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| LE «GEMELLE K» E IL DOVERE DI INFORMARE |
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3/9/2007 |
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Caro direttore,
ritengo assurdo il fatto di dover leggere articoli (come quello «esclusivo» comparso sul vostro sito) e vedere servizi televisivi (come quello trasmesso da «Lucignolo») interamente dedicati alle «Gemelle K». Ma dove siamo arrivati? Sembra che qui si stia sfruttando uno spiacevolissimo episodio, l’omicidio della giovane Chiara, per creare nuovi personaggi da cronaca rosa. Come si può, in tutta questa storia, dare importanza a quelle due ragazzine? Io, per carità, non mi permetto di giudicarle perché non le conosco, ma sono sicura che alla gente vorrebbe conoscere il nome dell’assassino, piuttosto che essere informata su quanti provini per la tv hanno sostenuto le due sorelle.
Credo che i media e tutti i mezzi di informazione non abbiano più rispetto per la vita degli altri e pensino solo a fare soldi attraverso scoop e notizie inutili.
Serena (Lipari)
Cara Serena,
ci sono ogni tanto alcuni clamorosi fatti di cronaca nera che, ahimè, diventano oggetto di grande interesse per il vasto pubblico. È sempre successo, da quando esiste la stampa. Nel caso specifico di Garlasco,
concordo sul fatto che la pressione mediatica sia davvero eccessiva (tutti quei microfoni, quelle telecamere invadenti...). Ma una notizia è una notizia, e quando una notizia può servire a capire qualcosa di più della personalità dei protagonisti, io credo che pubblicarla (sempre nel rispetto delle leggi, della deontologia e del
buon gusto) sia un dovere di chi fa il mestiere di informare. Umberto Brindani
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D&R Domande e Risposte |
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