espressamente vietata dall’art. 2598 Cod. Civ., il quale dispone:
“Ferme le disposizioni che concernono la tutela dei segni distintivi e dei diritti di brevetto, compie atti di concorrenza sleale chiunque:
1) usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o con i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l'attività di un concorrente;
2) diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente, idonei a determinarne il discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell’ impresa di un concorrente;
3) si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda.”


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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RESPONSABILITA' ILLIMITATA

Preg.mo Olivetti,
in tema di società e ditte individuali, che cosa si intende per responsabilità illimitata?

Grazie.
Annalisa


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Cara Annalisa,
nel caso della ditta individuale, della società semplice, della società in nome collettivo e della società in accomandita semplice (per i soli soci accomandatari), i creditori possono agire anche contro i beni personali del gestore o del gestore-socio.
E’ per questo che tale tipo di responsabilità viene definita illimitata.
Nel caso invece delle società di capitali, prime fra tutte le diffusissime società a responsabilità limitata (srl), i creditori possono avviare esecuzioni solo nei confronti dei beni di proprietà della società, mentre il patrimonio personale dei soci non può essere aggredito.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti
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AZIENDA

Preg.mo Olivetti,
come definisce l’ordinamento il concetto di “azienda”?

Grazie.
Alfredo


Risponde l'avvocato Luca Olivetti

Caro Alfredo,
l’attività economica si considera "organizzata" - e può assumere quindi caratteristiche d’impresa - quando è svolta attraverso una “azienda”.
Il Codice Civile (art. 2555) definisce l’azienda come il «complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa»: macchinari, impianti, attrezzature, locali, arredi, ecc., o più genericamente capitali.
Oltre a questo, l’azienda è fatta anche di lavoro, cioè di risorse umane, ognuna con una propria funzione, coordinate e dirette dall’imprenditore.


Cordiali saluti.

Avv. Luca Olivetti



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Alfonso Signorini


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