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LA PROPRIA COSCIENZA
28/2/2008
Caro direttore, in una recente trasmissione de L'infedele Maurizio Lupi (Forza Italia) si accalorava nell'affermare che le indicazioni della Chiesa per i fedeli non sono ordini e che ognuno agisce secondo la propria coscienza. Leggiamo questi passi tratti dal documento Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, approvato (28 marzo 2003) da Giovanni Paolo II e firmato dal cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto, e da Angelo Amato, Segretario: "Le presenti Considerazioni...hanno anche come fine di illuminare l'attività degli uomini politici cattolici, per i quali si indicano le linee di condotta coerenti con la coscienza cristiana quando essi sono posti di fronte a progetti di legge concernenti questo problema" (n.1); "Nel caso in cui si proponga per la prima volta all'Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale" (n.10).
È evidente che è la Chiesa a decidere quale debba essere la coscienza dei fedeli; e che un cattolico che non segue pedissequamente le indicazioni della gerarchia è indotto a sentirsi in peccato e fuori dalla Chiesa.
Elisa Merlo
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