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| CONDIVIDO LO SDEGNO |
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15/2/2006 |
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Egregio Direttore,
ho letto solo oggi la lettera di una lettrice (e la sua risposta) pubblicata questa settimana su Sorrisi e C. TV, in merito al compenso del vincitore del Grande Fratello. Condivido in pieno lo sdegno della lettrice Elisabetta e aggiungo un ulteriore sconcerto per la sua risposta.
A me sembra incredibile che un direttore di giornale possa affermare che "...se hanno messo 1 milione di euro avranno avuto la loro convenienza" rivelando così di non aver capito che il motivo dello sdegno non c'entra niente con la redditività dell'operazione commerciale ma attiene alla mancanza di misura e proporzione della cifra in rapporto al contesto.
Apposta la lettrice parla di "schiaffo alla povertà e alla gente comune".
Ancora lei dice: "essendo un affare tra privati... non ci vedo niente di male". E poi: "fossero soldi pubblici, m'infurierei, ma dato che non lo sono, facciano pure".
O io sono un marziano o il suo ragionamento, caro Direttore, contiene almeno due fondamentali e gravi errori. Primo: Anche un affare tra privati può essere scandaloso quando viene sbattuto in faccia alla stragrande maggioranza della società costretta a fare i conti con gli spiccioli e non sa neanche come si scrive "due miliardi di lire".
Secondo: NON sono "soldi privati" perché sono anche MIEI. Lo dice lei stesso: "...ci guadagneranno sopra un bel po'". Non si chiede da dove viene il guadagno? Se non lo sa glielo dico io: viene dalla gente comune che è abituata a prendere mille euro al mese e che per mantenere la famiglia deve comprare il latte, il detersivo, la pasta ecc. i cui produttori pagano miliardi alle TV in pubblicità.
Sarebbe ora che si smettesse di considerare un affare privato le decine di milioni di euro che si danno ai Bonolis o ai calciatori di turno e si incominciasse invece a riflettere un po' di più sulle profonde ingiustizie di una società che ha fatto del profitto un idolo per il quale non esistono limiti di culto. Qualsiasi valore in sé positivo, quando applicato senza regole né misura, diventa ingiusto.
Pazienza se i media non aiutano a capire "oltre la punta del naso", ma almeno che non trasmettano messaggi sbagliati!
Cordialmente
Franco Detomi
Gentile Franco,
rispetto il suo sdegno, ma non cambio idea.
E la mia idea è meglio articolata in una ulteriore risposta che, se vuole, potrà leggere.
Buona giornata
md
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