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| GRANDE FRATELLO O BENEFICENZA? |
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22/3/2006 |
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Caro Direttore,
vorrei essere breve, ma allo stesso tempo avere la possibilità di essere presa in considerazione. Premetto che seguo la gran parte dei reality, mi appassiono alle storie, li seguo divertita e li prendo alla leggera, così come dovrebbe essere, a mio modesto parere. Sto guardando su Canale5 il Grande Fratello 6, è giovedì 16/03 e Fabiano, il ciociaro per intenderci, correva il rischio di essere eliminato. La stessa bravissima Alessia, raccontava il dolore che traspirava sia in studio che all'interno della casa a seguito della decisa e immediata sua eliminazione.
Il dolore? Ma nemmeno fosse una tragedia! Erano tutti disperati perché lui è sempre stato sincero, perché era chiaro fin dall'inizio che lui di quei soldi ne ha davvero bisogno, bla bla bla.
E chi non ha bisogno di un milione di euro? Non voglio discutere dell'esagerato ammontare del premio finale, ma qui torno all'oggetto della mia mail: è un gioco o è beneficenza?
Perché nel secondo caso allora che senso ha andare avanti con il reality? Se Fabiano è quello che ha più bisogno dei soldi allora il vincitore è già designato.
La cara Alessia all'inizio della trasmissione annunciava che durante la serata oltre all'eliminazione di routine ce ne sarebbe stata una straordinaria, le votazioni sono state fatte, eppure, per il motivo descritto sopra non è avvenuta.
Non vale! Per una spettatrice che guarda uno show, sebbene capisco che ci si possa affezionare ad alcuni concorrenti, credo non sia giusto cambiare "in corsa" le regole del gioco. Non per "pietà". Sembra che anche i concorrenti stiamo prendendo troppo seriamente tutto ciò che succede all'interno della casa (mi riferisco in particolare alla disperazione di ManLo)...
Gli altri reality-dipendenti cosa ne pensano? Sarei davvero curiosa di saperlo.
Saluti da un'affezionata lettrice
Valentina Moretti
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