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Mondiali di calcio, pillole di tv
7/6/2006
di Donato Milione

Il primo evento calcistico trasmesso interamente in tv è datato 1936 e, nonostante l’importanza, è purtroppo mal documentato: a malapena si trovano tracce del fatto che si trattò di un incontro tra due squadre di club inglesi: Everton ed Arsenal. Il debutto della nazionale italiana in tv, seppur in via sperimentale e limitata alla zona di Berlino e Lipsia, risale sempre al 1936, durante i Giochi Olimpici, quando l’Italia sconfisse l’Austria 2-1. L’arrivo sulla tv italiana della nazionale avviene in occasione dell’incontro disputato a Genova il 13 dicembre 1953, valido per la Coppa Internazionale: Italia-Cecoslovacchia 3-0, telecronista Nicolò Carosio.
Ma la vera «prima volta» sul piccolo schermo, da considerare ufficiale a tutti gli effetti, risale al 24 gennaio 1954, ventuno giorni dopo la nascita della televisione in Italia. A Milano, allo stadio di San Siro l’Italia affronta l’Egitto per un incontro valido per le qualificazioni ai Mondiali in Svizzera, che si terranno nel giugno successivo; per la cronaca la partita, disputata sotto una nevicata, vide gli azzurri imporsi 5-1...
Fu proprio a Svizzera 1954 che gli italiani poterono assistere per la prima volta in tv ai Campionati Mondiali di calcio, ma più che a casa nei bar, dove la gente si riuniva, dato l’ancora esiguo numero di apparecchi in circolazione. La prima partita trasmessa dalla Rai, il 20 giugno, fu Italia-Belgio, terminata 4-1 per gli azzurri.
I Mondiali di Svezia 1958 destarono minor interesse nel Belpaese, anche a causa della mancata qualificazione degli azzurri. Il successivo mondiale del 1962 in Cile riportò indietro nel tempo e la radio tornò mezzo di comunicazione principale per seguire le partite, dato che le immagini pervenivano con 48 ore di ritardo a causa della distanza. Ai Mondiali d’Inghilterra del 1966 l’evento fu seguito dalla Rai con numerose dirette delle partite; purtroppo per gli azzurri le aspettative andarono deluse e l’Italia fu eliminata dalla Corea del Nord.
Nel 1970, ai Mondiali in Messico si giocò quella che si potrebbe definire la madre di tutte le partite di calcio: la semifinale Italia-Germania 4-3, ormai entrata nel mito di più di oltre una generazione di calciofili. In onda a mezzanotte in Italia, a causa del fuso orario, tenne svegli ed incollati alla tv milioni di italiani. Nel 1990 "Italia-Germania 4-3" fu il titolo ad un film di successo con Massimo Ghini, Nancy Brilli, Fabrizio Bentivoglio e Giuseppe Cederna (alcuni amici si ritrovano dopo 20 anni per assistere alla replica della partita in tv). Nel 1974 l’avvento del colore: grazie alle trasmissioni di Tv Koper – Capodistria gli italiani ebbero l’opportunità di vedere numerose partite dei Mondiali di Germania a colori (in Rai il colore arriverà solo nel 1977).
Spagna 1982. Alcune immagini e voci trasmesse dallo Stadio Bernabeu di Madrid rimarranno indelebili nella memoria di milioni di italiani: «Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!» urla incontenibile Nando Martellini dopo la finale vinta 3-1 contro la Germania; Tardelli corre e grida la sua gioia per il gol a squarciagola, il presidente Pertini, pipa alla mano, in tribuna che esulta… e le mani di Zoff che sollevano la Coppa! Le ultime immagini da ricordare con il sorriso.
Dei Mondiali di Italia '90 rimane vivido il ricordo televisivo degli occhi spalancati di Totò Schillaci dopo i suoi gol durante le "notti magiche"; si ebbe allora il record di ascolti in assoluto (da quando esiste l’Auditel) nella fatale Italia-Argentina: 27.537.000 telespettatori davanti alla tv.
Nonostante il grande Mondiale di USA 1994 negli italiani resta nella memoria il pianto di capitan Franco Baresi, consolato da Sacchi, dopo la finale persa ai rigori con il Brasile.
I tiri dagli undici metri furono fatali anche a Francia ’98, dove la nazionale italiana si arrese ai quarti ai padroni di casa, poi campioni: un’altra sofferenza davanti al piccolo schermo per milioni di tifosi.
Nel 2002 la nazionale italiana subì la cocente delusione di essere eliminata dai padroni di casa coreani (dopo Inghilterra 1966, ancora una Corea, ma stavolta da quelli del Sud) con un arbitraggio piuttosto casalingo dell'arbitro sudamericano Byron Moreno, che scatenò polemiche a non finire per settimane sui media. Nel 2004, agli Europei in Portogallo la tv, ma soprattutto la moviola (e non solo quella ufficiale) fecero divampare il caso Totti. Il campione italiano, tartassato e provocato per tutta la gara dal suo marcatore Poulsen, in Italia-Danimarca, venne colto nell'atto di sputare sull’avversario: seguirono squalifica e polemiche (pare che una telecamera danese avesse seguito solo il giocatore italiano per tutta la gara, alla ricerca di un qualcosa, e raggiunse il suo scopo). Così il mezzo televisivo si erge addirittura ad arbitro (o giudice) e fornisce le prove del malfatto, che può sfuggire all’arbitro, ma può essere utilizzato come prova.
Per il Mondiali 2006 la Tv satellitare Sky si aggiudica i diritti di trasmissione in diretta di tutte le partite della rassegna in Germania. Gli italiani dovranno pagare l’abbonamento per assistere a tutte le partite; piovono critiche sulla Rai che, secondo molti non ha valutato il "diritto" al libero accesso della visione dell’evento degli italiani, che pagano comunque il canone. La tv di Stato comunque trasmetterà tutte le partite dell’Italia e le gare valutate più significative (25 su 64).


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    Alfonso Signorini


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