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| VIOLENZA IN TV E CENSURA. DOVE ANDREMO A FINIRE? |
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28/2/2008 |
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Ho appena letto in un giornale on line che anche al cane Rex ed a Dragonball è stato comminato il famoso bollino rosso. È stato ovviamente anche notato che scene di violenza vengono proposte anche nei telegiornali. Naturalmente dopo le osservazioni che sono state fatte dal comitato media e minori ci saranno grandi variazioni sia nei pallinsesti che nella messa in onda di talk show e telegiornali.
Il morale di questa storia è che si andrà sempre di più verso una televisione esclusivamente dedicata ai bambini in età infantile e non più all'adulto medio. Il comitato si è evidentemente dimenticato che gli elementi di questi programmi televisivi che ha così duramente criticato (scene di violenza e omicidi) appartengono al cinema ed alla televisione quasi fin dai rispettivi concepimenti ed in ogni paese in cui sono giunti sia l'uno che l'altra. Essendo tv e cinema ormai globalizzati, non mi risulta che gli abitanti del mondo passino il tempo ad ammazzarsi o a finire in ospedali psichiatrici perché hanno visto scene violente in film o cartoni animati. Proseguendo su questa strada "censoria" non si farà altro che ridurre sempre di più la soglia di tolleranza della gente nei confronti delle diverse scene che gli si possono trovare di fronte. In pratica si sentiranno commenti indignati su cose che magari oggi sono considerate insignificanti, senza contare che già attualmente lei stesso ha potuto leggere mail di gente terrorizzata dalla musica dello spot Campari o
traumatizzata dal peto dello scoiattolo Vigorsol, quindi chissà dove andremo a finire.
Per concludere posso darle un consiglio: cominci ad ampliare (di molto) la parte del suo giornale che si occupa dell'home video perché tra programmi ballerini, altri che saltano e tutti gli altri che vengono censurati richia di avere un drastico calo delle vendite non per colpa sua, ma perché la gente non guarderà più la tv per disinteresse!
Vash
Caro Vash, c'è del vero in quello che dice, ma io penso che il pubblico televisivo (della tv generalista in chiaro) sia troppo vasto e indifferenziato perché i dirigenti dei network possano permettersi di tutto. In realtà, anche la tv generalista sta spingendo sempre un po' più in là il limite, ed è ovvio che la cosa susciti perplessità e proteste da parte di chi gradirebbe una televisione più attenta soprattutto ai piccoli (almeno nelle fasce protette!). In definitiva, non credo affatto che le recenti sanzioni produrranno "grandi variazioni" nei palinsesti, ritengo piuttosto che possano funzionare solo da tenui segnali d'allarme. Purtroppo. Umberto Brindani
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